I NUMERI DELLA NONA GIORNATA IN SERIE A

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SIENA-PALERMO 0-0

Terzo pareggio consecutivo per il Palermo, che comunque dà i primi segni di ripresa. La partita, infatti, la fanno i siciliani: tirano di più verso la porta di Pegolo, dominano il possesso palla, ma attaccano quasi esclusivamente per vie centrali (solo 14 cross contro i 25 dei toscani, per il 32% solamente di attacchi portati dalle fasce).

Tiri (in porta): 5(1) – 12(5); corner 4-4; ammonizioni 3-2; espulsioni 0-0; falli commesi 13-8.

La gara, che si preannunciava sostanzialmente tranquilla, è stata affidata a Calvarese. Ha gestito bene il match, l'arbitro, ma sul finire del primo tempo, su un tiro dalla bandierina del Palermo, non ravvisa la netta trattenuta di Paci su Donati, non assegnando, quindi, il penalty ai rosanero.

Variazione punti causa arbitro: -1 Siena, +2 Palermo.

MILAN-GENOA 1-0

Milan che vince e convince, Genoa che ancora non ha smaltito il repentino cambio alla guida della squadra. Il risultato è che il Milan spadroneggia col 62% di possesso palla, 38 cross effettuati, 494 passaggi e 27 dribbling eseguiti con successo, mentre il Genoa si arrocca dietro fino a capitolare.

Tiri (in porta): 7(2) – 5(3); corner: 9-0; ammonizioni: 1-2; espulsioni 0-0; falli commessi 8-17.

Lo sfasamento di Mazzoleni, ormai, sembra una cosa accertata. Se sul gol vittoria del Milan, Abate parte in posizione di offside (seppur di poco), e quindi la responsabilità grava sui suoi assistenti, al 44' non vede un rigore piuttosto evidente su Pato che, trattenuto da Bovo, finisce a terra in area. Al 53' De Jong cade dopo un contrasto fisico in area con Granqvist, che l'arbitro (almeno stavolta) giudica giustamente regolare.

Variazione punti causa arbitro: nessuna (in quanto il rigore non dato comporterebbe il +3 "pareggiato" dal gol nato da una posizione irregolare).

CATANIA-JUVENTUS 0-1

La Juventus probabilmente avrebbe meritato la vittoria, lo dimostrano anche le cifre: 55% di possesso palla, il Catania non calcia mai nello specchio e solamente una volta calcia in area di rigore, squadra racchiusa mediamente in 55 metri di campo con baricentro altissimo. Il Catania gioca comunque un'ottima partita, ma è tradito dal (giustamente motivato) nervosismo.

Tiri (in porta): 6(0) – 18(9); corner: 3-7; ammonizioni 4-3; espulsioni: 1-0; falli commessi: 16-16.

Di peggio Gervasoni e collaboratori non avrebbero potuto fare. Si parte subito male: intorno al 10', Pogba si lascia colpevolmente cadere senza esser stato toccato da Rolin al limite; l'arbitro lascia giocare, ma Pogba sarebbe dovuto essere ammonito per simulazione. Al 25' l'episodio chiave: cross dalla sinistra di Marchese, spizzata di Spolli, palla sul palo(*) e Bergessio va in tap-in vincente. Gervasoni e il suo assistente Maggiani decretano il gol, ma l'arbitro di linea Rizzoli segnala una posizione irregolare di Bergessio in seguito al tocco di Spolli. Così l'arbitro modifica la sua decisione, annullando la rete e assegnando un calcio di punizione per la Juventus. Lo stesso Rizzoli, pochi minuti prima si era reso protagonista di un'altra svista: Marchese va via sulla fascia, crossa un pericolosissimo pallone che, deviato, attraversa l'area piccola a meno di un metro dalla linea di porta. Il pallone però esce nettamente al di là della linea di fondo ma Rizzoli non si dimostra di questo avviso. Al 57' la Juventus sblocca la partita: Vucinic serve Bendtner in area che calcia; Andujar respinge e Vidal segna a porta sguarnita. Il danese, al momento dell'assist del montenegrino, è con la gamba destra al di là della linea dei difensori: gol da annullare, Maggiani ancora impreciso. Sette minuti dopo, la difesa del Catania libera la propria area di rigore. Spolli rilancia sulla pressione di Pogba e poi, inspiegabilmente, lo colpisce con un pugno al volto. Gervasoni e i suoi assistenti non si accorgono di nulla, Pogba rimane a terra, ma la sensazione è che il gesto dell'argentino sia decisamente volontario e punibile col cartellino rosso. Rosso che pare un po' troppo fiscale per Marchese: il tocco di mani non sembra nè volontario nè che interrompa un'azione potenzialmente pericolosa per la Juve; doppio giallo e Catania in 10. La partita ha altri due episodi da rivedere: si tratta in entrambi i casi di potenziali rigori che, a darli, non si sarebbe gridato allo scandalo. Prima Legrottaglie su Chiellini (trattenuta su palla inattiva), poi Lichtsteiner su Gomez (lo svizzero mantiene l'avversario impedendogli di saltare): il primo sembra più netto del secondo, con Gomez che non protesta nemmeno più di tanto. Ma in Lega mica saranno ancora contrari alla moviola in campo?

