L’OTTOVOLANTE
Alla fine ci è riuscito. Probabilmente negli ultimi dieci anni si risvegliava tutto bagnato quando sognava questo doppio carpiato reverse. Era ormai un habitué del passo indietro, quando richiami un allenatore che hai esonerato, in genere più per questioni economiche (il malcapitato era ancora a libro paga) che per effettiva retromarcia. Finora però non si era mai potuto permettere il doppio salto. Non che non lo desiderasse, intendiamoci, ma giusto perché i risultati non gliel'hanno mai concesso abbastanza. Stavolta poteva permetterselo e quindi ha agito, senza che potessero dargli del pazzo. O almeno non più del solito. Un progetto degno del miglior serial killer, peccato sia un killer speciale: Maurizio Zamparini gode a farsi del male da solo, ad infliggere dolore a sé e ai suoi in un turbine di autoflagellazione masochista. Pensi a Pastore, a Cavani, a Nocerino e compagnia e ti viene in mente l’immagine del bambino che si diverte a costruire un castello di sabbia spettacolare per poi tuffarcisi dentro a distruggerlo. Di allenatori ne ha esonerati tantissimi, trentacinque per la precisione, ma almeno la squadra era da leccarsi i baffi.
Ora i campioni non ci sono più e gli allenatori continuano a saltare: l’unico filo conduttore è che è sempre colpa di qualcun altro. Sannino, Gasperini, Malesani, Gasperini, Sannino. La nefasta simmetria di un suicidio tecnico con radici ben più profonde dei nomi in ballo, perché è nato dalla genialità di pescare tre allenatori con caratteristiche e caratteri completamente diversi fra loro, per paura che magari la squadra potesse ancora capirci qualcosa. Qualcuno ha notato che quest’anno Zamparini è riuscito ad inanellare più allenatori che vittorie. Un record difficile da eguagliare, un record che poteva fissare soltanto lui.
Eppure da tutto questo letame potrebbe ancora nascere un fior. Sembra incredibile a guardare il bollettino di guerra della panchina, ma in realtà il Palermo è a soli cinque punti dalla zona salvezza. E alla fine dei conti la scelta più folle di Zampa potrebbe invece rivelarsi la più sensata. A suo tempo fu abbastanza inspiegabile la decisione di mandar via Sannino, uno dei migliori allenatori che siano mai passati dalle parti della Favorita. Proprio lui può essere l’uomo giusto per la clamorosa rimonta, che in fondo è un po’ come l’anno scorso, quando salvò il Siena a handicap. Nel mirino il Genoa di Preziosi, altra nobile crollata sotto i folli colpi del proprio presidente. Ecco, forse in tutta questa storia la notizia peggiore è proprio questa: comunque vada a fine stagione uno di loro ci lascerà. Come faremo ad emozionarci in un campionato sempre più mediocre?
