QUELL’IMPREVEDIBILE SPAL
La forza della tranquillità. Potremmo definire così lo stato d’animo con cui la Spal di Max Allegri si appresta a scendere in campo domenica prossima al San Paolo. Tranquillità che deriva da una posizione di classifica senza né infamia né lode, in linea con le aspettative iniziali della società che fa capo al presidente Lino Di Nardo. Classico giudizio scolastico per gli uomini di Allegri, un mix fra gioventù ed esperienza in grado di regalare grandi soddisfazioni ai propri supporters (vedi successo di Avellino) così come rimediare figuracce spaventose: potrebbe fare di più, ma non si impegna abbastanza. Gradevole, comunque, il gioco che i ferraresi hanno dimostrato essere in grado di esprimere. Un 4-3-3 abbastanza solido, che ruota attorno al genio di Alessio Pirri, re di un centrocampo completato dalla potenza fisica e dal ritmo di Cavallo (squalificato domenica) e dalla velocità dell’esperto Apa, coperto da un pacchetto arretrato in cui, con gente del calibro di Milana e Sadotti, di esperienza ce n’è davvero da vendere. Non sembra comunque aver particolarmente risentito della partenza di Gigi Consonni verso Napoli, sia perché Allegri è stato in grado di rimodulare adeguatamente l’assetto a centrocampo, sia perché l’arrivo di Emanuele Berrettoni ha conferito al reparto avanzato quel tocco in più che mancava. Proprio il dente avvelenato dell’ex attaccante di Lazio e Perugia ha tutta l’aria di regalare al match quel pizzico di pepe in più per renderlo imprevedibile e tutt’altro che scontato. Napoli, attento…
