IL CONIGLIO DAL CILINDRO!

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Un'idea, un sogno, una pista, una possibilità, un rimpianto, un regalo da incartare. Tutto gira intorno al solito nome: Gokhan Inler.Ventisei anni, svizzero di origine turche, centrocampista centrale da piazzare in linea mediana per coprire, irrompere, impostare e magari finalizzare da distanza di sicurezza. Inler è stato il vero primo obiettivo del calcio Napoli, il primo tassello da incastrare, poi la scena è stata spostata su Edinson Cavani che ha preso il primo piano e i grandi applausi. Una trattativa lunga e seminata tempo fa tra sondaggi, offerte respinte e ritrattate, dichiarazioni frugali, mezze verità e continui contatti a luci spente.Tutto inizia quando Walter Mazzarri raccoglie la realtà di un centrocampo troppo leggere per il suo stile di gioco; Luca Cigarini è una promessa per il futuro e un buon tassello per il presente, ma allo stesso tempo, inadatto per un gioco veloce e fatto di grande corsa dove le due interlinee sanno sia randellare che impostare. Gokhan Inler risponde perfettamente ai parametri di Mazzarri; una specie di clone del giocatore tanto ammirato e coccolato tanto da farlo diventare colonna e trascinatore della Sampdoria: Angelo Palombo.

Inizio in sordina con il classico primo contatto a sondaggio: 20 milioni la richiesta, troppi, e intanto non c'è solo il Napoli sulle sue tracce; il Wolfsburg insidia e diventa temibile ma il Napoli, forte di ottimi legami con l'Udinese e la sua dirigenza dopo le trattative di Pierpaolo Marino e Fabio Quagliarella, resta in vantaggio. Passa il tempo e Inler sembra allontanarsi nonostante il club tedesco abbia spostato il suo interesse altrove: l'Udinese chiede troppo e il Napoli è impegnato nel chiudere l'affare Cavani, tutto fermo. Ecco il colpo, arriva l'attaccante uruguayano e il Napoli comincia a prendere forma, l'acquisto mette in luce le vere intenzioni della società partenopea: basta scommesse strapagate difficili da piazzare in futuro, occhio al mercato italiano su gente che conosce la categoria dove le società in crisi cercano liquidi senza blindare più di tanto. Chiaro che, in questa situazione, è bene aspettare, gettare un po' d'acqua sul fuoco. Bene far capire di avere potenza economica sul mercato, meglio far credere di essere in disarmo per capire le vere intenzioni altrui. La pista si raffredda ed è la stessa società friulana a richiamare il Napoli a scoprire le proprie carte mentre i bianconeri mettono le mani su Denis.Eccolo il secondo punto, German Denis. El Tanque ha ricevuto lusinghe in Serie A ma soprattutto dalla Spagna: in Italia si cerca il prestito, ma nella penisola iberica sono pronti a spendere qualcosina, magari i 7 milioni chiesti da Bigon. No, un momento, c'è sempre l'Udinese prima, si tratta e si ritratta, di punto in bianco, il Napoli accetta un'offerta di 4 milioni. Possibile? Di questi tempi anche 3 milioni fanno comodo, ma qualcosa si è mosso anche se in modo impercettibile. L'Udinese comincia a ritrattare il prezzo del centrocampista: 16 milioni, ancora tanti, ancora troppi, meglio puntare su Sosa, Juciley o Wendel, costano e verrebbero di corsa.

Invece è l'ennesima strategia azzurra che mette al bando i contatti personali per raggiungere qualche straniero poco utile e poco stimato; Josè Sosa è ad un passo, il giocatore da l'ok mentre il Bayern spara ancora alto per un calciatore che fra sei mesi sarà libero di trattare a costo zero. Sembra quasi un romanzo, un thriller magari, dove adesso non è più l'Udinese a muoverne i fili, ma il Napoli. Leonardi abbassa ancora la richiesta a 13 milioni, accettabili, ma forse si può fare anche qualcosa in più. Larini, agente di Inler, sembra avere fretta e prova ad accelerare la situazione facendo leva sull'orgoglio e sull'immagine costruita sapientemente da Aurelio De Laurentiis: "Il Napoli non ha soldi", mossa audace ma scontata in casa Napoli. La fretta è cattiva consigliera, il Napoli lo sa ed è pronta a giocare con calma, senza fare aste e trattative altisonanti perchè, chi ha buona economia, ha il coltello dalla parte del manico, mancato uno se ne prende un altro.Tutto tace, dopo la continua fuga di notizie, proprio quello che cercava il Napoli, poi due dichiarazioni riaprono gli scenari: prima Aurelio D E Laurentiis, nel giorno della presentazione di Fassone Dg, risponde seccato ad una domanda sui continui ritardi del procuratore di Denis nella trattativa con l'Udinese: "Non faccia il furbo, Denis non fa più parte del progetto Napoli". Dopo qualche giorno spunta una frase di Riccardo Bigon: "Dopo la gara di giovedì potrebbe succedere qualcosa". Perchè il presidente è tanto irritato dalla questione Denis? Cosa vuole dire Bigon? Forse è tutto un po' più semplice mettendo in luce tre punti: in primo luogo, se il Napoli dovesse vincere bene con l'Elfsborg, avrebbe una seria possibilità di mettere le mani sulla fase a gironi già dall'andata, assicurandosi sei gare internazionali e di conseguenza introiti sicuri da quelle sfide sia sul piano televisivo che su quello d'incasso e merchandising da poter sfruttare. In secondo luogo, poi, il piccolo "sconto" di tre milioni di euro su Denis sa tanto di garanzia verso l'Udinese e i continui ritardi sulla definizione della trattativa automaticamente ritardano anche il discorso Inler visto che le due trattative sembrano complementari, inoltre il presidente Pozzo comincia a spazientirsi e far saltare la trattativa significa ricominciare tutto da capo con meno tempo a disposizione e un prezzo meno trattabile. In terzo luogo, infine, c'è un fattore etico – professionale: De Laurentiis è grande uomo di comunicazione e produttore cinematografico, chi più di lui sa che la concretezza in un determinato modo fa più rumor delle parole, quindi l'idea del grande colpo di scena stuzzica e non poco.Questo è lo scenario. Giovedì tocca al Napoli mettere le mani sulla qualificazione e preparare il nuovo colpo di scena. Forse potrebbe anche saltare tutto, chi lo sa, ma stando alla situazione appena descritta allora questo matrimonio s'ha da fare, e anche in un determinato modo…

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