Il ‘Graffio’ di Corbo: “Sarri piace ai competenti di calcio”

Torno dopo un congresso di chirurgia a Melizzano, borgo di quieta bellezza nel verde più gentile del Sannio. Il sindaco Rossano Insogna è un medico di rara sensibilità per la sua terra. Ha organizzato ancora una volta la Quintana, festa di gente e cavalli che nel fascino di un solo giorno rende indimenticabile Melizzano per i quattro, cinquemila forestieri che arrivano. Quest’anno la data è domenica 5 luglio, chi legge il Blog in tempo, ci pensi.
Il professor Massimo Agresti ancora una volta mi ha chiesto di condurre il dibattito nella presentazione e poi in due sessioni. Ho seguito da lontano le vicende del Napoli. Ma non ho trascurato il Graffio, almeno da lettore. Temo che ci stiamo divertendo meno.
C’è un gruppo che diffonde la speranza, c’è chi tace anche a se stesso la delusione di questo quinto posto e aspetta che il Napoli finito in pezzi sia ricomposto in una identità di squadra. Emerge in controtendenza un gruppo che contesta De Laurentiis, sempre e comunque.
Non posso trascurare l’anomalo sistema di invitare alcuni giornalisti ed escluderne altri. Ho il dovere di dare la mia opinione. Non mi nascondo.
Nella scelta dei tre giornalisti dei quotidiani, De Laurentiis ha puntato su Marco Azzi di Repubblica, Francesco De Luca del Mattino, Antonio Giordano del Corriere dello Sport. Mi ha sorpreso l’assenza di Monica Scozzafava, forse perché il presidente ha inteso escludere i quotidiani comunque riconducibili a testate milanesi. Una collega che stimo.
Conosco i tre giornalisti invitati. Sono i tre che sento più vicini a me, da decenni. Non mi fa velo certo l’affetto se dico che sono professionisti di sicura indipendenza e indiscussa onestà. Sui tre non c’è una sola ombra nella loro eccellente carriera.
Noi di Repubblica abbiamo un termine: . In gergo, è lo stile di raccontare le cose. Il distacco, l’oggettività, l’equilibrio. Senza il timore di spingerci in critiche coraggiose quando lo riteniamo opportuno. Esemplare il comportamento del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Ottavio Lucarelli. Per chi non lo sapesse, Ottavio ha scritto un severo comunicato sulla decisione di un invito parziale per presentare Sarri è dal giorno della fondazione di Repubblica Napoli un redattore scrupoloso, onesto con se stesso, con la redazione con i colleghi che rappresenta anche fuori Repubblica. La mia linea è la stessa di Ottavio Lucarelli. Un mio collega di Repubblica, Marco Azzi, era presente, è andato, ha scritto un ottimo servizio; ha intervistato Sarri con la correttezza e il distacco che gli riconosco da sempre.
L’anomalia non è nella presenza dei tre colleghi, ma nell’assenza di altri della carta stampata. E questo a me dispiace. Esprimo la solidarietà, più che gli assenti, a Nicola Lombardo e Guido Baldari, due che curano la comunicazione del Napoli. Immagino il loro imbarazzo. Sono due di noi.
C’era Marco Fassone, direttore generale, quando non fu consentito a Dimaro ad un giornalista di un quotidiano napoletano di seguire gli allenamenti. Quella volta i tifosi non si preoccuparono del giornalista escluso, proseguirono ad applaudire De Laurentiis nei suoi frequenti comizi in Trentino.
Stavolta i tifosi si schierano contro il presidente non perché abbiano a cuore i diritti di uno o più giornalisti, ma perché sarebbero pronti ad incolpare De Laurentiis di tutto, anche della crisi greca. Come se non avesse lui versato la quota del debito all’Europa, mettendo in crisi il popolo fiero e disperato che ben conosco, da Atene a Salonicco.
Non ho mai fatto sconti a De Laurentiis, dice di stimarmi ma di certo non mi ama quando scrivo quello che non si aspetta da un giornalista amico. Questa mia indipendenza si riflette nel Blog aperto a tutte le opinioni, come vedete. Non fermerò una sola critica, non c’è limite alla manifestazione di consenso e dissenso, ma temo che l’ostilità sistematica al presidente impedisca ad alcuni tifosi di osservare quanto accade. Credo non ci sia nulla di più interessante che vedere un club rinascere. Il Napoli ci sta provando.
De Laurentiis non sta sbagliando ora. Ma quando ha lasciato il Napoli alla coppia Benitez-Bigon. I danni sono stati devastanti. Sono stati sprecati troppi milioni. Se è vero che per Allan vadano via Inler e Britos, devo registrare che sono stati spesi per nulla 17 e 8 milioni per due dei peggiori acquisti. A quei 25 milioni non ha fatto cenno nella lettera di addio Bigon, quando escluse il nome del presidente, ma era quel messaggio un fluviale sfogo nei confronti di De Laurentiis, ormai stanco di sperperi ed errori. L’acquisto di Donadel doveva essere censurato subito, se non impedito.
Oggi De Laurentiis ha dimostrato purtroppo la sua coerenza. Continua a gestire il mercato in prima persona. Nessuno può impedirglielo. Il padrone è lui. Se sbaglia, tocca a lui parlare con il direttore della banca. Non ai tifosi che contestano tutto e comunque.
Chi ama il Napoli si augura che stavolta gli rinnovare la squadra con successo. Spero che Ciontoli faccia meglio di Bigon, ma sono certo che Sarri sia d’aiuto, perché ha idee più chiare ed il coraggio di parlare solo in funzione del suo progetto tattico. Non chiede di acquistare giocatori di amici. Era irrituale che il Napoli avesse un passaggio obbligato attraverso lo spagnolo Quillon.
Oggi Sarri comincia a conquistare i tifosi competenti proprio perché annuncia e spiega. Ho gradito:
1) blocca la cessione di Higuain;
2) vuole rivalutare Hamsik riportandolo a centrocampo con licenza di inserirsi nella fase conclusiva;
3) promette che il modulo non è fisso, come non deve mai esserlo se si parla di calcio tra gente che se ne intende.
Ribadisco da questi segnali una cauta fiducia nell’artigiano della panchina, che finalmente ci parla di calcio e non di come salvare Pompei.

(Antonio Corbo, La Repubblica Napoli)

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