MAGGIO, PRANDELLI E L’AMORE MAI SBOCCIATO
Nazionale che vai, commissario tecnico che trovi. E’ questo che staranno pensando gli azzurri del nuovo corso, quelli che saranno guidati dal neo condottiero Cesare Prandelli. Dal passato al presente, da Lippi all’ex tecnico viola con tanto di passaggio del testimone avvenuto ancor prima del disastro mondiale del Sud Africa. Dall’Italia dei pensionati a quella dei giovani, da Cannavaro senior, Zambrotta, Gattuso e Camoranesi; a Cassano, Balotelli, Amauri. Eppure qualcosa già si era mosso: il vecchio ct qualche piccola novità l’aveva già presentata, fatta maturare per benino e tra mille indugi. Troppo poco e troppo tardi verrebbe da dire, ma c’era stata: tra queste Christian Maggio, oltre a Criscito, Marchisio, Bonucci, Montolivo, Bocchetti e Marchetti. Ed è proprio Cristian Maggio che tra tutti ha dovuto mandar giù il boccone amaro leggendo le prime convocazioni del nuovo ct in vista dell’amichevole contro la Costa d’Avorio, partita poi terminata col risultato di 1-0 per gli africani. Prima chiamata, questa di Cesare Prandelli, che pur non essendo decisiva per alcunché, fa ben comprendere quali siano le idee del nuovo condottiero della nazionale: rinnovamento assoluto la parola d’ordine, e non sarebbe potuto essere altrimenti dopo una debacle tanto roboante come quella sudafricana. Ma le porte di questo nuovo corso sembrano non doversi proprio aprire per l’esterno del Napoli, nonostante Maggio nel suo ruolo sia tra i migliori italiani che il campionato offra al momento, se non proprio il migliore.
Il passato – Stagione 2005/2006: un promettente Christian Maggio in forza alla Fiorentina non trova più spazio in squadra con l’approdo sulle sponde dell’Arno di Cesare Prandelli. Il tecnico sembra non vedere proprio il giovane esterno impiegato fino a quel momento con successo sulla fascia destra, dove aveva collezionato nelle due stagioni precedenti la bellezza di 40 presenze in B con i viola, e 13 in A (1 gol) con Fiorentina di Della Valle che quell’anno si riaffacciava nella massima serie dopo aver vissuto l’inferno della C, e che si trovò impelagata nella lotta per non retrocedere. Tre misere presenze e la diffidenza del tecnico inducono Maggio a cambiare aria: già durante il mercato di gennaio il passaggio al Treviso, dove collezionerà 11 presenze nella restante parte della stagione; poi nel luglio 2006 l’approdo a Genova sponda blucerchiata, dove il giocatore trova continuità e soprattutto fiducia: 31 presenze e 2 gol. Ma è con Walter Mazzarri che c’è il boom definitivo: con l’arrivo del tecnico alla guida della Sampdoria, Maggio esplode nel suo 3-5-2 come esterno di destra in grado sia di difendere che di offendere, inserendosi spesso e volentieri in zona gol. Christian Maggio sbarca all’ombra del Vesuvio nel giugno 2008 come migliore esterno del calcio italiano: la rivincita su Prandelli atto primo.
Il presente – Autore di prestazioni esaltanti, Maggio diventa ben presto beniamino del San Paolo fino a riuscire a rompere le gerarchie della nazionale di Lippi, al punto di guadagnarsi un posto per il Sud Africa. Lo scorso anno la soddisfazione più grande: 9° giornata di Serie A, Fiorentina e Napoli in campo all’Artemio Franchi. Match equilibrato, ma con gli azzurri determinati a portare a casa i tre punti. Ed è proprio Christian Maggio a regalarli ai tifosi azzurri nel finale di gara, e partita che si chiude con la vittoria dei partenopei. Fiorentina 0, Napoli 1: la rivincita su Prandelli atto secondo. Ma i corsi e ricorsi storici continuano: l’esterno azzurro, dopo aver ritrovato Walter Mazzarri sulla panchina del Napoli, che lo fece letteralmente esplodere ai tempi della Samp, ecco riapparire anche lo spettro di Cesarone, questa volta sulla panchina di quell’Italia che Maggio si è guadagnato con tanto sudore ed altrettanto merito. Neanche il tempo di un mondiale che è già ora di riguadagnarsi, a suon di prestazioni che per Christian non sono certo un eccezione, la maglia della nazionale. Cesare Prandelli permettendo.
