Grassi al Napoli, ma tempo fa venne espulso per razzismo con 10 giornate di squalifica
Alberto Grassi è prossimo a vestire la maglia del Napoli. Il giovane classe 95′ di ottime speranze, sarà rilevato a titolo definitivo dall’Atalanta, per una cifra che si aggira intorno ai 10Milioni di euro. Ma nel 2014, in una gara del campionato primavera tra Atalanta e Verona, il giovane Grassi si rivolge ad un avversario di colore dicendogli:” Alzati vu’ cumprà!”. Quella frase gli costò molto cara, infatti gli vennero inflitte 10 giornate di squalifica.
Questo il comunicato apparso poi sul sito del club: “La frase pronunciata da Alberto Grassi in risposta a una provocazione verbale, era assolutamente priva di cattiveria e tantomeno aveva un intento razzista. Lo dimostra il fatto che ogni tanto il ragazzo rivolge lo stesso termine anche al compagno Bangal,in modo del tutto scherzoso, senza alcuna intenzione offensiva. Nonostante l’amarezza, però, il club non presenterà ricorso.”
Ma il giovane decise di accettare la proposta del parroco Don Fausto Resmini, direttore della Casa del giovane (il convitto che ospita i giovani nerazzurri provenienti da altre province). Grassi trascorse un periodo di tempo nel convitto aiutando i coetanei meno fortunati. Quattro ore di servizio in mattinata che hanno portato il centrocampista della Primavera dell’Atalanta a contatto con i senzatetto della Comunità don Milani e quelli della stazione Autolinee di Bergamo. «È bello essere qui ad aiutare le persone meno fortunate di me – ha esordito Grassi, arrivato a Sorisole intorno alle nove del mattino pronto alla sua prima giornata di affiancamento agli operatori sociale della Comuinità -. Ho commesso un errore, ma non sono razzista. Questa è la cosa che ha ferito di più me e la mia famiglia. Viviamo a Lumezzane, abbiamo tanti amici di colore, mamma è stata madrina di una bimba di colore che andava a scuola con mio fratello, il compagno di squadra con cui vado più d’accordo è Bangal (nato in Mozambico). Ma ora qui ho la possibilità fare un’esperienza unica».
Il lavoro passato nel convento non è passato inosservato, così per Grassi la motivazione della Corte di Giustizia Federale precisa: «Appurata la disponibilità documentata della società Atalanta a far intraprendere un percorso formativo e rieducativo, è stato accolto il ricorso e ridotte da dieci a cinque le giornate di squalifica inflitte al calciatore della squadra primavera Alberto Grassi per un insulto razzista nei confronti di un avversario».
Come si dice, tutto è bene quel che finisce bene.


