POVERA JUVE: NON LE DANNO I RIGORI!

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Povera Juve. Non è bastato lo scandalo di Calciopoli, che ha strappato dalle maglie bianconere due dei numerosi scudetti conquistati sul campo (?). Non è bastata l'iniqua retrocessione in serie B con ben nove punti (!) sottratti per le magagne della sua dirigenza, che ha di fatto costretto la squadra torinese a giocare in un campionato inadatto alle sue caratteristiche, in cui svolge in pratica il ruolo di Godzilla in un formicaio, per la disperazione delle malcapitate avversarie. Non è bastata la gogna mediatica alla quale è stata sottoposta l'intera gloriosa famiglia della Vecchia Signora. Adesso ci si mettono anche gli arbitri. La dichiarazione di Deschamps, al termine della gara di sabato pareggiata contro lo Spezia, è di quelle che quando le leggi pensi di essere vittima di uno scherzo: "Non voglio lamentarmi dell'arbitro, ma ci ha negato due rigori". Oh, piccolo indifeso Didier, quanto è ingiusto che la tua squadra schiacciasassi sia vittima di un minuscolo errore arbitrale e non riesca a portare a casa quei due punti in più che a fine campionato saranno fondamentali! Naturalmente non si discute qui il diritto di qualsiasi squadra, sia il Porchiano o il Real Madrid, ad essere rispettati dai direttori di gara e a conseguire il risultato qualunque esso sia senza ingerenze esterne, ma quando si parla di Juve (e della Juve attuale, attenzione, non di quella dei Moggi e dei De Santis), qualche calcolo da fare diventa obbligatorio.
Il dato statistico a cui si appella Deschamps fa riflettere: dall'inizio del campionato neanche un rigore è stato assegnato ai suoi ragazzi, carta canta, è proprio così. Ma il francese ha forse dimenticato alcune partite in cui mancava soltanto il penalty a favore per poter mettere il cartello del senso unico fuori allo spogliatoio degli arbitri: in primis la scandalosa Juventus-Bologna, decisa da un gol che definire fantasma farebbe impallidire il già anemico Casper, con in più un rigore grosso quanto il conto in banca di Lapo Elkann negato agli emiliani. E come dimenticare, fresca fresca di qualche settimana orsono, la gara contro il Cesena, quando il fischietto livornese Banti ha avuto l'ardire di espellere Zebina; parte la contestazione, si grida al complotto, un Del Piero arrogante come non mai inveisce contro il quarto uomo e inizia praticamente a dirigere la gara. Risultato: 2-1 per i bianconeri più blasonati, rigore non dato (ancora!) al Cesena e Marchisio graziato per un fallo da rosso diretto.
Ecco le punte di un iceberg gigantesco, non si può ipotizzare, dopo quello che è accaduto, che ci sia ancora un deus ex machina delle designazioni o delle decisioni pilotate. No, questo escludiamolo, però  guardando varie partite della Juventus una cosa è lampante: i malcapitati che si trovano ad arbitrarla sono esposti ad una pressione tremenda: qualsiasi decisione prendano sarà sottoposta ad accurata revisione da tutte le migliaia di moviole di tutti le migliaia di programmi calcistici del nostro paese. Certo è che il fascino della Signora è rimasto intatto, nonostante la retrocessione, così come il potere psicologico che esercita su chi deve decidere delle sue sorti. Ne dovranno essere negati di rigori per riequilibrare la bilancia dei fischi a favore, figli anche del putiferio che scaturisce ogni qual volta si pestano i piedi a Del Piero e soci.
Che sia giusto o meno, che abbia ragione o torto, sinceramente il mini-sfogo di Deschamps è quella che si potrebbe definire senza dubbio un'uscita infelice. Il lamento del francese ferito suona un po'come se la signora Berlusconi si lagnasse perchè non le hanno fatto lo sconto al supermercato. Superfluo, e del tutto fuori luogo, da parte di chi sguazza nell'oro, quando c'è gente che la spesa neanche la può fare. Chissà cosa penseranno tifosi bistrattati da anni di ingiustizie, a maggior ragione quando ad avvantaggiarsene è stata proprio chi ora lancia l'accusa. Chissà cosa penseranno i tifosi della Reggina, che nonostante non abbiano certo rubato scudetti e coppe ora si trovano a dover fare un campionato da Champions per salvarsi, equiparati o quasi agli juventini e per giunta col vento arbitrale davvero contrario. Chissà cosa penseranno i tifosi del Napoli, o del Genoa, o del Bologna, che negli ultimi tre anni ne hanno viste di tutti i colori e inoltre quest'anno si vedono sottrarre un posto per la promozione in A pagando colpe altrui. Un'ipotesi la si può avanzare: penseranno che lo "stile Juve" è rimasto intatto, e che Deschamps o chi per lui farebbe meglio a non menzionare mai i torti arbitrali, perchè il loro carroarmato polverizzerà pure il campionato cadetto con i campioni del mondo (ribadiamolo, giocando a fare la balena nell'acquario), ma abbiano almeno la decenza di stare zitti e ringraziare per la benedizione ricevuta, che di sconti ne hanno avuti anche fin troppi.

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