Variazione punti causa arbitro: +1 Catania, -2 Juventus (l'andamento della partita sconsiglia un formalmente più corretto +3 Catania e -3 Juventus).

BOLOGNA-INTER 1-3

L'Inter, un po' rimaneggiata dal turnover, punisce un Bologna senza troppe colpe, che cede sotto i colpi di Palacio e Cambiasso, veri uomini-partita della giornata. Gli uomini di Pioli sono offensivi ai massimi livelli, hanno il pallino del gioco (55% di possesso palla), dribblano di più (31-26), crossano 32 volte, ma sono troppo imprecisi e poco concreti.

Tiri (in porta): 10(3) – 10(6); corner: 6-2; ammonizioni 3-3; espulsioni 0-0; falli commessi: 15-14.

Nel temporale che si abbatte su Bologna e sui sestetti arbitrali, De Marco non ne esce del tutto indenne ma è quello che ne esce meglio. In occasione del vantaggio dei nerazzurri, sul calcio di punizione si vedono Palacio e Morleo agganciarsi e sembrano esserci gli estremi per un fallo in attacco: l'azione poteva essere fermata e il gol annullato. Altro episodio è il gol del 1-3 di Cambiasso, con quest'ultimo che con parte del piede è oltre la linea dell'ultimo difensore. Si tratta di pochi centimetri, comprensibilmente abbassata la bandierina dell'assistente.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

FIORENTINA-LAZIO 2-0

Una bella Fiorentina batte una Lazio non del tutto colpevole del risultato maturato. Le cifre risentono sicuramente della doppia espulsione in casa biancoceleste, che portano la Fiorentina a comandare nel possesso palla (solo 45% per la Lazio), nelle azioni manovrate, nelle conclusioni, nei contrasti vinti e nell'altezza del baricentro della squadra.

Tiri (in porta): 15(8) – 7(2); corner: 4-3; ammonizioni: 3-3; espulsioni: 0-2; falli commessi: 16-18.

Altra partita condizionata, stavolta dal signor Bergonzi di Genova. Giusta l'assegnazione del rigore al 24', il fallo di Konko è ingenuo e sacrosanto, così come è giusto fermare il gioco quando Mati Fernandez riprende il pallone sulla battuta del penalty dopo che è andato sul palo(*). Dubbia, inoltre, la posizione di Jovetic sul capolavoro di Ljajic; la posizione del montenegrino non può definirsi passiva sul tiro del compagno, l'arbitro però convalida il gol. Poi inizia anche per lui il festival della svista. Si parte al 59', quando annulla per fuorigioco un gol regolare di Mauri, tenuto in gioco da Cuadrado; prosegue al 71' quando Biava atterra Jovetic in area, ma stavolta lascia giocare. Per quanto riguarda le espulsioni, giustissima la seconda (l'entrata a forbice, da dietro, dritta sull'uomo non può essere sanzionata in altro modo), un po' fiscale, forse, il primo dei due gialli presi da Ledesma.

Variazione punti causa arbitro: nessuna (nonostante gli errori arbitrali, l'inferiorità numerica, prima singola e poi doppia, dei biancocelesti non permette di dire che avrebbero pareggiato o vinto senza decisioni sbagliate).

PESCARA-ATALANTA 0-0

Il pareggio maturato all'Adriatico è divertente e la partita è equilibrata quando l'Atalanta, che per tutto il primo tempo ha tenuto in mano la partita, rimane in 10. Le cifre, infatti, sono a favore dei bergamaschi per possesso palla (46-54%), cross (21-29), passaggi effettuati con successo (292-340). Le squadre colpiscono un legno per parte.

Tiri (in porta): 9(4) – 14(4); corner: 4-8; ammonizioni: 3-2; espulsioni: 0-1; falli commessi: 17-13.

Valeri è uno dei pochi superstiti di questa bufera, al rientro dopo gli scempi compiuti nel derby di Milano. La partita è tranquilla e con pochi episodi: applica il regolamento alla lettera quando espelle Peluso per doppio giallo e vede bene su un tocco di braccio involontario di Denis in barriera.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

SAMPDORIA-CAGLIARI 0-1

Terza vittoria consecutiva per il Cagliari (dopo quelle su Torino e Bologna), che però, a rigor di statistiche e non solo, non ha meritato la vittoria. La Sampdoria è avanti in qualunque voce del tabellino, tranne che nei tiri verso la porta e, ovviamente, nel punteggio. E' la partita più fallosa e il Cagliari conquista il record di ammonizioni della giornata.

