Nomi da Napoli, Widmer: “Mi accostano a grandi club ma…”
“Sognare ad occhi aperti non aiuta, devo pensare al mio percorso a Udine, che è ancora molto lungo. Sono felice della scelta, questa è la realtà ideale per imparare calcio. Lo avevo capito lo scorso anno con Guidolin, e continua ad esserlo ora con Stramaccioni: la sua carica è coinvolgente”: parola di Silvan Widmer. 21 anni, protagonista nell’Udinese di Stramaccioni. Ambizioso, di talento. E oggi l’esterno ha parlato aTuttoSport, dal cambio di allenatore alla stagione dell’Udinese: “Non faccio confronti, però posso dire che Stramaccioni ci ha trasmesso la sua fame, è un tecnico giovane che allena una squadra giovane, ci siamo trovati. Ha tanta voglia di emergere e sa come far crescere il gruppo. La vera Udinese? Lo diranno le prossime partite, domenica contro il Chievo servirà fare risultato anche per riprendere fiducia in vista di un periodo impegnativo, con la doppia trasferta a Milano, e le sfide contro il Verona, a Genova con la Samp, e contro la Roma. L’Europa? No, restiamo con i piedi per terra: arriviamo prima possibile a 40 punti, poi si fanno i conti. Vorremmo fare meglio dello scorso anno, quando la sicurezza arrivò soltanto a 8-9 gare dalla fine”. Di Natale il punto di riferimento? “Tutti parlano dei suoi gol e dei suoi record, giustamente, ma si sottovalutano altre prerogative, come leadership ed esperienza. In spogliatoio ogni sua parola vale oro”. E la Nazionale? “Sono in un gruppo che ha brillato al Mondiale e al tempo stesso con un margine di crescita importante, con la generazione dei vari Kasami, Seferovic, Ben Khalifa che vinsero il Mondiale Under 17, e giocatori come Schär, Shaqiri, Drmic: hanno tutti meno di 23 anni ma hanno già 20 o più presenze con la Nazionale. Trovare spazio in una squadra così forte non sarà semplice. In Svizzera il calcio sta crescendo, magari un giorno con il lavoro di Petkovic arriveremo all’altezza dei campioni dello sci alpino”. E di Federer… “Qui, invece, la vedo più complicata: Federer è unico, è il mito assoluto perché al talento unisce una classe da vero gentleman. E’ un modello di comportamento, è rarissimo sentire parlare male di lui, ogni svizzero vorrebbe essere come Roger”. E il mercato? “Sentire il proprio nome accostato a società di grande prestigio fa piacere. Significa che sto lavorando bene. So che si scrive tanto di me, però non so quanto ci sia di vero. Di sicuro, so che farsi distrarre sarebbe un errore imperdonabile. Ora c’è un percorso da sviluppare a Udine, c’è tanta strada da compiere”.
gianlucadimarzio.com


