FERRERO TOUCHE’

Dai, non ci nascondiamo dietro a un dito: lo sapevamo tutti che era solo questione di tempo e prima o poi sarebbe entrato a far parte di questa rubrica. Massimo Ferrero è uno di quei classici tipi che passi tanto tempo a chiederti se ci fa o ci è, poi alla fine sommi i vari episodi che lo coinvolgono e ti rendi conto che è un po’ l’una e un po’ l’altra. Pure perché in effetti se ci facesse e basta meriterebbe il premio Oscar senza neanche passare per il Golden Globe. 

L’ultima perla l’ha regalata ad Enrico Varriale, che da buon segugio già pregustava lo scoop fin dalla prima domanda. A un certo punto si tocca il tema Inter, scottante dal momento che i nerazzurri fanno il filo a Mihajlovic neanche fosse Belen. Inevitabile la metafora sulla moglie bella, ma tutto sommato il buon Viperetta esce indenne dalla domanda scomoda, dribblando la gaffe pur con qualche titubanza. Ma Varriale non è tipo da arrendersi così, di momenti trash negli ultimi anni ne ha regalati parecchi alla tv italiana. Lo incalza su Moratti e sul suo addio all’Inter, sul quale peraltro ci sarebbe da aprire una Gambatesa a parte (ma poi che si fa, si parla sempre di Mazzarri?). Insomma, l’argomento è succoso e Ferrero cammina come l’equilibrista su un filo. Ce l’ha fatta, pensi, è riuscito a far passare un’apparizione tv senza finire su youtube. E invece zac, all’ultima curva una caduta con triplo carpiato che ormai nessuno si aspettava più: “Io gl’ho detto a Moratti, caccià via a quer filippino, che ll’ai preso affà”. Er filippino in questione è naturalmente l’indonesiano Erick Thohir, uno che potrebbe comprare lui e lo stesso Moratti aprendo il portamonete. Apriti cielo: le successive scuse servono a poco, i titoloni sui giornali (ma soprattutto sui siti, che con questa roba ci campano) ormai erano belli e pronti. Chissà come l’avrà presa il filippino… pardon, l’indonesiano. 

Alla fine dei conti, dai, c’è ben poco da drammatizzare. Questo signore qui probabilmente nei salotti buoni viene evitato come la peste, per come è in grado di mettere tutti in imbarazzo con tre parole. Il pubblico però lo ama e lo ha eletto a nuovo fenomeno dell’altro calcio, quello che si prende meno sul serio, e ogni tanto ci vuole pure. Poi vince, almeno per il momento, e quindi piace ancora di più. Ferrero è come quello zio ricco e tamarro che ai matrimoni tutti cercano di sbolognare, però poi ti siedi a tavola con gli amici e ne racconti le gesta per ore. Insomma, quando c’è  è un fuggi-fuggi generale, ma se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Dieci, cento, mille Massimo Ferrero.

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