LA CITTA’ DEI BIGLIETTI “FANTASMA”

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Ci risiamo. Ogni qual volta a Napoli si respira il clima del grande evento legato agli azzurri, torna inesorabilmente di moda la questione relativa alla vendita dei tagliandi. E così al volenteroso (a tratti temerario) ma impotente tifoso partenopeo non resta altro che rispolverare dallo scaffale il volume intitolato “La città dei biglietti fantasma”. Eh già, perché ciò che avviene in prossimità dei match di cartello degli azzurri sembra davvero una favola per quanto assurda, o meglio una sorta di racconto dell'orrore i cui tratti distintivi finiscono ben presto col confondersi in una deplorevole e inammissibile anarchia. La prima “Odissea”, tale da far quasi invidia all’impavido Ulisse, è stata quella vissuta dagli abbonati che avrebbero potuto esercitare da lunedì 14 a mercoledì 16 novembre il diritto di prelazione sull’acquisto dei tagliandi per la sfida decisiva di Champions al San Paolo contro il City. Ma esercitare tale “diritto” si è rivelata, si diceva pocanzi, impresa paragonabile per difficoltà ed insidie a quella vissuta dall’omerico eroe di ritorno ad Itaca: server in panne che impedivano la stampa dei ticket, ricevitorie Lottomatica che mettevano in atto la censurabile (e vietata) pratica delle “prenotazioni” per settori non ancora in vendita, resse spaventose e code dall’indefinibile lunghezza. Risultato? Solo la metà circa degli aventi diritto ha effettivamente potuto esercitare la prelazione, con numerosi abbonati che si sono visti costretti a girare anche 6-7 differenti ricevitorie prima di conquistare (letteralmente) il prezioso biglietto. La storia si ripete giovedì 17 novembre, prima giornata di vendita libera per i settori “Tribune” e “Distinti” (la vendita “ufficiale” delle curve inizierà venerdì 18 novembre, ndr). Zona d’indagine la periferia nord-est di Napoli e l’hinterland casertano. All’arrivo già si palesa il primo ostacolo, rappresentato dalla lunga fila che già dalle prime ore del mattino si intravede all’esterno dei punti vendita. Tutto nella norma considerando l’importanza della posta in palio, se non fosse che pochi minuti dopo giunge la seconda scontata notizia: i server sono andati in tilt, e non c’è linea per consentire l’acquisto e la stampa dei tanto agognati tagliandi. La situazione non cambia spostandoci di qualche chilometro: momentanea interruzione della vendita, nervi a fior di pelle e primi sospetti che iniziano a farsi largo tra i tifosi ammassati all’esterno. Poi timidamente riprende l’erogazione, che procede a singhiozzo o comunque lentamente per buona parte della mattinata. Già verso ora di pranzo cominciano a rincorrersi le prime voci: la Tribuna Nisida è esaurita, e poco dopo stessa sorte per i Distinti superiori. Sono in molti a chiedersi come sia possibile che i biglietti si siano “vaporizzati” anche in assenza di linea o con una vendita tanto a rilento! E così, impauriti dalla circostanza ormai non più tanto remota di dover rinunciare ad una magica serata a Fuorigrotta, giunge l’ora di chiedere qualche informazione in più sulla possibilità o meno di “prenotare” con un piccolo sovraprezzo qualche tagliando per le curve (in vendita dal giorno successivo). E qui casca l’asino, o se si vuole emerge il carattere “accomodante” riscontrabile soprattutto in alcune ricevitorie della periferia di Napoli (prassi quasi del tutto assente invece nel casertano): lasciando una copia del documento con un anticipo è possibile “farsi mettere da parte il biglietto”. Una soluzione a dire il vero non sposata da tutte le rivendite, con ancora una discreta schiera di correttezza riscontrabile qua e la, ma che sta prendendo sempre più piede soprattutto a causa di situazioni di anarchia e disservizi che invece si registrano con frequenza sempre maggiore data la continua crescita della squadra e della conseguente partecipazione dei tifosi, ma che non fanno altro che aggiungere illegalità all’illegalità. 

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