MANGIA: "UDINESE AVVANTAGGIATA, LA CLASSIFICA DIMOSTRA CHE NESSUNA PARTITA HA AVUTO UN ESITO SCONTATO. STAGIONE FANTASTICA PER IL NAPOLI"
Devis Mangia, ex allenatore del Palermo, ha rilasciato un'intervista al Mattino di Napoli. Ecco quanto evidenziato:
Prima di Stramaccioni è stato il più giovane allenatore della A (ha 12 giorni in meno di Montella. L'ultimo verdetto della stagione, chi va in Champions? "L'Udinese ha un vantaggio non di poco conto, ma anche l'impegno più complicato: in trasferta e sul campo di Catania. Montella è uno che non fa regali a nessuno e Guidolin lo sa bene".
Facciamo due conti: se l'Udinese perde, il Napoli può farcela allora? "Piano, perchè la Lazio in casa con l'Inter ha un bel match point a disposizione. Ecco, direi che per la squadra di Mazzarri non è una situazione semplice: perchè non deve solo vincere, e contro il Siena è sempre complicato, ma poi deve aspettare buone notizie sia dalla Sicilia che dall'Olimpico".
In fondo è colpa degli azzurri che si sono complicati la vita contro il Bologna? "Complicati? Nessuno ha regalato niente a nessuno in questo campionato e dunque non c'è da meravigliarsi poi tanto per come è andato a finire a Bologna. L'equilibrio ha regnato sovrano e fare punti fuori casa non è stato agevole per nessuno. Io, per esempio, quando ero a Palermo alla Favorita ho vinto contro tutti".
Insomma, il Napoli deve stare attento persino al Siena, già salvo? "Conosco Sannino molto bene. Lui allenava la prima squadra del Varese e io la Primavera: so come prepara le sfide e so che non fa differenza tra quelle decisive e quelle che, magari, possono contare di meno".
Deluso dal Napoli? "No. È stato protagonista di una stagione fantastica. Io sono uno che mica dimentica il cammino in Champions e che in finale ci sono ora Chelsea e Bayern Monaco che il Napoli ha messo in riga al San Paolo. E poi c'è la Coppa Italia: tutti a denigrarla, ma giocarla in carriera una finale…".
A proposito di Lavezzi, lei ha gestito a Palermo il dopo-Pastore.Come funziona? "Quando sono arrivato io, lo spogliatoio aveva già mandato giù l'addio dell'argentino. A chi resta, comunque, occorre non dare alibi e non consentire di trovare giustificazioni dalla partenza di uno dei leader dello spogliatoio".
Fosse in Mazzarri che farebbe per non farlo partire? "Gli allenatori possono poco. Decidono le società e i procuratori".
Una lunga gavetta nei settori giovanili: lei farebbe giocare Insigne titolare in serie A? "Puntare sui giovani non significa avere coraggio, soprattutto se poi bravi come Insigne".
a.f.
