NICOLA CORRENT: IL CENTROCAMPISTA A BASSA “TENSIONE”
Nicola Corrent nasce a Verona il 29 Marzo del 1979 sotto il segno dell’Ariete. Centrocampista centrale fatto di corsa e qualità, polmoni e cervello al servizio di squadra e ritmo di gioco capace di esaltarsi nei momenti di buio che una partita di calcio propone, per rendere l’idea, caratteristiche tecnico – tattiche che il Napoli di oggi conosce in Blerin Dzemaili. La sua carriera calcistica inizia tra le giovanili del Milan nella seconda metà degli anni ’90 prima di girovagare in prestito per l’Italia; nell’estate del 1998 finisce al Monza, in Serie B, società affiliata con il club rossonero e costiuto per buona parte da calciatori provenienti proprio dal Milan come Massimo Oddo e Davide Cordone: 25 presenze senza goal per conquistare la tranquilla salvezza. La stagione seguente passa alla Salernitana appena retrocessa in cadette ria e timbra 30 presenze, sempre senza reti, ma con un assist proprio al San Paolo per Marco Rossi, autore del momentaneo 0 a 1 granata prima della riscossa di Schwoch e compagni. In maglia granata ci resta anche per i primi sei mesi della stagione successiva per poi passare, sempre in prestito, al Siena dove colleziona solo 13 presenze. Il Milan lo scarica data la scadenza del contratto e Corrent passa a titolo definitivo al Como di Preziosi collezionando 26 presenze, un goal e la promozione in massima serie dove, sempre con i lombardi, colleziona 21 presenze e un goal, alla Lazio. Dopo la retrocessione in Serie B, passa al Modena neopromosso in Serie A, ma in maglia gialloblu colleziona solo 3 presenze prima di essere ceduto nel mercato di Gennaio alla Ternana in prestito collezionando 12 presenze e 2 goal sfiorando persino una clamorosa promozione. Scaduto il contratto che lo legava al Modena, Nicola Corrent si ritrova svincolato e senza acquirenti. Così, Pierpaolo Marino lo chiama alla Napoli Soccer appena nata dalle ceneri della SSC Napoli fallita solo due mesi prima. Corrent diventa il propulsore del centrocampo di Ventura targato De Laurentiis – Marino al fianco di Fabio Gatti. A 25 anni, Corrent tocca l’apice della sua carriera, nonostante il campionato di Serie C1. L’inizio appare altalenante e spesso si vede rimpiazzato da Karl Corneliusson, altro azzardo di un Napoli costruito in fretta e furia dall’ex Dg dell’Udinese costretto a metter su almeno 13 calciatore in appena sette giorni. L’unico goal in maglia azzurra arriva il 6 Gennaio 2005 aprendo le marcature in un Napoli – Giulianova 3 a 0, per il resto saranno molti goal sbagliati e tanti assist sprecati. Dopo l’esonero di Gianpiero Ventura e l’arrivo di Edy Reja, Nicola Corrent vive un periodo ai margini del gruppo titolare per poi rientrare prepotentemente nel finale di stagione. Nella mente dei tifosi partenopei, però, rimarrà impresso il miracolo del portiere avellinese Domenico Cecere su un destro di Corrent dalla lunghissima distanza in occasione della finale d’andata dei Play – Off al San Paolo del 12 Giugno terminata 0 – 0. La crescita azzurra, però, non passa per l’ex centrocampista di Monza e Salernitana che a fine stagione torna a vestire la maglia della Ternana unitamente a Gennaro Scarlato, capitano di quel primo Napoli clamorosamente abbandonato. In maglia rossoverde, ci resta per un anno e mezzo, compreso la retrocessione dalla Serie B, con 42 presenze e zero goal prima di vestire la maglia dell’Hellas Verona sua squadra del cuore. Anche a casa, però, le cose non vanno bene nonostante le 62 presenze condite da tre goal. A fine stagione si ritrova svincolato e mentre in molti, a 30 anni, vedono la massima maturità calcistica, per Corrent si profila la parabola discendente accettando un trasferimento al Lecco, Prima Divisione di Lega Pro, con 23 presenze e 5 goal, fino a diventare il colpaccio del mercato 2010 della Carrarese, Seconda Divisione Lega Pro. Attualmente, Nicola Corrente veste ancora la maglia gialloblù a 33 anni da compiere il prossimo 29 Marzo. Un talento mancato del calcio italiano capace di fermarsi sul più bello dopo aver attraversato tutte le categoria giovanili della nazionale italiana (5 presenze e 0 goal nell’Under 17, 6 presenze e 0 goal nell’Under 18, 9 presenze e 0 goal nell’Under 20, 10 presenze e 1 goal nell’Under 21). Napoli, come già detto, ricorderà ben poco di lui se non per il fatto di aver indossato, clamorosamente, la sua maglia numero 10
