"L’ENNESIMA OCCASIONE PERSA"
C'èra da raggiungere un obiettivo, portarsi a due punti dalla Juventus, che ieri sera a perso all'Olimpico di Roma con i giallorossi, c'èra, perché, come al solito, nel momento topico, nel momento in cui bisogna lottare con il coltello tra i denti, il Napoli viene puntualmente meno.
Eppure i presupposti c'èrano tutti, in 55.000 accorsi al S. Paolo per sostenere gli azzurri, Carmelo Imbriani da ricordare ed onorare, la sconfitta del Viktoria Plzen di giovedì da cancellare, polemiche da mettere da parte, ma tutte queste motivazioni non sono servite, una ordinata Sampdoria ha cancellato le velleità del Napoli, apparso confuso e sottotono, mai lucido, Cavani, Inler e Hamsik, palo a parte, contrastati dagli avversari e resi inoffensivi.
La rabbia è che queste occasioni capitano una volta sola, difficile che si abbia il bis, sarei curioso di sapere stasera la colpa di chi è, quali scusanti verranno stese sul tavolo delle discussioni, il sole c'èra, il pubblico ha incitato per tutta la partita, sarebbe bastata quest'ultima per stendere la Samp, il terreno era in perfette condizioni, cosa non è andato per il verso giusto?
Vedrete, sicuramente l'imputata di turno sarà la partita di giovedì, ricordiamo che il Napoli ha giocato con otto undicesimi diversi rispetto alla gara di Europa League, la verità è che non c'è stato il classico movimento senza palla dei centrocampisti e degli attaccanti, si è sofferto oltremodo il pressing alto dei blucerchiati, le sovrapposizioni sulle fasce non ci sono state, l'alternativa per sfondare il bunker doriano non c'è stato, il mezzo per sfondare non è stato trovato, vogliamo aggiungere anche la sfortuna come attenuante, come in occasione del palo di Hamsik, allora l'ennesima delusione è stata assaporata dai tifosi Napoletani, tanto per non cambiare a pagare sono sempre loro, ma non solo loro, anche chi scrive e dice le cose con largo anticipo percependone gli scricchiolii, viene tartassato e tacciato di "remare contro", se solo immaginassero quanto abbiamo il Napoli nel cuore, arrossirebbero, ma purtroppo il bisogno di specchiarsi e farsi belli agli occhi di qualcuno, vale più del Napoli.
Tra il primo ed il secondo tempo, si sono visti due Napoli, il primo sofferente ed impaurito, il secondo più incisivo e sfortunato, ma allora perché regalare sempre, sistematicamente, un tempo all'avversario? Le caratteristiche degli avversari vanno studiate in settimana, in campo si scende già preparati, perché il Napoli deve sempre "aggiustare" nell'intervallo per poi cambiare nella ripresa? Queste sono alcune delle domande a cui vorremmo delle risposte, chissà mai se le avremo, chissà mai se saremo degni di poter dare una risposta ai nostri lettori.
"Il Napoli nel cuore" è il nostro motto, noi vogliamo il bene di questa squadra, orgoglio felice della nostra martoriata città, non un nemico da ferire ed infangare, questo è quello che andiamo dicendo da tempo, le scuse puerili e basse sono un offesa per l'intelligenza del tifoso napoletano, fare il "mea culpa" nella vita è un segno di rispetto per il lavoro che si svolge e per coloro che seguono con tanto amore.
Bigon:"Colpa del campo, da domani verranno messe zolle nuove, la squadra tecnica ha bisogno di un manto erboso decente." Ma sullo stesso campo non ha giocato anche il Plzen ed ha fatto tre gol? ci ha giocato anche la Samp ed ha fatto in pieno il suo dovere, il campo è maledettamente infame solo per noi? Intanto Mazzarri ha la febbre e diserta la sala stampa, in Sua sostituzione appunto, Riccardo Bigon.
Non avevamo dubbi sulle risposte mancate, non si può "fuggire" davanti a chi fa il proprio lavoro amandolo, è mancanza di rispetto, chiedere è lecito, rispondere è cortesia, evidentemente a Napoli non è così, oggi noi siamo arrabbiati come tutti i tifosi del Napoli, l'ennesima occasione buttata alle ortiche, l'attimo propizio non viene mai colto, ma se non ora, quando? Vuoi vedere che è colpa nostra, Cavani dichiara: "E' un momento così, le cose non girano per il verso giusto, passerà sicuramente, ma se fosse possibile avere un campo migliore, sarebbe il massimo, perché se trovi una squadra che si vuole giocare la partita è un discorso, ma come oggi, se trovi una squadra che si aggrappa al punto, per loro è più facile, ma io sono convinto che con il lavoro riusciremo a ripartire, il lavoro paga sempre, ognuno deve fare il suo, la società, il pubblico, noi, che scendiamo in campo e ci spacchiamo la schiena e non vogliamo sentire parlare di pareggio e sconfitta, scendiamo in campo per vincere." Cavani docet.
