Quaestio rinnovi: il caso Zielinski
Il mondo del calcio è caduto sotto la scure del corona virus, e con l’emergenza sanitaria anche il campionato di serie A è fermo.Mentre si discute su “se”, “quando” e “come” riprendere a giocare a calcio, un tema su cui tutti i dirigenti delle varie squadre devono riflettere è quello dei rinnovi. In un momento di stasi, bloccati come si è in un eterno presente, c’è bisogno di pensare al futuro.
Sono molti i nomi sul taccuino della dirigenza del Napoli per quanto riguarda il tema dei rinnovi contrattuali.L’addio di Josè Maria Callejon pare quasi certo, il caso Mertens ancora da sbrogliare, quasi sicuro è il rinnovo di Maksimovic e poi c’è Piotr Zielinski.
Piotr ha ritrovato forma e rendimento sotto la gestione di Gattuso, ed è tornato anche ad interessare diversi club europei. La scadenza del suo contratto è prevista nel 2021.
È quantomai necessario che il giocatore metta la firma sul nuovo accordo prima del termine della stagione. Anche se la fine di questa sciagurata annata – per il Napoli e per il mondo – al momento è impossibile da prevedere. Il nodo da sciogliere è quello della clausola rescissoria, attualmente di 65 milioni di euro che la società vorrebbe portare a 120, mentre il procuratore del polacco spinge ad un abbassamento della clausola.
Si è detto in apertura che in un momento come questo, in tutti i campi e anche nel calcio, c’è bisogno di pensare seriamente al futuro. Per il Napoli è una vera necessità: le plausibili cessioni di “pezzi grossi” – che hanno più mercato di altri – come Koulibaly e Ruiz e gli addii probabili di bandiere come Mertens e Callejon pongono al centro delle riflessioni della dirigenza il problema di disporre di uno zoccolo duro che possa garantire quando si ricomincerà a giocare delle certezze per il lavoro di Gennaro Gattuso.
Per questa ragione, la speranza è che Zielinski possa trovare l’accordo con il Napoli: il gioco del mister calabrese ha bisogno di un centrocampo energico ma che non deficiti in qualità. Il giovane polacco quella può garantirla certamente ma c’è bisogno della voglia di restare a Napoli e di battersi, quando sarà domani più di quanto si è fatto in passato, per la causa azzurra.


