QUANDO UNO 0-3 E’ DIFFICILE DA “AGGIUSTARE”…

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L’ultimo tabù è stato sfatato. 0-3 a San Siro, un risultato tanto rotondo da rimpicciolire l’errore arbitrale che ha spianato la strada al Napoli. Sia chiaro: se l’Inter non ha perso a causa di Rocchi, il Napoli non ha vinto grazie al direttore di gara fiorentino. Semplicemente, la squadra di Walter Mazzarri (che ha festeggiato il compleanno come meglio non avrebbe potuto) è stata superiore a quella di Claudio Ranieri, esaltando tutti quegli attributi che fanno di undici uomini una squadra: difesa ermetica, centrocampo organizzato, attacco incisivo. Soprattutto, una fase difensiva da urlo ed una manovra efficace come poche altre in serie A. L’Inter si lecca le ferite: troppo facile vincere quando lo spogliatoio reagisce d’istinto ad una situazione negativa, troppo comodo prendersela con l’arbitro quando di fronte c’è un avversario che non è un semplice comprimario. Ma il peccato originale lo ha commesso Massimo Moratti. Il presidente, dopo aver maltrattato un allenatore scelto senza convinzione (ma meritevole di ben altra attenzione), ha spacciato un semplice “aggiustatutto”  per uno straordinario “mago”. Che all’esordio a San Siro ha finanche perso “l’aplomb”, quella qualità che forse consente di restare in sella anche a chi, in venti anni di carriera internazionale, ha vinto soltanto qualche coppetta. Non ci voleva una bacchetta magica per provare a riordinare le idee dopo un primo tempo isterico, quando peraltro i calciatori erano al proprio posto ma senza più alibi perché il maestro severo non c’era più. Si trovava a Grugliasco, dove ieri sera qualcuno ha sorriso.

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