I NUMERI DELLA UNDICESIMA GIORNATA IN SERIE A

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MILAN-CHIEVO 5-1

Una partita divertente, scorrevole, corretta e senza storia. Il Milan trova una vittoria scacciapensieri e tre punti davvero utili per cominciare la rincorsa verso un posto europeo,  trascinato da un El Shaarawy dirompente, ancora una volta a segno. Il Piccolo Faraone con quello di sabato ha raggiunto i 7 centri in campionato, 8 stagionali se si conta la rete in  Champions con lo Zenit; risulta, quindi, che da solo ha messo a segno il 53% dei gol realizzati dai rossoneri.

Tiri (in porta): 18(8) – 7(3); corner: 3-3; ammonizioni: 0-2; espulsioni: 0-0; falli commessi: 9-12.

Davvero bravo Giacomelli, che continua nel suo momento positivo. La partita non riserve episodi particolari, ma lui comunque riesce a gestirla senza problemi. Giuste le  ammonizioni, l'assegnazione del gol del 3-1 al Milan e la direzione stile inglese.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

JUVENTUS-INTER 1-3

Prima o poi doveva cadere. Ci ha pensato l'Inter a interrompere una striscia di imbattibilità che si è protratta in tutto per tre campionati, per un totale di 49 partite. Durante questo  periodo, una sola volta la Juventus aveva subito tre gol, ed era stato contro il Napoli in occasione del pareggio per 3-3 maturato al San Paolo la scorsa stagione. Per i nerazzurri si  tratta della nona vittoria consecutiva, fra campionato ed Europa League, e in virtù di quest'ultima si portano a -1 dalla Juventus, che mantiene comunque la vetta, a quota 28.

Tiri (in porta): 12(7) – 12(6); corner: 3-3; ammonizioni: 4-2; espulsioni: 0-0; falli commessi: 21-10.

Che fosse la partita più complicata della giornata, era anche abbastanza scontato. Che ancora una volta ci siano state sviste clamorose, beh, quello avremmo sperato che non  succedesse ancora. La prima è dopo 18", sul gol della Juventus. Preti, secondo assistente di Tagliavento, non vede che Asamoah è in fuorigioco di circa un metro, quindi il gol è  irregolare. Tre minuti dopo, allora, ferma Giovinco lanciato a tu per tu con Handanovic, sbagliando anche stavolta; prosegue con altre due segnalazioni sbagliate per poi incappare  in un altro errore a fine primo tempo, quando Giovinco calcia dopo il colpo di testa di Ranocchia, che di conseguenza lo rimetteva in gioco. Dall'altro lato, il collega Marzaloni,  invece, non sbaglia una segnalazione, soprattutto sul gol annullato a Palacio. Ad ogni modo, la direzione di Tagliavento lascia a desiderare. Cerca di riprendere la partita in mano,  mostrando più facilmente il giallo, ma poi inspiegabilmente grazia Lichtsteiner, già ammonito, che falcia Palacio, sotto gli occhi di Preti che rimane silente. Al 60' Tagliavento, con la  collaborazione di Orsato (arbitro di porta), accorda il rigore del pareggio sulla trattenuta di Marchisio: giusta la decisione presa in tandem dai due. Mancano, però due gialli a  Cambiasso (su Vidal all'inizio e Giovinco a gioco a fermo), uno a Juan Jesus (sempre su Vidal), mentre sembrano fiscali quelli accordati a Chiellini e Bonucci; corrette le altre.

Variazione punti causa arbtiro: nessuna.

PESCARA-PARMA 2-0

Quando si dice che le cifre nel calcio non contano. Gli emiliani sono superiori a qualsiasi voce statistica (a partire dal possesso palla, passando per i cross, i dribbling e i passaggi  effettuati, per finire con i tiri), ma un Pescara decisamente cinico riesce a trasformare due delle tre conclusioni che raggiungono la porta avversaria, riuscendo così ad avere la  meglio sugli avversari. 

Tiri (in porta): 6(3) – 16(5); corner: 7-7; ammonizioni: 2-3; espulsioni: 0-0; falli commessi: 14-14.

