NAPOLI: UN 2012 DI CRESCITA E CONSOLIDAMENTO
Come ad ogni inizio d’anno, si sprecano le previsioni sul cammino degli azzurri in questo 2012. Queste, naturalmente, indicano gli obiettivi da raggiungere e spesso sono accompagnate da una sorta di bilancio preventivo, che, secondo una non trascurabile corrente di pensiero, dipingerebbe la stagione del Napoli come fallimentare se non dovesse rientrare tra le prime tre in campionato o quantomeno raggiungere la semifinale di Champions ovvero vincere la coppa Italia.
A parte che parlare in anticipo di queste cose, oltre a portare male, mi sembra un tantino prematuro ma ne potremo discutere, magari in un prossimo editoriale. Credo che il vero obiettivo a cui si debba aspirare sia il completamento del processo di crescita della squadra e la stabilizzazione della stessa nell’elite del calcio nazionale ed internazionale. Del resto questo è fissato nei programmi stessi della società in questo secondo quinquennio dell’era De Laurentiis e anzi, ogni tanto giova ricordarlo, quello che è stato fatto fin qui in questi otto anni ha dello straordinario, considerando che si è partiti da un fallimento e dunque dal nulla sportivo (della storia azzurra) della serie C. In questi anni il Napoli ha fatto passi da gigante; certo ci sono stati anche degli inciampi, ma del tutto fisiologici in un’ascesa ai vertici che è sotto gli occhi di tutti. Ora, dunque, che le vette sono vicine viene la parte più difficile e colma di insidie! Raggiungerne qualcuna (in termini di conquista di scudetto o coppe varie) sarebbe un passo decisivo, ma ancor più fondamentale sarebbe stazionare costantemente nei pressi delle cime più importanti, senza più rotolare giù nell’anonimato calcistico o peggio ancora nei crepacci del dissesto economico. Insomma, una società sana in grado di far sì che la squadra stazioni sempre tra le prime cinque posizioni in campionato, tanto da disputare regolarmente i tornei europei (non tutti gli anni si potrà giocare la Champions). Così facendo anche qualche vittoria prestigiosa non tarderà ad arrivare.
All’alba del Fairplay finanziario UEFA, il Napoli dispone di bilanci e conseguente liquidità per recitare un ruolo importante nel calcio che conta. Per far questo, ad esempio, bisognerà continuare a potenziare il settore giovanile, lo scouting, marketing e merchandising e non differire più la questione “San Paolo”. Dotarsi di un impianto moderno, funzionale e fonte di guadagni è rimanere, anche sotto questo aspetto, al passo dei maggiori club europei. Infine completare la crescita della squadra con l’innesto di qualche altra pedina che ancora manca all’organico senza perdere gli elementi più rappresentativi, tanto da poter abolire il termine titolarissimi dal vocabolario di noi tutti. Al resto penserà mister Mazzarri, giusto nocchiero di questo progetto, col suo lavoro tecnico-tattico sul campo e attraverso l’abitudine, l’esperienza e la personalità che si acquisirà giocando ad alti livelli.
