PIANGI E VINCI

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Ci sono storie nelle quali non c’è mai qualcuno che ne esca completamente pulito. Prendiamo ad esempio il gol inverosimilmente scippato al Milan: l’arbitro non ci ha fatto certo una bella figura, né tantomeno l’ha fatta la Juve che è improvvisamente tornata antipatica anche agli invidiosi che fino a qualche tempo fa odiavano l’Inter (ma guarda un po’). Alla fine non l’hanno fatta neanche i rossoneri, grazie alla sceneggiata di Galliani che scende negli spogliatoi a dare del ladro all’arbitro e a chiamare piangina gli avversari. Quoque tu, l’unica cosa buona che abbia mai detto in vita sua Conte. Il quale poi ci ha aggiunto un “mafia” che l’ha immediatamente riportato al livello del contendente, vivaddio.

Chiariamoci, non c’è rabbia più giustificata di quella seguente al disastro combinato da Tagliavento. Comprensibile accusare il colpo e contrattaccare, un po’ meno sentire il mammasantissima del calcio (non l’unico, questo è sicuro) vestirsi da vittima del secolo, per quanto macroscopico fosse il torto. Il day-after, poi, è tutto un susseguirsi di dichiarazioni avvilenti, tipo il Nicchi di turno che si scaglia contro Buffon che non si è costituito “denunciando” il gol. Bella forza, tutti santarellini con l’aureola degli altri. Sembra strano che un simile esempio di integrità, arbitro a sua volta, non sapesse che Moggi stipendiava diversi suoi colleghi, e sembra ancor più strano che non denunciasse ciò che tutti sapevano. Alzi la mano anche una sola persona che al posto del portiere si sarebbe comportato diversamente. Alzi la mano non per ricevere complimenti, ma per farsi internare. Siamo seri, nessuno avrebbe detto all’arbitro “cambia idea, è gol”, non quando c’è uno scudetto in palio. Ma poi perché avrebbe dovuto? Non è per questo motivo che la Juve terrorizza gli arbitri da mesi con dossier e lamentele varie da parte dei suoi tesserati? Mission complete, a quanto pare. 

Alla fine però nella corsa all’Oscar per il miglior vittimismo hanno vinto come sempre i giornali di regime. Senza alcuna vergogna, Tuttosport il giorno dopo è riuscito a titolare “Aggredita la Juve” a caratteri cubitali. Pensare che questo quotidiano ha diffusione nazionale e un’attendibilità giornalistica superiore ad altre testate ben più oneste… Non c’è da meravigliarsi comunque, in questo paese (la minuscola è voluta) chi ottiene più risultati è chi riesce meglio a piangere miseria. E questa, vivaddio, è l’unica cosa buona che sia riuscito a dire Galliani prima di lasciare lo stadio.

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