Tiri (in porta): 10(3) – 6(4); corner: 10-6; ammonizioni: 2-6; espulsioni 0-0; falli commessi: 14-25.

Altro arbitro a salvarsi è Rocchi. Anche per lui una partita poco complicata, l'unica decisione importante è sul gol giustamente annullato a Munari: sul calcio di punizione, Eder è in fuorigioco ma il suo tentativo di colpire il pallone lo rende partecipe all'azione e vanifica la rete siglata dal centrocampista blucerchiato.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

TORINO-PARMA 1-3

Partita piuttosto equilibrata, anche stavolta condizionata da errori arbitrali. Sul possesso palla non si prevale con eccessivo distacco (53-47%); la statistica a sorpresa è che i giocatori che hanno toccato più palloni sono i difensori del Torino (tra i 90 e i 94). E' stata la partita con meno falli della giornata, ma con la singolare media di un cartellino ogni 4 irregolarità.

Tiri (in porta): 9(4) – 11(5); corner: 4-4; ammonizioni: 1-3; espulsioni: 1-0; falli commessi: 10-10.

Anche qui c'è poco per la moviola, ma quello che c'è è di importanza capitale. Al 52', con le squadre sullo 0-0, Gianluca Sansone entra in area e, nella speranza di trovare il contatto con Paletta, trascina la gamba sinistra e si lascia cadere. L'arbitro opta per la simulazione e per il secondo giallo all'attaccante, col Torino che così rimane in 10. Sansone si lascia sì cadere, ma i due si toccano. Giacomelli ha deciso per la seconda ammonizione, ma se avesse deciso di lasciar proseguire non sarebbe stata un'assurdità.

NAPOLI-CHIEVO 1-0

Un Napoli padrone del campo (60% di possesso palla) vince di misura e si rilancia all'inseguimento. Il Chievo non gioca male ma non tira quasi mai, non impensierendo la retroguardia partenopea. Il Napoli è la squadra meno fallosa della giornata (media di un fallo ogni 18 minuti) e non si è mai fatto beccare in fuorigioco.

Tiri (in porta): 15(6) – 2(0); corner: 4-6; ammonizioni: 1-2; espulsioni 0-1; falli commessi: 5-16.

Celi si trova chiamato in causa in due determinate situazioni. La prima vede coinvolto Dramé, colpito dal pallone su un braccio dal colpo di testa di Hamsik. L'arbitro giudica involontario il tocco, vista la distanza troppo ravvicinata: comprensibile la scelta. La seconda, invece, è più spinosa. Campagnaro spinge Pellissier lanciato verso la rete a 5' dal termine; un rigore simile è stato concesso a Roma nell'altro posticipo, a Napoli Celi non lo concede. Interpretazione sicuramente diversa, ma in questo caso, forse, il rigore era da dare.

Variazione punti causa arbitro: nessuna (troppo complicato dire se il rigore era da dare o meno, l'interpretazione dubbia non è considerata un errore vero e proprio).

ROMA-UDINESE 2-3

Lo strano caso della Roma in casa e di quella in trasferta. La squadra di Zeman è riuscita a battere solo l'Atalanta in casa, due giornate fa, pur creando come al solito tantissimo, lasciando solo il 36% di possesso palla ai friulani. L'Udinese ritrova Di Natale (non segnava dal 23 settembre contro il Milan) e anella il secondo successo consecutivo, dopo quello sul Pescara.

Tiri (in porta): 16(5) – 10 (7); corner: 4-2; ammonizioni: 3-4; espulsioni 1-0; falli commessi: 13-15.

La gara diretta da Massa si rivela incandescente nel finale. A pochi minuti dal termine, Castan ingenuamente sgambetta quasi senza volerlo Pereyra: giusto comandare il calcio di rigore. La Roma chiude la partita in 10, perché nel recupero Tachtsidis pensa bene di applaudire l'arbitro dopo che questi lo ammonisce: corretta anche questa decisioni. Avrebbe potuto concedere più di 3 minuti di recupero nella ripresa, viste le interruzioni. Episodio da segnalare al 10': a palla lontana, Armero sputa in direzione di Tachtsidis; probabile la prova tv.

Variazione punti causa arbitro: nessuna.

(*): ricordiamo la regola. Il palo non fa mai gioco. In occasione del gol annullato a Bergessio, la sua posizione in seguito al tocco del palo non è da prendere in considerazione (quindi il fuorigioco risulta ancora più inspiegabile). Nel caso del rigore calciato sul palo da Fernandez, questi non può avvalersi della respinta; difatti, sarebbe uguale a toccare due volte il pallone sul calcio di rigore.

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