NAPOLI-JUVENTUS 18/1/53(3-2)

Negli ultimi tempi, esattamente dal ritorno in tandem di entrambe nella massima serie ( ovverosia dalla stagione 2007 -2008 ), il bilancio azzurro nei confronti della sempiterna Juventus è nettamente migliorato, tanto che ora pende a favore del Napoli, seppur di poco ( 22 vittorie a 20 con 27 pareggi, di cui uno in B ). Dal campionato sovra citato, il Napoli ha vinto 5 vote con il contorno di due pareggi. Anche l’ ultimo confronto, dello scorso 30 marzo 2014 ha visto i bianconeri di Antonio Conte sconfitti per 2 -0, grazie ai centri di Callejòn al 37° e di Mertens al minuto 81. Ma non è di questo recentissimo trionfo di cui vogliamo parlarvi ( che va ad aggiungersi alla fortunata spedizione di Doha ). La vittoria che ci piace ricordare, è un po’ più al di la degli anni, e ci tornare indietro sempre di gennaio ( giorno 18 ) ma del 1953…Il San Paolo era in costruzione, ed il Napoli giocava ancora al ” Vomero “, spesso e volentieri vero e proprio fortino azzurro negli ormai lontani anni ’50. La Juventus ( tanto per cambiare…) era campione d’ Italia, ma l’ Inter ( che alla fine le strapperà lo scudetto ) era già lontana 5 punti dai bianconeri, alla vigilia del 17° turno, ultimo del girone di andata. Prima della partita spettacolo folcloristico con sfilata di costumi capresi d’ epoca.  Agli ordini dell’ arbitro Bellè di Venezia, così scesero in campo le squadre : Napoli con Casari, Comaschi, Vinyei, Castelli, Gramaglia, Granata. Vitali, Formentin, Jeppson, Amadei e Pesaola. Alenatore Eraldo Monzeglio, campione del mondo da giocatore nella Italia di Vittorio Pozzo. Il tecnico avversario ( il grande ungherese Sarosi, finissimo atleta da giocatore ) mise in campo invece : Cavalli, Bertuccelli, Manente. Mari, Parola, Piccinini. Muccinelli, Karl Hansen, Boniperti, John Hansen e Praest. Come si noterà, la Scandinavia era in maggioranza fra gli stranieri; al Napoli con lo svedese Jeppson, la Juventus contrapponeva ben 3 danesi ( Praest e i due fratelli Hansen ). Il match iniziò subito male : dopo nove minuti la Juve era già avanti di due gol, realizzati da John Hansen al 7° e da Praest al 9°. Le cronache dell’ epoca riferiscono di due incertezze del portiere Casari. Sembra finita, ma al 23° arriva la svolta ; Praest prende il palo, e, sul rovesciamento di fronte, Bruno Pesaola accorcia le distanze con un bel dribbling e tiro dalla distanza. Dopo soli sei minuti, esattamente alla mezz’ ora, ” ‘ O banco è Napule “, al secolo Hasse Jeppson, con un destro al fulmicotone mette a segno il temporaneo 2 -2. E su questo punteggio si chiuse il primo tempo. La ripresa fu al cardiopalmo. Il napoletano Formentin prese una traversa, Comaschi ribattè sula linea una conclusione di Boniperti. Al minuto 89 giunge l’ apoteosi : azione personale di Vitali che va via sulla fascia, palleggiando ben 4 volte di testa. Cross al centro e gran tiro del ” fornaretto ” Amadei che colpisce la traversa prima di finire in rete, per il clamoroso 3 -2 finale. Il pubblico in giubilo portò in trionfo Amadei, ma la società azzurra fu condannata a pagare ben 100.000 di multa per lo scoppio di mortaretti. Di quella gara, immortalato dal ” Mattino ” resta storica la foto di Carletto Parola ( quello della rovesciata sulle figurine Panini ) che, deluso per la sconfitta, abbracciò piangente il palo della porta, dove la sua Juve aveva subito il punto decisivo.
Cosa sperare per Domenica ? che vincendo, pure il Napoli di Rafa, come lui stesso ha dichiarato, possa tornare a competere per la corsa scudetto…

EMANUELE OROFINO

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