Nell'anticipo dell'ora di pranzo, è ottima la direzione di Massa, che vede bene sul gol di Abbruscato: parte in posizione regolare, e altrettanto regolarmente si libera della marcatura  di Paletta e conclude in rete.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

BOLOGNA-UDINESE 1-1

Un pareggio che praticamente non serve a nessuno è il verdetto del Dall'Ara, dopo una partita insolitamente povera di emozioni, considerato che le due squadre hanno offerto un  ottimo calcio fino ad ora. Ma il Bologna deve andare oltre il gioco e puntare al risultato: i tre punti mancano dal 30 settembre ai rossoblu. A farne le spese fu il Catania alla 6°  giornata, perdendo con un netto 4-0.

Tiri (in porta): 4(2) – 7(2); corner: 3-4; ammonizioni: 4-3; espulsioni: 0-0; falli commessi: 15-24.

Finalmente una buona prestazione per Bergonzi, complice anche la gara non troppo movimentata. Giusta la segnalazione del suo assistente sul gol annullato a Gilardino per  fuorigioco sul finire della prima frazione. Nel recupero espelle per eccessive proteste Bortoluzzi, il vice-allenatore dei friulani.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

CATANIA-LAZIO 4-0

Lo strano caso del Catania in casa e fuori casa. Al Massimino, i siciliani hanno ceduto solamente alla Juventus, uscita vittoriosa dal confronto in modo di certo rocambolesco, per  così dire. Ma fuori casa lo score lascia altamente a desiderare: solo 2 punti, ancora nessuna vittoria. La Lazio è da un po' fuori fase, nonostante uno schiacciante possesso palla  (61%) e un baricentro più alto di quello degli avversari che, giocando di ripartenze, vanno quattro volte a segno: troppe per la Lazio.

Tiri (in porta): 15(5) – 8(3); corner: 7-6; ammonizioni: 1-0; espulsioni: 0-0; falli commessi: 17-15.

Anche per Mazzoleni un'abbondante sufficienza. Giusto il rigore assegnato al Catania per fallo di mano di Dias, ovviamente da convalidare il gol del 3-0, perché la palla ha varcato  del tutto la linea di porta, come correttamente segnalano guardalinee e Guida, giudice di porta.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

FIORENTINA-CAGLIARI 4-1

Adesso è lecito sognare, a quanto pare. Quarto posto, a -2 dalla zona Champions, offrendo al pubblico uno dei calci migliori offerti dalla serie A: le prerogative ci sono tutte. A  questo si aggiunge anche la rinascita di Toni (terzo gol in campionato) e la continuità di Jovetic (a quota 6) che permettono di interrompere la serie di vittorie consecutive (4) messe  in fila dal nuovo Cagliari. Nota positiva per i sardi è il primo centro in serie A di Casarini.

Tiri (in porta): 11(4) – 6(3); corner: 4-1; ammonizioni: 2-1; espulsioni: 0-0; falli commessi: 20-25.

Complimenti anche a Calvarese, autore di un'ottima direzione. Sul pareggio dei sardi prima annulla il gol per posizione di fuorigioco di Ekdal, considerata attiva sul tiro di Casarini  deviato da Roncaglia; dopo un rapido consulto con i collaboratori decide giustamente di convalidarlo, mentre sulla rete di Toni, il centravanti è in linea col pallone passatogli da  Jovetic.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

NAPOLI-TORINO 1-1

"Gol sbagliato, gol subito" recita un dogma del calcio: Hamsik sbaglia clamorosamente, Sansone risponde (con il suo primo gol nella massima serie), inguaiando la domenica un  po' a tutti, con la partecipazione di Aronica. Per giunta in quella "zona Cesarini" tanto cara ai partenopei negli anni passati. Peccato, perchè altri due punti avrebbero fatto davvero  comodo alla squadra di Mazzarri, che giovedì ospiterà il Dnipro, per poi fare visita al Genoa.

Tiri (in porta): 9(2) – 7(4); corner: 5-11; ammonizioni: 3-5; espulsioni: 0-0; falli commessi: 19-14.

