“Il dito contro”: I soliti sospetti

La Juventus nelle ultime settimane rende il compito della stampa in generale, e di questa rubrica in particolare, fin troppo semplice.

“Il dito contro” di questa settimana punta all’indirizzo della compagine bianconera partendo dalla dirigenza, passando per l’allenatore, finendo ai giocatori che scendono in campo.

All’indomani della sconfitta del San Paolo, Maurizio Sarri aveva ironicamente affermato: “ Questa stagione il conto dei rigori è alla pari… dovremmo tornare a mettere la maglia a strisce”.

Tralasciando lo straniamento che genera sentire certe affermazioni dall’ex allenatore del Napoli, veniamo alla gara contro la Fiorentina disputata dalla Juventus domenica alle 12.30.

La partita finisce 3-0, gli juventini con la maglia a strisce, risultato bugiardo per quanto visto in campo e viziato da un rigore, il secondo concesso alla Juventus, decisamente generoso. Il consueto “dito contro” non punta all’aiutino, nel calcio italiano giudicare l’operato degli arbitri sarebbe ormai come sparare sulla croce rossa, quanto alle parole nel pre partita del mister toscano e a tutto il marasma che si è scatenato nel post gara in cui un furente Rocco Commisso ha fatto il suo battesimo del fuoco dinnanzi alla stampa italica.

Il patron della Viola ne ha avute per tutti, segnaliamo in questa sede un passaggio in particolare: “Se la Juve è più forte può vincere senza gli arbitri”.

Un leitmotiv che nel calcio nostrano ci trasciniamo dietro ormai da immemore tempo: i tifosi juventini dicono e continueranno a dire che quella degli altri è invidia, gli “altri” continueranno a sussurrare o a gridare, a seconda delle occasioni, che il campionato italiano è sotto l’egemonia juventina e che i primi responsabili dei successi bianconeri sono gli arbitri.

Dopo le dichiarazioni di Commisso, e il conseguente botta e risposta con Pavel Nedved, il presidente dell’Aia Nicchi ha rilanciato: “Al presidente della Fiorentina dico che sono gli arbitri ad essere disgustati”.

Ecco, qui si ferma l’analisi dei fatti della partita delle 12.30. Il succo è che ancora il calcio

giocato passa in secondo piano, a tutto vantaggio della polemica settimanale frutto, ormai marcio agli occhi di tutti, di troppi fattori che non vanno: un pongo regolamento differente di partita in partita, dirigenti silenti o troppo invadenti e le alte sfere del sistema calcio che parlano esclusivamente  in difesa di alcuni ma mai di altri.

Ecco, il “dito contro” di questa settimana punta al cuore di un sistema che se non è malato terminale ha di sicuro troppe falle che non permettono al pubblico, di ogni città e squadra, di godere di quella che è l’unica cosa che conta: il calcio giocato.

Vincere sarà pure l’unica cosa che conta come insegna la Juventus, ma quel che è certo è che ci piacerebbe che i consueti tre punti settimanali non siano accompagnati da polemiche più o meno sterili, prima e dopo tutte le partite.

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

Translate »