INTER LO SCUDETTO IN PUGNO, SIENA IN B, ATALANTA QUASI. NAPOLI E JUVE IN UEFA
In un clima surreale, tutto favorevole agli ospiti, l’ Inter quasi senza sforzo si è imposta autorevolmente per 2 –0 all’ Olimpico contro una Lazio tranquillizzata dal pareggio dell’ Atalanta, che la preserva al 99% da eventuali pericoli di retrocessione. Fin dall’ inizio, e per tutto il primo tempo, tambureggiante è stata la pressione dei campioni d’ Italia verso la porta ospite, difesa magnificamente dal portiere Muslera, che insieme a Zarate è stato il migliore in campo fra i capitolini. La logica ferrea del campanilismo, ha forse impedito ai laziali di sisputare una partita “ vera “ sul piano dell’ impegno e della grinta. Dopo aver fallito numerose occasioni, il punteggio si eè sbloccato grazie a Samuel proprio al 45° del primo tempo. La ripresa si è giocata in pratica per onor di firma, in attesa dell’ inevitabile raddoppio firmato da un bel colpo di testa di Thiago Motta. L’ Inter quindi conserva due punti di vantaggio sulla Roma, vantaggio che presumibilmente resterà sino al termine, visto che i nerazzurri dovranno affrontare Chievo e Siena, squadre che per opposte ragioni non hanno più nulla da chiedere alla stagione. E dopo l’ impresa di Barcellona, l’ istrione Mourinho ha la grande possibilità di centrare gli stessi risultati del suo più grande predecessore sulla panchina nerazzurra, ossia il “ Mago “ Helenio Herrera.
Dal canto suo la Roma, in una partita in cui il Parma pur tranquillo ha dato tutto se stesso, si è imposta per 2 –1 sul terreno degli emiliani, che hanno mostrato un gioco frizzante e piacevole, anche se poco concreto. A sorpresa, Ranieri ha scelto Totti e non Toni al centro dell’ attacco, e l’ “ Uomo – Vodafone “ lo ha ripagato in pieno segnando il punto dell’ 1 –0, oltre a tener sontuosamente palla nel vibrante finale. Come nel derby, nell’ intervallo Ranieri ha effettuato il doppio cambio, inserendo pure Toni, non apparso però al meglio di se. Anche la Roma come l’ Inter, ha due avversari apparentemente “ facili “ nel finale, come Cagliari e Chievo. Ma i giallorossi, con l’ inattesa sconfitta con la Sampdoria, hanno quasi abbandonato del tutto le speranze di uno scudetto in extremis, con il pregio però di aver disputato una stagione straordinaria, ben oltre le più rosee aspettative. E buona parte del merito, va senz’ altro al tecnico di Testaccio, deufradato ingiustamente della panchina della Juventus.
Con alle spalle una settimana caratterizzata dall’ ormai certo addio di Leonardo, solo nel finale grazie a un dubbio rigore trasformato da Ronaldinho, il Milan ha avuto la meglio per 1 –0, garantendosi la quasi matematica certezza dell’ accesso diretto alla Champions. La decisone di Berlusconi di non confermare Leonardo, è stata la logica conclusione di un rapporto prima splendido fra il “ patron “ ed il brasiliano multilingue, incrinatosi dopo la sua seduta in panchina. Sembra che decisivi siano stato le sconfitte nel derby ed in Champions. Ma più che un tecnico nuovo, alla società rossonera urge un brusco ringiovanimento di una rosa di giocatori un po’ datata. Per la Fiorentina, fuori da ogni competizione europea per l’ anno prossimo, vige il discorso di sempre : ai viola ( autori di una prova discreta ), spesso è mancato un soldo per fare una lira.
