MIRKO CONTE: UN ROSSO PEGGIO DI UN’ESPULSIONE
Mirko Conte nasce a Tradate, provincia di Varese, il 12 Agosto 1974 sotto il segno del Leone. Inizia la sua “devastante” carriera nelle giovanili dell’Inter nei primi anni novanta collezionando solo panchina e tribuna; nella stagione 1993-94 viene ceduto in prestito al Venezia in serie B conquistando il posto da titolare grazie al suo dinamismo unito ad una buona forza fisica. Dopo 31 presenze in maglia nero – verde, torna all’Inter marcando 20 presenze prima della sua cessione definitiva al Piacenza. In Emilia ci resta per due stagioni, dal 1995 al 1997 conquistando anche il suo primo gol in Serie A contro l’Atalanta nelle 54 presenze in maglia biancorossa.
Nel settembre del 1998 arriva la sua grande occasione. Il paese dei balocchi, il luogo più adatto per sentirsi calciatore vero facendo drizzare i capelli di chiunque si chiama Napoli; la società di Ferlaino era bisognosa di un centrale difensivo da mettere in coppia con Prunier; i mille sfracelli di quella società si trasformarono in mille e uno.Mai amato dai tifosi, forse anche per la sua capigliatura rosso fuoco che tanto stonava con quella maglia azzurra soprattutto per chi di calcio, un minimo, ne mastica, Conte timbrò solo 9 presenze all’ombra del Vesuvio e bastarono a far capire il colossale errore commesso dall’allora dirigenza partenopea.Napoli lo ricorda per l’incredibile errore in una sfida casalinga contro la Juventus, persa 1 a 2, quando un suo appoggio, più orribile che maldestro, portò l’ex Daniel Fonseca a trafiggere il povero Taglialatela del tutto incredulo; in seguito, il buon Conte, ecce anche la forza di scagliare il pallone in curva dalla rabbia riprendendo molti compagni mentre l’intero San Paolo gli distribuiva una fitta nebbia di fischi.
In Gennaio, però, la società partenopea provò a rimediare all’acquisto flop spedendo Conte a Vicenza; maggior fortuna al “Menti” per il difensore incavolato: 39 presenze in un anno e mezzo prima di passare alla Sampdoria in Serie B. Casacca blucerchiata vestita per 115 volte in 4 stagioni lasciando considerazioni altalenanti tra la tifoseria genovese: c’è chi lo ricorda per il gol raddoppio in un vittorioso derby contro il Genoa e chi non può dimenticare come riuscì a rendere grande Kamara in un Sampdoria – Modena lasciandosi sbeffeggiare a tutto campo dal calciatore francese.Dopo Genova, tappa a Messina portando a casa solo sei presenze nella stagione 2004-2005 prima di trasferirsi in Toscana per vestire la maglia dell’Arezzo dove attualmente è leader e capitano.Molti articoli hanno visto protagonista il nome di Mirko Conte: in Toscana fu letteralmente difeso a spada tratta dopo una sua esclusione dalla formazione titolare, strano perché a Napoli avrebbero posto titoloni di ringraziamento per una scelta simile. Ma il suo nome non fu citato solo nella sfera calcistica ma anche in altre questioni: nel 1996, quando vestiva la maglia del Piacenza, Conte fu protagonista di un incidente stradale sull’autostrada Piacenza – Brescia unitamente alla fidanzata Giovanna senza riportare, fortunatamente, conseguenze gravi.
Il calciatore, però, potrebbe anche essere accostato a Bosman poiché un suo caso portò a rivedere il regolamento di mercato: infatti nella stagione 1997-98 lo vide cambiare maglia per ben tre volte (Piacenza, Napoli e Vicenza) costringendo la Lega ad abolire i trasferimenti di Settembre per non permettere ad un calciatore di cambiare squadra per più di due volte nella stessa stagione.Altro record riguarda Mirko Conte: una nota rivista femminile, qualche anno fa, incoronò il rosso difensore come il calciatore italiano più brutto in assoluto. Gusti femminili indubbiamente, ma qualcuno potrebbe aggiungere che sia stato anche tra i più scarsi passati per il golfo di Partenope.
