NAPOLI : ADELANTE NAPOLI….CON JUICIO!

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Dopo le confortanti prestazioni offerte contro Roma , Milan e Sassuolo , che avevano tranquillizzato anche i più agguerriti scettici del progetto Benitez , molti di noi si sono conseguentemente domandati se , al primo passo falso o alla prima prestazione poco convincente degli azzurri , sarebbe nuovamente piombata sulla squadra quella valanga di critiche , che ormai l’accompagna dagli inizi del campionato. Domanda retorica , risposta scontata. Le cattive abitudini ( specialmente se hai la fortuna di essere un tifoso del Napoli ) sono dure a morire. E così è bastato un pareggio interno contro il Genoa a restituire voce a chi , probabilmente a vuoto di valide argomentazioni a sostegno delle proprie già dubbie tesi , per almeno un paio di settimane è rimasto in silenzio o è apparso meno nervoso del solito. Non saremo noi a vestirci dei panni di avvocati difensori del Napoli di Benitez : non è il nostro mestiere e lo spagnolo sa , tra l’altro , difendersi benissimo da solo. Tra le altre cose , nessuno di noi ha la presunzione di pensare che Rafa sia immune da colpe ( e probabilmente lo pensa anche lui) , in particolar modo dopo la prestazione di ieri , nella quale lo spagnolo avrebbe potuto intervenire prima , cambiando – già alla fine del primo tempo – alcuni elementi a corto di fiato ( Albiol , Behrami) o completamente avulsi dalla partita ( Hamsik). Tuttavia , come in ogni campo dell’esistenza umana , anche nel calcio occorrerebbe avere equilibrio. Ed è proprio curioso constatare che la mancanza di questa fondamentale componente sia carente non solo nella squadra , ma anche nella tifoseria ma soprattutto nella carta stampata. Ed allora salterà sicuramente all’occhio della persona riflessiva che la prestazione del Napoli di ieri ha offerto spunti aperti a varie interpretazioni . Perché , se da una parte la maggior parte delle testate sportive si è concentrata ( giustamente) sul risultato finale o sulla presunzione palesata dagli azzurri nei secondi quarantacinque minuti di partita , dall’altra parte è sfuggito agli occhi dei più la qualità del gioco napoletano nella prima parte di gara , laddove – solo per imprecisione od egoismo di qualche singolo– gli uomini di Benitez non sono tornati negli spogliatoi con almeno un paio di reti di vantaggio. E’questa probabilmente la colpa maggiore imputabile al Napoli non solo di ieri sera ma dell’intero anno: ovvero l’assoluta incapacità di riuscire a capitalizzare le occasioni create e doversi sudare il risultato fino alla fine. Gli azzurri appaiono spesso fumosi , si rendono protagonisti di giocate di alta scuola ma – nonostante l’eccellente bottino di reti già realizzate – non sembrano essere così prolifici in relazione alle palle goal create. E così la dura legge del calcio può spingere un Calaiò a trasformare una punizione alla Platini , che , inevitabilmente , ti taglia le gambe. Ad ogni buon conto , pregi e difetti di questo Napoli sono ormai noti a tutti e sarebbe il caso che anche la tifoseria e gli addetti ai lavori entrino nell’ottica d’idea che quello in corso è un campionato di “ transizione “ , nel quale si è dovuto ricostruire quasi tutto da zero e che nonostante tutto vede gli azzurri in piena lotta Champions , in finale di Coppa Italia e piena protagonista in Europa. Tali risultati appaiono ancora più significativi se ci si ferma a riflettere che nessun allenatore , al suo primo anno in Italia , è riuscito a vincere qualcosa se impegnato su tre fronti ( eccezion fatta forse per Mourihno , che – però – poteva contare su un’intera rosa fatta di campioni). Quindi , distogliendo l’attenzione momentaneamente dalla prestazione sul campo del Napoli , sarebbe il caso di invocare equilibrio anche per tutti coloro che circondano la squadra : gli uomini di Benitez , almeno per un tempo , hanno dimostrato di essere una formidabile orchestra di gioco anche ieri sera contro i grifoni di Gasperini , salvo poi accusare un calo fisico nella ripresa. Ed è da questo che tutti dovrebbero ripartire , in vista di un impegno delicato come quello di giovedì contro lo Swansea. E poco importa se la Roma sia così tanto distante : della bontà del progetto di Garcia ne riparleremo il prossimo anno , quando i giallorossi saranno anche loro impegnati su tre fronti. Napoli si tenga ben stretta questo terzo posto (essendo testa di serie , potrà contare su un sorteggio abbordabile) , buttando sempre un occhio al secondo. Superi il turno con lo Swansea , coltivando l’ambizione di arrivare in finale e magari di vincerla. Conquisti la seconda Coppa Italia in tre anni. Ed  ecco che una stagione apparentemente insulsa prenderebbe tutta un’altra piega. Ma soprattutto iniziamo ad avere tutti noi un maggiore equilibrio anche in sede di critica : è la base principale di ogni successo umano. Adelante Napoli…con juicio!

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