Continua l’ appassionante corsa all’ ultimo posto disponibile per la Champions fra Sampdoria e Palermo, oggi entrambe vittoriose. I liguri hanno battuto per 2 –0 l’ ormai retrocesso Livorno, che ha comunque onorato in pieno l’ impegno, andando per due volte vicinissimo al gol. Ancora una volta ha aperto le danze “ Fantantonio “ Cassano, autore di una delle sue fantastiche perle. Per il barese 100° gol da professionista, per Del Neri la soddisfazione di aver tagliato il traguardo dei 63 punti in A, record assoluto per i blucerchiati. Anche il Palermo con il successo di 2 –1 a Siena, ha raggiunto il massimo punteggio mai ottenuto da sempre dalla squadra siciliana: 62. Il match è stato più sofferto del previsto, con il Siena che, già in B ( dopo sette anni come il Livorno, ha venduto carissima la pelle, mostrando pure un gioco gradevole a vedersi. Tutto ciò non è bastato ai toscani per evitare la retrocessione, ma potrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro fra i cadetti. Diciottesimo gol stagionale per Fabrizio Miccoli, che ha agguantato a quota 4O Dante Di Maso, maggior cannoniere di sempre in A del Palermo. E Domenica al “ Barbera “ è in programma uno scontro da brividi fra Miccoli e Cassano, Pazzini e Cavani. Per tutte è due inoltre, comunque vada, sarà la prima avventura nella coppa delle grandi orecchie.
Il Napoli ha scavalcato la Juventus al 6° posto in classifica, ambitissimo onde a evitare…15 giorni in meno di vacanze estive, per la partecipazione all’ Europa League. Con qualche sofferenza di troppo, gli azzurri hanno conquistato la sesta vittoria in trasferta ( tutte firmate da Mazzarri ) per 2 –1 sul campo del Chievo, grazie ai gol dei “ gauchos “ Denis e Lavezzi, portandosi così un punto avanti alla Juventus, fermata sull’ 1 –1 dal Catania. La gara del “ Cibali “ è stata caratterizzata dalle parate di Buffon ( anche se il portierone azzurro è sembrato incerto sul gol subito ), e dagli errori in zona gol da parte degli attaccanti bianconeri ( specie da parte di Del Piero ). Per la Juve si tratta del primo punto in trasferta dopo la bellezza di 5 sconfitte consecutive. Ancora deludenti F. Melo e Diego, assolutamente incompatibile con Del Piero. Per il neo –presidente Andrea Agnelli, l’ ennesima ricostruzione degli ultimi anni senza un posto in Champions per il 2010 –2011, non inizia sotto i migliori auspici. Per il Catania ( nel quale ancora una volta si è messo in evidenza Maxi Lopez ), la salvezza non è matematica ma sostanziale ( +6 sull’ Atalanta ).
Il Bari torna a vincere dopo cinque partite, battendo nettamente per 3 –0 uno sfilacciato Genoa, che ha centrato una sola vittoria negli ultimi 8 incontri. Cagliari e Udinese già salvi, mettono in mostra un divertente match conclusosi sul risultato di 2 –2, con il 26 esimo centro stagionale di Totò Di Natale. A fine partita l’ allenatore Marino ha ufficializzato l’ addio alla società friulana dopo tre anni di permanenza. Nello spareggio – salvezza di Bergamo, 1 –1 fra una sfortunatissima Atalanta e il Bologna, che con questo risultato si mette al riparo quasi sicuramente da brutte sorprese nel finale di stagione. Dopo un rigore fallito da Valdes, i bergamaschi erano andati in vantaggio con una punizione di Guarente, mostrando di poter controllare autorevolmente le contro- repliche del Bologna. A fine primo tempo però, la discussa espulsione di Pellegrino ha rimescolato le carte, ma ciononostante, se non ci fosse stata un’ incredibile autorete di Peluso a sette dalla fine, Doni e c. avrebbero portato a termine l’ impresa di riaccendere la lotta per evitare la terza ed ultima retrocessione in B. Che ormai, sembra doverà toccare all’ Atalanta, la cui gara di oggi è stato lo specchio fedele di una stagione avversa sin dall’ inizio. Per Colomba invece il sollievo di una quasi certa ( e meritata ) salvezza.
