LE INTERVISTE POSSIBILI
Libertà di stampa a Napoli, ennesima edizione. Al nostro direttore Luigi Giordano è stato limitato l’ingresso alla press conference per un commento colorito su un social network nei confronti del mister; per questo abbiamo deciso di guadagnarci l’accredito facendo i bravi, come “chi sape ‘o juoco”, e quindi sta zitto quando deve e parla quando può. Ecco quindi qualche domanda “come si deve” a mister Mazzarri, sperando sia un ramoscello d’ulivo per consentire anche al nostro “ribelle” di fare il suo lavoro, come dovrebbe essere in un mondo normale.
1) Mister, la squadra ha snobbato l’Europa League e si è fatta eliminare dal Viktoria Plzen. Ma che bel vestito! Dove l’ha comprato?
2) Alcuni ragazzi sono (giustamente) alla bombola d’ossigeno ma devono restare in campo tutte le partite, perché non hanno alternative valide. Adesso però ci parli chiaro e tondo: lei pensa sia meglio la pizza dei Tribunali o quella del Vomero?
3) Stupisce l’accanimento “terapeutico” su alcuni elementi cardine, anche contro squadre più abbordabili, invece di ricorrere più spesso agli acquisti del mercato di gennaio. Senza tanti giri di parole: può fare un autografo con dedica a mio zio Pasquale?
4) Una volta è il campo, un’altra il compleanno di Cavani, un’altra volta l’onomastico di Hamsik. Ogni sconfitta nasconde qualche drammatica coincidenza che impedisce alla squadra di rendere al meglio. Ora, non si nasconda dietro un dito: secondo lei Mengoni meritava davvero di vincere Sanremo?
5) L’ultima, la più importante di tutte. E’ quantomeno curioso: ad ogni prestazione che non si conclude in trionfo la cattiva sorte si abbatte su di lei, impedendole di partecipare alla conferenza stampa. Ci perdoni l’impertinenza: le possiamo fare una gallery fotografica da pubblicare sul nostro sito?
Domande dirette, senza fronzoli, in certi casi anche un po’ birichine. Ci perdoneranno i nostri lettori se siamo stati così cattivoni, ma abbiamo capito che è questa la strada da seguire. Non le domande che farebbero loro all’allenatore se ce l’avessero davanti, ma quelle che lui si farebbe da solo se fosse davanti allo specchio. In fondo l’informazione è questo: fare pubblicità a ciò che segui, raccontando storie belle e difendendo sempre a spada tratta l’oggetto della tua cronaca. Magari senza disdegnare qualche bella stilettata all’avversario di turno, che i “gomblotti” e gli insulti al nemico fanno sempre tanta audience. È proprio bello essere liberi.
