“PIER PAOLO AMMETTE, PIANETANAPOLI PAGA”
E’ l’ultima di campionato, un girone di ritorno sciagurato, dove si deve ringraziare l’intertoto se non si è retrocessi, dove bisogna riflettere sulle mancanze da parte della società e giocatori, quest’ultimi in silenzio stampa da una vita, la società, invece, ha fatto mea culpa, lo ha fatto attraverso il DG Pier Paolo Marino in settimana, quando ha ammesso errori commessi nell’arco dell’anno calcistico che si sta concludendo. Già, errori calcistici, e non, aggiungiamo noi, noi che lo stiamo dicendo da Dicembre 2008, da quando abbiamo avuto il sentore in tempi non sospetti, noi e qualche altro collega avevamo avuto più di una sensazione, noi che abbiamo cercato di far aprire gli occhi a chi per forza voleva tenerli chiusi, noi abbiamo pagato e stiamo pagando per aver detto la verità, noi stiamo pagando per amore di una squadra che rappresenta la nostra città, noi che la difendiamo dovunque andiamo, noi disposti a tutto pur di veder vincere la nostra squadra chiamata Napoli, noi che rifiutiamo i paraocchi, noi che la vorremmo sempre più grande e più forte, noi che non ci arrendiamo mai, gli esclusi dalla tribuna stampa del San Paolo siamo noi, Pianetanapoli.
Ora che il diretto interessato ha ammesso che errori ci sono stati nel corso di questo campionato, tutto dovrebbe ritornare normale, invece no, si passa su tutto, come se nulla fosse, ma che non ci fosse rispetto per chi lavora questo lo si era capito, nei confronti della stampa, anzi, di certa stampa, non si è stati mai teneri. Ci domandiamo: quanti di Voi si ricordano la voce di Hamsik, Lavezzi, Denis, Gargano etc. quanti? Catturare una parola per farne un articolo, questa era ed è l’impresa ardua di ogni giornalista per dare qualcosa da leggere al proprio lettore, la verità cari amici è che se il Napoli avesse abolito il silenzio stampa, avrebbe dato il via libera allo sfogo dei calciatori, il malcontento sarebbe venuto fuori, le beghe, gli screzi, le insicurezze ed anche le storielle notturne di qualcuno. Così facendo, si è chiusa la stalla evitando ai buoi di uscire e alle sirene impazzite di circuire il povero cronista, ma tutto questo non ha evitato una “debacle” calcistica vergognosa, Vi siete chiesti come mai è uscita la notizia degli acquisti per il prossimo campionato di Quagliarella e Cigarini? Semplice, per ammorbidire la tanto annunciata contestazione nell’ultima partita in casa.
Noi siamo stati in giro per la città, la gente è arrabbiata lo stesso, non perdona il comportamento dei giocatori e della società, ritenuta la vera responsabile del declino, per non aver saputo controllare e gestire un gruppo di calciatori, seppur ragazzi, ma sempre dei professionisti super pagati, si sentono presi in giro. Cari Signori, al prossimo campionato penseranno poi, oggi sono incazzati, abbiamo provato a parlare con questa gente, gli abbiamo anche detto di stare attenti, perché il Napoli può vietare loro l’ingresso nello stadio, così come ha fatto con noi o no? Perché la verità, si pensa, ma non si dice. Nella fase del riscaldamento gli azzurri vengono sommersi da una salva di fischi, solo Donadoni e Santacroce vengono risparmiati, come dare torto a questa gente, hanno subito di tutto, dall’angheria alla strafottenza. Ad inizio partita inizia lo show degli striscioni, in curva B “MORTIFICA LA NOSTRA AMBIZIONE LA TUA DIREZIONE TORNA AL TUO RUOLO SENZA PRETESE DA SEGRETARIO DELL’UDINESE”, da non dimenticare che in quasi tutti i settori dello stadio campeggia lo striscione “IL POCHO NON SI TOCCA”, al pronti via il Napoli è già in vantaggio con un gol di Capitan Montervino, che riceve solo applausi, da notare l’assenza del DG marino in panchina: che avesse sentore della contestazione? Crediamo proprio di sì, il tempo di leggere qualche striscione ed il Napoli raddoppia con Bogliacino, mentre in curva A escono striscioni con pagelle: 9 a Reja, -2 ai procuratori, chiara l’allusione a Mazzoni, manager di Lavezzi, 10 alla coerenza dei tifosi. Al 18° gli azzurri arrotondano con Ignacio Pià, ed è 3-0, possiamo dire che la partita termina qua, anche se c’è ancora un tempo da giocare.
Secondo tempo, dalla curva B l’ennesimo messaggio “PRESIDENTE VIVIAMO DI SOLA PASSIONE CHIEDIAMO CHIAREZZA E SOCIETA’ ”. Gli spettatori presenti non raggiungono le quindicimila unità, molti i bambini presenti sugli spalti, al settantesimo si verifica un episodio che a Napoli forse non si era mai visto, in curva A dopo aver esposto lo striscione “IL VOSTRO CAMPIONATO DA TEMPO E’ FINITO ALCUNI ATTEGGIAMENTI ABBIAMO LEGATO AL DITO !!!”, il settore si svuota, lasciando in bella mostra lo striscione. In campo si gioca per onor di firma, l’incontro non ha più nulla da dire, all’infuori della curva B che espone lo striscione “NON SAREMO MAI COME VOLETE VOI”, firmato FEDAYN. Ci viene spontaneo pensare che, chi è colpa del suo male pianga se stesso, nessuno e sottolineo nessuno, si è preso la briga di fare società, di andare a controllare comunque un gruppo di ragazzi colpevoli di fare la dolce vita, chi doveva occuparsene? Non certo noi, che siamo stati ritenuti colpevoli di aver raccontato verità e per questo puniti dalla società che ci ha vietato il diritto di cronaca, diritto mai venuto meno nei confronti dei nostri lettori. Oggi abbiamo pagato e comunque lavorato, noi siamo seri, non abbandoniamo chi ci segue, abbiamo serietà da vendere, su questo sciagurato campionato è finalmente calato il sipario. Adesso, cari dirigenti, non potete più sbagliare, dovete dare una squadra di spessore a questa città, FATELO !!!. Per la cronaca, la partita termina 3-0, al termine della partita la musica viene “schizzata” alta per coprire i fischi.
