"GIU’ LE MANI DAI NAPOLETANI !!!"

Posso capire, fino ad un certo punto, quello dei tifosi avversari, che danno sfogo ad un sano sfottò, vuoi per rabbia, per amore dei propri colori, per la propria bandiera che rappresenta la squadra del cuore, ma restano comunque persone anonime racchiuse sotto il simbolo del tifo, ma personaggi pubblici proprio no.

Lunedì sera, ad Udine, durante i festeggiamenti per la qualificazione in Champions dell'Udinese Calcio, il presentatore della kermesse Michele Criscitiello, giornalista di Sportitalia, di origini avellinesi, quindi campano, si unisce al coro dei sostenitori friulani "Noi non siamo Napoletani" e "Odio Napoli", ricordando alla sparuta platea, che anche Lui ha cantato e urlato questi slogan durante i playoff tra gli irpini ed il Napoli, per l'accesso in B.

Apriti cielo, il popolo del Web si è scatenato, risentito in giusto modo, con epiteti irripetibili, neanche le scuse e le precisazioni del diretto interessato, hanno messo a tacere la moltitudine infuriata, la stragrande maggioranza ha già cancellato dalla propria TV i canali 60, 61 e 62, frequenze della succitata TV Sportitalia.

Da ricordare che non è la prima volta che ci si scaglia in modo becero contro la tifoseria Napoletana, ricordate Roma – Napoli?  ricordate che i tifosi azzurri furono accusati della devastazione e distruzione del treno che li aveva condotti nella Capitale ? tutto falso, questo presunto treno danneggiato non fu mai trovato, non ci fu nessuna devastazione come urlò TRENITALIA ai quattro venti, era solo uno stratagemma ben architettato per vietare le trasferte ai tifosi del Napoli, i vandali dell'Italia calcistica, gli indesiderati, gli appestati, tutti possono andare in trasferta, tranne i tifosi azzurri, da allora è stato un continuo essere sotto la lente d'ingrandimento, sotto controllo.

Però, è si, c'è un però, a Roma si sospendono le partite su richiesta della tifoseria, dopo un nutrito lancio di bombe e fumogeni, a Milano vengono lanciati motorini dagli spalti, a Genova chiedono ai calciatori di consegnare le maglie in quanto indegni di indossarle, sempre dopo aver fatto sospendere la partita, ma questo non conta, perché è a Napoli che vivono i delinquenti collusi con la camorra, quindi "Vesuvio lavali col fuoco", Noi non siamo Napoletani", "Colerosi, terremotati…….." , evitiamo di citare frasi ancora più ingiuriose, allusioni sulle questioni territoriali, come i sacchi di spazzatura messi in bella mostra al Meazza di Milano prima di Milan – Napoli, per non parlare del sindaco di Bologna Virginio Merola, persona, il cui cognome indica le chiare origini, che a tal proposito a dichiarato che farebbe di tutto per poterlo cambiare, ha sparlato a sproposito sugli incidenti davanti alla sede di Equitalia a Napoli, accusando e ribadendo che il tutto si è svolto con una precisa regia camorristica, come se a Napoli non possono esistere persone oneste tartassate dall'ingiustizia burocrata.  

Spero che episodi del genere, che nulla hanno a che vedere con il calcio, spariscano per sempre, a quattro giorni dalla finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli, con settantamila spettatori, equamente divisi, campanilisticamente parlando, ci piace immaginarla ascoltando una fantastica canzone, "UN SOGNO AZZURRO", scritta da A. Forgione – S.Lanza – E.Napoli – P. Serretiello, perchè a noi, Napoli ed il Napoli esprimono creatività, civiltà e voglia di vivere, che Voi lo vogliate o no, Napoli ed il Napoli vivranno per sempre e non avranno confini.

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