MAYDAY VINCENZINO

Facciamo coming out immediato, giusto per capire di che stiamo parlando. Ritengo Vincenzo Montella il miglior allenatore italiano del nostro campionato, uno che finora non ha sbagliato un colpo. Roma, Catania e Fiorentina, mai un passo falso e sempre complimenti a cascata, tutti meritatissimi. Anzi, vi dirò di più: se per malaugurato caso (non voglia mai Iddio) un giorno il signor Rafa Benìtez dovesse lasciarci, beh, non avrei dubbi nella scelta del successore. Montella in questi anni ha dimostrato talmente tanto che non ha proprio più nulla da dimostrare. Tutto giusto, forse però l’ultimo a doversene ancora rendere conto è rimasto proprio lui.

Non è che abbia gli occhi foderati di prosciutto o che non conosca il vissuto. So perfettamente che cosa ha passato la Fiorentina in questi ultimi anni, l’incredibile ondata di sfiga che ha travolto l’ambiente viola, un infortunio dopo l’altro. Per quanto fatto vedere sul mercato e anche in campo, questa squadra merita applausi ed elogi a profusione, e chissà dove sarebbero adesso se due anni fa qualcuno non avesse dato una manina al Milan, se lo scorso anno ci fossero stati Pepito e Marione, se quest’anno… idem. Quest’anno però è un po’ diverso, c’è anche qualcos’altro. La società ha capito l’antifona e si è mossa bene, pur lasciando qualche altra falla, specialmente in difesa. A Montella è stata consegnata una rosa (quasi) completa, pronta a sopperire anche ai cataclismi che hanno caratterizzato parte della scorsa stagione e che si sono puntualmente ripresentati con la nuova. Lui però si è intestardito e chissà come mai ha voluto esasperare quella sperimentazione che fino a poco tempo fa stava facendo le sue fortune. Contro il Napoli il centrocampo da light si è trasformato in evanescente, ed è stato quindi proprio il frutto di tanto successo a ritorcersi contro al suo artefice. Mati Fernandez a fare il mediano (con Kurtic e Badelj in panca) è inaudito, per di più Aquilani non è Pizarro e davanti alla difesa la differenza si sente eccome. In avanti poi le alchimie sono diventate cervellotiche. Ok, Gomez non è ancora pronto, ma perché Ilicic decentratissimo a destra e Cuadrado dall’altra parte? Il risultato domenica sera si è visto tutto, la Fiore ha subìto per tutta la gara e nel primo tempo avrebbe potuto prenderne anche due o tre. Gli unici progressi si sono visti quando tutto è tornato alla normalità, con l’ingresso di Pizarro e lo spostamento di Cuadrado a destra per un più consono 3-5-2 “alla Montella”, che rispetto ad altri moduli analoghi è seta su lana. Alla luce di tutto ciò c’è una sola domanda: perché?

Probabilmente la stessa domanda se la saranno fatta anche alcuni tifosi, i quali negli ultimi tempi stanno vedendo misture che neanche il piccolo chimico, con la squadra che in classifica perde sempre più terreno dalle big. Per carità, lungi dal dare addosso ad un allenatore che a Firenze va solo ringraziato per quanto visto finora, ma un piccolo passo indietro dovrebbe farlo anche lui. Ci vorrebbe una “intervention” alla Ted Mosby, se capite cosa intendo: Vincenzì, per carità, sei un grande a scoprire nuove formule di gioco, ma non è che ogni tanto ti converrebbe scoprire un po’ meno e coprire un po’ di più?

 

 ANTONIO PAPA

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