LECCE COME NOVARA (O QUASI), MA A ROMA IL COLPACCIO E’ POSSIBILE
Il Napoli ritrova la vittoria in campionato che mancava dalla gara contro il Cagliari, vigilia del ritorno degli ottavi di Champions. Il Novara d’altro canto ha mostrato tutti i suoi limiti, giustificando quella che è la posizione in classifica. Nonostante questo la partita non è iniziata nel migliore dei modi e quando Cavani, su assist di un positivo Maggio, ha sprecato un’occasione ghiottissima a porta spalancata, molti hanno avuto la sensazione di assistere ad un film già visto: azzurri che divorano facili occasioni, avversari che si schierano a specchio ed in 11 dietro la linea della palla, intasando tutti gli spazi e magari solita beffa finale con gol regalato dall’ennesimo svarione della difesa partenopea. Per fortuna non è andata così, grazie soprattutto ad un rinvio sbilenco del portiere novarese Fontana, che ha dato al Napoli un’opportunità d’oro per sbloccare lo score. Poi nel corso della gara altri errori della difesa piemontese potevano permette agli azzurri di arrotondare il risultato, ma la solita imprecisione ha fatto sì che la partita finisse 2-0 grazie alla seconda rete stagionale di Cannavaro.
Il copione del match è stato monotono con il Napoli che cercava attraverso una fitta rete di passaggi di trovare l’imbucata e il Novara, attento a non prendere una goleada, schierato tutto in difesa e incapace di imbastire perfino un valido contropiede. Per questi motivi la gara con i piemontesi non può dirci se il disastroso Napoli delle ultime settimane è un lontano e brutto ricordo oppure semplicemente ci siamo imbattuti in chi sta peggio di noi. Qualche segnale positivo lo si è comunque visto: De Sanctis un po’ più deciso delle ultime partite, la difesa non ha subito gol, i tre centrocampisti più Hamsik hanno offerto una buona prova e il rientro di Maggio ha dato segnali positivi. Preoccupazione, invece, desta la condizione di Cavani che oltre a sprecare facili occasioni, sbaglia addirittura stop e passaggi elementari. Un’incognita resta ancora Edu Vargas, che nemmeno contro questo Novara, ha avuto abbastanza spazio per mettersi in mostra. Infatti se da un lato si può comprendere il ragionamento di mister Mazzarri di non farlo partire dal 1′ di gioco, dall’altro incomprensibile è la scelta di metterlo in campo a 13′ dal triplice fischio, quando c’erano tutti i presupposti per far giocare al giovane cileno una buona mezz’ora, in condizioni tecniche e ambientali ideali, visto la mediocrità dell’avversario e il risultato ormai acquisito.
Ora per gli azzurri sono decisive le prossime due partite, che non saranno facili come quella contro il Novara. Il Napoli affronterà nel giro di una settimana prima il Lecce e poi la Roma, entrambe in trasferta. I salentini sono una delle squadre più in forma del momento, consapevoli di non poter regale nulla per continuare a coltivare sogni salvezza. Inoltre dispongono di attaccanti veloci e rapidi, da sempre vero cruccio della difesa partenopea, senza considerare che la vittoria al Via del Mare manca dal lontano ’94. Tutt’altro che semplice sarà anche la trasferta nella capitale, dove Lavezzi&co giocheranno contro una squadra che all’Olimpico riesce ad esprimersi nel migliore dei modi come dimostrano le 5 vittorie nelle ultime 6 partite tra le mura amiche. Questi due match saranno il vero banco di prova, che se superati a pieni voti, permetteranno agli azzurri sia di mettersi alle spalle la crisi esplosa nelle ultime settimane, sia di fare punti decisivi per la rincorsa al terzo posto, complicata ma non ancora impossibile. Se, invece, nelle prossime due partite il Napoli si imbatterà negli stessi problemi delle ultimi tempi e fornirà prove pietose come quella contro l’Atalanta, allora oltre a dire addio alla prossima Champions, calerà il sipario su una stagione che non potrà certo dirsi positiva e che diverrebbe da dimenticare qualora si fallisse anche il 20 maggio contro la Juventus.
