Il ‘Graffio’ di Corbo: “Higuain, un giorno o l’altro dovrà chiarire”

Nicholas Higuain parla per conto terzi. C’è un club, forse due, a suggerirgli un tentativo di strappo. Il disegno può esser questo: abbattere i 94 milioni della clausola rescissoria, rifiutare il rinnovo, costringere il Napoli a mollare il primo bomber d’Europa. Più bassa la cifra della vendita, più alti diventano l’ingaggio del giocatore e la commissione del procuratore. Una storia opaca e puerile avvelena l’estate del Napoli e il suo già sofferto mercato.
Il Napoli sembra in trappola. Il silenzio di ieri conferma il suo disagio. Il retroscena ha origine nello scorso anno: lunedì 27 luglio, Repubblica rivela il “Patto di Venezia”. Il 24 luglio, venerdì, il presidente con Andrea Chiavelli aveva incontrato all’aeroporto Marco Polo di Venezia, lontano da lussi e gondole, la famiglia Higuain, vivace e folta come un condominio. Mancava Gonzalo, ancora a Ibiza.
Il Napoli non si era presentato quel giorno alla stazione di Milano Centrale, dove l’aspettava Davide Astori del Cagliari per parlare dei diritti di immagine. Il 28enne difensore infuriato passò alla Fiorentina. Fallì il tentativo di prolungare il contratto, c’era poco tempo, si avvicinava il 28esimo compleanno di Higuain. La norma europea sancisce il diritto di uscita, a parametro Uefa, per il giocatore che dopo i 28 anni non abbia prolungato il suo rapporto. Ma il “Patto di Venezia” segnò il trionfo dei buoni sentimenti. Siamo amici, certo che siamo amici, e lo saremo sempre, grazie amici, gracias amicos, quante belle parole, le ricorda Nicolas?
Nessuno ha offerto 94 milioni e Gonzalo torna ridimensionato dallo sfacelo dell’Argentina nella finale americana. L’Atletico Madrid insiste, il Paris Saint Germain non attrae. Che fare? La cronaca racconta che Nicolas va all’assalto del Napoli disprezzandone il progetto. Un colpo di teatro nel perfido tempismo di questi giorni: il Napoli è in affanno, rifiuti di giocatori a grandine, dice no persino Lapadula, ventiseienne ripetente in serie B. L’offensivo giudizio di Nicolas gonfia timori e polemiche dei tifosi.
Il Napoli è vittima e complice. I manager rinnovano i contratti dei giocatori tenendoli sempre a 3 o 4 anni dalla scadenza. Dovevano pensarci prima i dirigenti. Lo dimostra il caso Koulibaly, il difensore che dopo le fiammate per svincolarsi si sta piegando. Il rapporto con Higuain è invece più labile. Si intravedono tre soluzioni. 1) Il Napoli molla Higuain a meno dei 94 milioni. 2) Il Napoli lo convince a firmare per un anno solo a prezzo più alto, in cambio concede una clausola mite nel 2017. 2) Il Napoli lo blocca, ma immaginate Higuain separato in casa fino al 2018?
Due personaggi possono intervenire. Una mediazione di Sarri è urgente. La missione di Giuntoli, finora fuori gioco, per cercare il sosia di Higuain. Ma quello vero, Gonzalo, un giorno o l’altro tornerà e dirà qualcosa?

(Antonio Corbo, Il Graffio, Repubblica Napoli)

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