POMPEA-BENETTON 75-86

Tutto secondo pronostico: l’ armata Benetton, pur non disputando una delle sue migliori partite, è passata al PalaBarbuto scrivendo in pratica la parola fine su questo quarto di finale, a meno di un clamoroso ribaltone martedì sera a Treviso, che consentirebbe quantomeno alla società del Pres. Maione, un nuovo cospicuo incasso sempre gradito per le finanze azzurre, Fatta eccezione per la seconda metà del 2° quarto, la Pompea è rimasta in gara sino a due minuti dal termine, nonostante la serata negativa al tiro delle sue punte di diamante ; Penberthy ( 14 p.), Trepagnier ( 13 p.) e Allen ( 12 p.) hanno chiuso complessivamente con una percentuale dei tiri da tre di 7/22. Jerome ha palesato gli ormai atavici problemi fisici, mentre Jeff forse troppo voglioso di strafare ha commesso qualche errore di troppo in fase di palleggio, rari per un giocatore della sua classe. Valerio Spinelli ha trovato terra bruciata per le sue penetrazioni, chiuso com’ era dai lunghi trevigiani, mentre Martin Conlon ha dato come sempre il suo onesto contributo. I migliori in maglia azzurra sono risultati i centri, curiosamente anche in fase realizzativa. Michelone Andersen ha chiuso con un " score" di 15 punti e 14 rimbalzi, Mason Rocca in forse fino all’ ultimo per una distorsione alla caviglia patita venerdì in allenamento, è risultato alla fine il miglior marcatore con 17 punti, oltre a lottare come sempre leoninamente per tutto l’ incontro. Nella Benetton, costretta ad alternare in cabina di regia Matteo Soragna a Massimo Bulleri, causa le defezioni di Morlende e Wucherer, da " penna blu " sono state le prestazioni di Macus Goree ( 18 p. e 8/12 da due ) e di David Blutenthal, praticamente infallibile dall’ angolo ( 4 / 6 da tre e 14 p. ), oltre alla gara del giovanissimo talento ( già nel mirino dell’ NBA ) Andrea Bargnani che in 22 minuti giocati ha piazzato 4 tiri su 5 da due, chiudendo a quota 13. Come già successo nel primo match, il lituano Siskauskas è emerso nel finale, mentre Bulleri, ad eccezione di qualche raro momento ha messo in mostra una regia sempre lucida e costruttiva. La squadra di Ettore Messina ha piazzato il primo allungo verso la dine del primo tempo, arrivando anche a + 10 ( 35 -45). Gli azzuri però, complice una difesa più aggressiva, si sono rimessi in corsa nel 3° quarto, chiudendo a – 2 ( 58 -60). Gara in costante equilibrio sino al minuto 37, dopo di che l’ indubbia superiorità biancoverde è venuta fuori. A questo punto, solo una partita stratosferica dei solisti azzurri a Treviso può rimettere in piedi una serie, a cui sembra mancare solo ormai, il classico canto del " de profundis" per gli uomini di Maurizio Bartocci.

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