NAPOLI-ATALANTA: IL PARADISO E L’INFERNO

Centottanta minuti. Ultimi di un torneo fatto di veleni, scontri, emozioni e delusioni oltre a decisioni a limite della credibilità umana.Napoli e Atalanta, due realtà differenti per due tifoserie che non hanno mai nascosto l'odio reciproco (sportivamente parlando). Novanta minuti decisivi per entrambe: il Napoli, con la qualificazione europea già in tasca, cerca di consolidare il sesto posto e vincere diventa un obbligo per tenere a bada la Juventus impegnata in casa con il Parma e in grado di realizzare colpi di scena memorabili, come le varie sconfitte accumulate. Il Parma, dal canto suo, vuole chiudere la stagione in bellezza dopo la salvezza matematica e così come già accaduto al San Paolo contro il Napoli, gli emiliani potrebbero tentare anche lo sgambetto beffardo, quindi non è impossibile chiudere i giochi definitivamente data la Juventus avvezza a figuracce. L'Atalanta, invece, gode di un discorso diverso: il risultato interno con il Bologna porta i bergamaschi al dramma psicologico trovandosi terzultimi e con cinque punti di svantaggio. Il Napoli, quindi, potrebbe dare la spallata definitiva salvando tutto un pezzo anche la Lazio di Reja e di conseguenza il Bologna. Una vera e propria ultima spiaggia per l'Atalanta che comunque sembra aver già deposto le armi, una piccola finale per il Napoli sperando nel colpo Parma e chiudere a Genova in casa della Sampdoria senza troppi patemi.

 

Atalanta. Bortolo Mutti e l'intero gruppo sembrano alla resa. Il pari interno con il Bologna ha distrutto l'intero ambiente sfiduciando chiunque soprattutto se si pensa che Napoli non potrà regali per l'Europa e la pressione dei suoi tifosi che certamente non avrebbero, in ogni caso, gradito una sorta di Lazio-Inter. Provarci è d'obbligo, così l'ex tecnico partenopeo confermerà il 4-4-2 con qualche piccola accortenza: squadra lunga devota al tutto per tutto con gioco costruito perlopiù in mezzo al campo a cercare le fasce. Difesa bloccata, ma linea mediana molto mobile con i due esterni che spesso e volentieri cercheranno l'ingresso in area di rigore diventando delle punte aggiunte. Grande fisicità e poca tecnica anche in fase d'attacco mentre la difesa sembra essere più pronta al contatto fisico che al gioco di squadra. Occhio alle palle inattive e ai continui movimenti dell'esterno Valdes.Indisponibili. Doni, Barreto, Talamonti

 

Formazione (4-4-2) Consigli (1); Capelli (4), Manfredini (5), Bianco (77), Bellini (6); Ferreira Pinto (79), Guarente (17), Padoin (22), Valdes (20); Tiribocchi (90), Amoruso (9)     Panchina: Coppola; Peluso, Radovanovic, De Ascentis, Garics, Ceravolo, Chevanton   All. Bortolo Mutti

 

Napoli. Walter Mazzarri sembra cogliere in pieno il pensiero dei tifosi azzurri per il futuro. Il tecnico toscano, infatti, avrebbe in mente un metamorfosi tattica per la prossima stagione ma poco attuabile nel presenta. Confermato il 3-4-2-1 ma con la possibilità, a seconda del risultato, di sperimentare qualcosa di nuovo nella ripresa. Stagione finita per Campagnaro e chance importanti per Santacroce mentre Quagliarella torna in campo dopo la squalifica di tre giornate. Lavezzi e Hamsik stanno bene così come Gargano e qualche ballottaggio potrebbe nascere per poi trasformarsi in staffetta. Occhi puntati sulla velocità del gruppo partenopeo così come per le ripartenze che spesso hanno fatto soffrire i bergamaschi. Punto cruciale potrebbero diventare gli esterni soprattutto in caso di attacco. Indisponibili. Campagnaro

 

Formazione (3-4-2-1) De Sanctis (26); Santacroce (13), Cannavaro (28), Rinaudo (77); Maggio (11), Pazienza (5), Gargano (23), Aronica (6); Hamsik (17), Lavezzi (7); Quagliarella (27)     Panchina: Iezzo; Rullo, Dossena, Bogliacino, Cigarini, Denis, Hoffer   All. Walter Mazzarri

Ballottaggi: Aronica 60% – Dossena 40%; Rinaudo 55% – Dossena 45%; Santacroce 70% – Dossena 30%

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