LIVE – Benitez: “Il mio tempo a Napoli è finito”
Tra circa mezz’ora ci sarà la conferenza di Aurelio De Laurentiis con Rafa Benitez. Presenti numerosi giornalisti spagnoli. Seguite il live su pianetanapoli.it
Benitez – “Buongiorno a tutti, avevo due anni di contratto. Finisce il mio contratto dopo la partita importantissima con la Lazio. Ringrazio il Napoli, la città e tutto quello che hanno fatto per me. Ho parlato con mia moglie, ho provato a convincerla. La famiglia è sempre importante, Aurelio lo sapeva. Lui conosce la mia famiglia. E non è facile. Sempre triste lasciare un posto dove vieni trattato bene, due anni lontano da famiglia mi hanno pesato. Difficile tenere continuità e in alcuni momenti una partita in casa col fuorigioco poteva cambiare le cose. Voglio vincere contro la Lazio, il record di reti e superare 102. Qualche errore lo abbiamo fatto, ma anche tante cose le abbiamo fatte. E’ difficile avere continuità, siamo arrivati alla fine di tre competizioni. Quando sono arrivato qui c’erano 14 giocatori, man mano abbiamo aumentato il numero di calciatori in rosa. La mia famiglia non può esser contenta perché vado via da Napoli, basta pensare che il Palazzo Reale di questa città è identico a quello di Madrid. Sono triste ma penserò al futuro nel momento più opportuno, ora voglio solo battere la Lazio. Ho famiglia a Liverpool e in Spagna, ora però devo concentrarmi sulla Lazio. Ho fatto una guerra contro i cori contro i napoletani ma non è stata capita, può darsi anche che questa cosa mi si sia rivoltata contro. Quando i media e i tifosi napoletani stanno tutti assieme noi possiamo esser forti, quando c’è qualcuno che rema contro non si va da nessuna parte. In Italia dicono che sono un allenatore offensivo mentre in Spagna che sono un difensivista, tutto dipende dalla squadra che si ha”.
De Laurentiis- “Ringrazio Rafa, mi conquistò subito per il suo senso di internalizzazione che avrebbe potuto dare al nostro Calcio Napoli. Ho letto delle informazioni sbagliate. Già con Mazzarri ci provavo per fargli rinnovare il contratto, ma già avevo contattato altri allenatori allora. E’ il gioco delle parti. Il contratto prevedeva 2 anni e l’opzione per il 3º, mi sono fatto una ragione di questa scelta e gli auguro ogni fortuna. Rifondare è un verbo non adeguato, dobbiamo continuare a seminare. Per il sesto anno consecutivo siamo l’unica squadra italiana in Europa. Quest’anno ho sbagliato a dire che avremmo lottato per lo Scudetto, ho disatteso le promesse. Il Napoli fattura 1/3 del Borussia Dortmund, della Juventus o il Milan. Non posso pagare 8 milioni di euro ad un giocatore. E’ il primo anno che perderò 20 milioni di euro. 2 anni fa eravamo al 46º posto del ranking Uefa mentre oggi siamo al 20º, davanti a squadre importanti. Dopo 6 anni Bigon vuole cambiare aria. E’ del Nord, vuole tornare a casa sua. Ho trovato anche giornalisti che continuano a remarci contro non facendo il tifo per il Napoli, per fortuna però abbiamo le spalle molto forti. Il prestigio è qualcosa che o si ha o non si ha, è un problema di cultura. mentalità, educazione e di capacità di diventare Napoletani nel più breve tempo possibile, è questo quello che cerco. Noi siamo una società forte, in espansione, sono molto soddisfatto di aver avuto Benitez come allenatore, un uomo giusto per tutte le stagioni. Ci vuole la capacità di essere napoletani. Quando Benitez vi avrebbe dovuto mandare a fare in culo, non l’ha fatto. E’ un cavaliere. Chi governa il calcio è fuori epoca, il caso FIFA e calcio scommesse lo dimostrano. Platini predica bene ma razzola male comportandosi da monarca, non interpretando le trasformazioni sociopolitiche che stanno cambiando le squadre, con l’Isis che sta conquistando tutta la Siria i modelli di sicurezza negli stadi devono cambiare. Chiuso un campionato qui non si aspetta altro che cominci quell’altro senza parlare di cose importanti. Dobbiamo essere un faro per le prossime generazioni. Le squadre dovrebbero avere molta più voce in capitolo nelle vicende di UEFA e FIFA, ci hanno ammorbato con la tecnologia in campo, ma piuttosto parliamo di cose serie e vere, di defiscalizzazione su chi investe nei giovani, di incentivi della politica su chi vuole fare strutture per lo sport, poi si fa retorica sugli italiani in campo senza risolvere i veri problemi. Spero che Renzi si interessi del calcio italiano nel futuro prossimo. Questo è un paese vecchio, però qualche stralcio di cambiamento sembra esserci, dal premier in giù, mi auguro che si possa dar inizio a qualche cambiamento. Il presidente del Real Madrid non ha bisogno dei miei consigli, io Rafa lo consiglierei a tutti. Mihajlovic, Montella, Klopp, Emery, Di Matteo, Spalletti, Prandelli, questo è il gioco della stampa. Fra due settimane vi farà la telecronaca giorno per giorno di quello che c’è in pentola per la scelta del tecnico. Voglio verificare se un ds è sufficiente per gestire una società calcistica, io sono sempre stato un visionario, ho guardato avanti ed ho spesso indovinato. Ora voglio guardare a chi ha una giovinezza mentale per potermi seguire nelle mie idee, voglio uscire dal solito schema dei ruoli del direttore generale e del direttore sportivo. Non siamo in Inghilterra, l’allenatore deve fare l’allenatore e basta, mi serve costruire una struttura attorno al tecnico”.