Anche nel caso di Valeri non si tratta di una cattiva direzione arbitrale. Fa bene a non concedere rigore al Napoli al 24' (Rodriguez prende prima la palla e poi il piede), mentre al 53'  Cerci si lascia cadere in area e quindi per l'arbitro è tutto regolare. Sul tiro di Sgrigna, Dossena colpisce col fianco e non con il braccio. Unico appunto è l'espulsione di Mazzarri,  eccessiva; questo potrebbe essere dovuto al fatto che Mazzarri non è nuovo a proteste e che quindi ha maturato una cattiva reputazione tra gli arbitri, che lo puniscono più  facilmente.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

SAMPDORIA-ATALANTA 1-2

A Genova sembra abbiano dimenticato come si vince. La Sampdoria continua il suo momento nero, rimanendo a digiuno di vittorie e rimediando la seconda sconfitta casaliinga  consecutiva, dopo quella maturata contro il Cagliari. Stavolta è l'Atalanta a passare al Ferraris, in momento di grazia, che centra così il quarto risultato utile consecutivo e  raggiungendo una posizione tranquilla in classifica. Ma attenzione: la prossima è Atalanta-Inter, partita carica di attrattiva fra due squadre decisamente in forma.

Tiri (in porta): 8(5) – 14(3); corner: 6-2; ammonizioni: 3-4; espulsioni: 0-0; falli commessi: 16-17.

Russo invece non segue la buona scia dei colleghi, nell'economia della partita le sue defezioni pesano eccome. Al 19' non accorda un rigore alla Sampdoria per una vistosa  trattenuta su Eder da parte di Carmona. L'arbitro probabilmente si lascia ingannare dal sottomaglia del blucerchiato, che è dello stesso colore della maglia da gioco. Al 32' La  Rocca, collaboratore dell'arbitro, segnala fuorigioco di Denis, sbagliando e annullando la rete segnata dallo stesso, anche se però si tratta di millimetri. All'80' l'errore pesante: sugli  sviluppi di un tiro dalla bandierina per la Samp, Maxi Lopez viene trattenuto da Manfredini, che gli impedisce di intervenire sul pallone; in questo caso, Russo divide la colpa con  Rocchi, che non vede nulla sebbene sia nella posizione perfetta per poter riscontrare il fallo.

Variazione punti causa arbitro: +1 Sampdoria, -2 Atalanta.

SIENA-GENOA 1-0

Tre punti che sanno di ossigeno puro per il Siena (oramai a tre punti dalla zona salvezza) e che invece iniziano a spazientire la Genova rossoblu, che ancora aspettano i risultati del  cambio di allenatore. Certo, stavolta forse avrebbe meritato di più (questo infatti è un altro caso di prevalenza statistica e insieme di sconfitta), ma questi sono discorsi che a questo  punto non si vogliono più sentire.

Tiri (in porta): 5(2) – 10(3); corner: 5-3; ammonizioni: 4-3; espulsioni: 0-0; falli commessi: 15-15.

Nulla da dire anche per Peruzzo, che prende le decisioni giuste quando è richiesto il suo intervento. Annulla giustamente il gol a Paci (che poi si rifarà lo stesso) e non dà calcio di  rigore sulla deviazione (col fianco per giunta) di Granqvist sul tiro di Zè Eduardo.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

ROMA-PALERMO 4-1

E stasera invece abbiamo visto la faccia buona della medaglia. La Roma formato-Zeman ha offerto un ottimo calcio al proprio pubblico, anche se l'avversario si è riveltato un poco  concreto davanti e inconsistente dietro. Va a segno tutto il parco attaccanti dei giallorossi, mentre per il Palermo sembra ancora lontano il bottino pieno, che Gasperini non è ancora  riuscito a centrare. Alla prossima i siciliani avranno la Sampdoria: due squadre che hanno bisogno di rifarsi, mentre per Zeman c'è la prova stracittadina, un'occasione unica per  proclamarsi nono re di Roma (l'ottavo è Totti, ovviamente).

Tiri (in porta): 18(11) – 11(7); corner: 14-4; ammonizioni: 1-2; espulsioni: 1-0; falli commessi: 11-12.

Per De Marco ci sono un errore decisamente grosso e una bacchettata a rovinargli quella che tutto sommato è stata una buona direzione. L'erroraccio è al 27', a farne le spese è  Osvaldo, che lanciato verso la rete viene letteralmente falciato da Muñoz, a cui un rosso diretto non l'avrebbe levato nessuno. La bacchettata, invece, la merita perchè permette che  Totti, dopo essere stato sostituito, porti la fascia con sè nello spogliatoio, lasciando così la Roma senza capitano. Fa bene a punire la sciocchezza di Destro che si leva la maglia  essendo già ammonito; al limite, invece, il contatto Miccoli-Burdisso a palla lontana sul gol di Ilicic: applicata la convenzione "nel dubbio si fa giocare".

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

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