Napoli contro tutti, per un sogno chiamato scudetto

Restano 8 partite, i punti di distacco dalla vetta sono solo 3. Ormai il Napoli è secondo dal 13 febbraio, data della fatidica sconfitta contro Juventus. Il divario non è insormontabile. In altri anni, i punti di distacco sono stati anche 20, a questo punto del torneo. Ma è come se i bianconeri fossero protetti da una duplice barriera che gli evita di essere superati: da una parte, la loro forza tecnica, basata soprattutto sul sistema difensivo che consente alla Juventus di subire pochissimi tiri in porta e pochissimi gol. Dall’altra, una sudditanza degli arbitri (dimostrata da tutte le moviole del mondo), atta a non penalizzare il club bianconero, specialmente negli episodi meno chiari (ad esempio un fuorigioco dubbio) oppure in quelli dove l’arbitro è chiamato a decidere personalmente sulla decisione da prendere (una ammonizione o un calcio di rigore). E contro il Torino, l’arbitro Rizzoli, rappresentante italiano ai prossimi Europei, ha sciorinato un repertorio di decisioni che hanno dimostrato queste tesi che ormai sono diventate realtà inequivocabili: dal mancato giallo (che per regolamento è obbligatorio) ad Alex Sandro conseguente al rigore a favore del Torino (sarebbe stato il secondo e dunque espulsione per il terzino juventino) alla semplice ammonizione a Bonucci che ha “sfidato” l’arbitro con un atteggiamento arrogante, fino al fuorigioco inesistente di Maxi Lopez (ma qui è colpevole il guardalinee) e all’espulsione (ormai a gara finita) inutile di Khedira. Di fronte a tutto ciò, il Napoli è impotente. Il senso di frustrazione aumenta. Ma anche l’orgoglio dei suoi tifosi per questa squadra che ha fatto finora qualcosa di fuori dal normale, pur avendo una rosa inferiore qualitativamente (almeno sotto l’aspetto numerico) a quella della Juve e forse anche a quella di Roma ed Inter.
Anche noi rendiamo omaggio al record di imbattibilità di Buffon. Il portiere nato a Carrara è rimasto imbattuto per 973′. Ma il suo è più un record di reparto che personale. Quante partite non ha subito tiri in porta dagli avversari. Insomma, un record senza fare particolari parate, se non quelle di ordinaria amministrazione. Del resto, Buffon non sempre nella sua carriera ha brillato di luce propria. Quando la Juve è andata male, anche lui andava male. E quante volte si è giovato di decisioni arbitrali che lo hanno salvato da una sconfitta o una mancata vittoria: gol annullati inspiegabilmente o rigori clamorosi non concessi contro. Ne sanno qualcosa Beghetto (del Treviso, quando la Juventus militava in Serie B, rigore clamoroso non concesso ai trevigiani), oppure Kyriazis (della Triestina, sempre quando la Juve era in Serie B, gol annullato per fuorigioco inesistente), oppure ancora a Pellissier e a Paloschi (in due distinte gare col Chievo, il primo il 13/03/2005 con palla entrata di 1 metro ma non vista da arbitro e guardalinee, il secondo il 25/09/2013 con fuorigioco inesistente), oppure a Gilardino (nel 2009 fuorigioco inesistente), oppure a Berghessio (ai tempi del Catania, il 28/10/2012, fuorigioco inesistente), fino al famosissimo gol di Muntari (Milan-Juve del 25/02/2012, palla entrata di 1 metro) e appunto Maxi Lopez il 20/03/2016 (fuorigioco inesistente). Con questo non si vuole discreditare Buffon. Anzi, tutt’altro. Lui e la Juventus rappresentano un potere forte in Italia, non solo sul campo da gioco, mentre in Europa subiscono gol e sconfitte. Insomma, leoni in Italia ma non in Europa, se si pensa che pur avendo vinto 31 scudetti, la Juve ha alzato al cielo solo 2 Coppe dei Campioni/Champions League (una delle quali grazie ad un rigore inesistente a favore).
Il campionato si ferma per l’ultima volta. Vanno in scena le nazionali. Dopodiché vi saranno 8 partite da gustare tutte d’un fiato. Riuscirà il Napoli ad estirpare in extremis lo scudetto alla vecchia signora e i suoi “soci” ?

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