Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Udinese dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Autentica follia vissuta al San Paolo, gli azzurri sono irriconoscibili ma stavolta ci mettono il cuore per completare la rimonta.

Bilancio del campionato attualmente positivo: 81 punti è già un gran punteggio e su questo non ci piove, tuttavia non basta per portare a compimento l’obiettivo ampiamente dichiarato alla vigilia della stagione.

Callejon- Attacca raramente la profondità, altra partita piuttosto deludente ma si riscatta con gli interessi in occasione dei due corner dai quali scaturiscono le reti di Albiol e Tonelli.

Delirio al gol del pari di Simy: non cambia moltissimo per le sorti del campionato ma quantomeno è un motivo in più per non mollare!

Ennesima prova scialba da parte di Hamsik e Mertens: sulla carta dovrebbero essere i due trascinatori del gruppo…dimostratelo a Torino!

Forza fisica, cattiveria agonistica e prestanza atletica. Contro i mastodontici difensori della Juventus serve come il pane un vero e proprio attaccante, serve Arek!

Garra che finalmente i partenopei hanno saputo tirare fuori dopo le ultime prestazioni incolori. A Torino si attendono undici spiriti avvelenati, al di là di come andrà a finire.

Hysaj- Responsabile in occasione del vantaggio friulano non andando a chiudere la diagonale su Jankto. Match da dimenticare in fretta.

Impresa- Qualcosa in più di un miracolo sportivo servirà per sconfiggere l’avversario per eccellenza. Con la giusta determinazione anche le divinità talvolta possono crollare…

Lorenzo al quadrato. Insigne e Tonelli con una cattiveria spropositata annientano i propri rivali. C’è bisogno di undici Lorenzo, fate pure qualcosina in più, nelle ultime cinque sfide stagionali.

Milik- Torna in campo dal primo minuto, sette mesi dopo l’ultima volta. Il polacco dimostra di avere tanti minuti nelle gambe e deve necessariamente essere considerata un’arma che può fare la differenza.

Novantasei punti e poi si vede. Il Napoli non ha altra scelta, bisogna vincerle tutte: non conta come, conta farlo e basta.

Ottima, e anche puntuale questa volta la scelta di Maurizio Sarri di togliere Hamsik passando al 4-2-3-1, che ci ha fatto rivedere un Napoli particolarmente vivace, ma soprattutto maggiormente imprevedibile.

Pezzella- Un passo indietro dopo la precedente gara di Coppa Italia disputata al San Paolo. Il laterale napoletano stavolta soffre oltremodo le ripartenze degli azzurri, rivelandosi non propriamente impeccabile in fase di non possesso.

Quattro punti di distacco dalla Juventus: oramai si è arrivato ad un bivio decisivo. Nessuno può più nascondersi, il confine tra gioia e dolore si sta sgretolando…

Realizza il secondo gol del campionato- Raul Albiol è l’uomo dei momenti decisivi. l’Udinese come il Genoa, lo spagnolo sceglie sempre il momento ideale per colpire!

Sei minuti inspiegabili. Si passa da -9 a -4 in un batter d’occhio. Il San Paolo è una bolgia, questi tifosi meriterebbero ampiamente la felicità eterna…sappiamo tutti qual è.

Tornerà a disposizione Kalidou Koulibaly: la sua assenza è pesata come un macigno, come testimoniato dall’improvviso barcollamento della retroguardia.

Ultimo treno “direzione sogno”. Napoli se vuoi davvero partire non fallire questa chance!

VAR che convalida la rete di Jankto. Questione di millimetri, servirebbero delle ore per chiarire definitivamente la posizione del trequartista ceco. Il signor Tagliavento nel dubbio concede il gol, potevamo aspettarci altro? Si scherza naturalmente!

Zampano- Di gran lunga il migliore dei suoi. Trascina una squadra tutt’altro che metodica verso un risultato che avrebbe avuto del clamoroso.

 

 

 

 

 

 

 

 

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