FABIO VIVIANI: “ LO STAFF TECNICO AVEVA SEGNALATO A GENNAIO LE CARENZE NELL’ORGANICO ALLA DIRIGENZA, ABBIAMO PAGATO QUALCHE ERRORE INDIVIDUALE”
In questi quattro anni di gestione Reja è stato l’uomo ombra del tecnico friulano, il collaboratore più fidato avuto dal mister di Lucinico in questa intensa esperienza. Nessuno meglio di lui conosce questo Napoli ed il pensiero di Reja, ed è proprio per questo che abbiamo voluto ascoltare il parere dell’ex allenatore in seconda azzurro Fabio Viviani. Una chiacchierata da cui scaturiscono diversi spunti di riflessione sulla situazione del Napoli e che ci offre una chiave di volta importante, provenendo da chi ha vissuto dal di dentro l’ambiente azzurro fino ad appena una settimana fa.
Mister si è appena chiusa per lei un’esperienza intensa e straordinaria come quella di Napoli. Cosa le resta dentro di questi 4 anni?
"Sicuramente tutto il bene possibile. Devo ringraziare il mister Reja ed il Napoli per avermi dato questa straordinaria opportunità di lavorare in un ambiente così stimolante e soprattutto di poter conoscere una città straordinaria come Napoli. In questi 4 anni ho acquisito un bagaglio di esperienza lavorativo e di vita che conserverò per sempre dentro di me e che mi sarà molto utile"
Dopo questa serie di risultati negativi ve lo aspettavate questo esonero?
"Posso dire che si è trattato di un raro caso di allontanamento, da parte di una società, concordato con l’allenatore. Avevamo già deciso che a giugno la nostra esperienza professionale a Napoli si sarebbe conclusa e dunque si è colta l’occasione per anticipare questo cambio e per permettere al nuovo allenatore di lavorare in vista della prossima stagione. Anche mister Reja si era reso conto che qualcosa non funzionava più come prima e di conseguenza è sembrato giusto provare a dare una scossa. Di certo ci sarebbe piaciuto concludere il campionato in maniera positiva, ma va bene così "
Mister lei crede alla storia che sia stato l’aver disputato l’Intertoto ad influire negativamente sulla stagione azzurra?
"Assolutamente no. I ragazzi fino alla fine hanno dimostrato di star bene dal punto di vista fisico, a parte un fisiologico calo atletico che normalmente attraversa ogni squadra in un determinato periodo dell’anno"
Forse è subentrato un problema psicologico?
"Probabilmente si, ma non solo. C’è stato un concatenarsi di vari fattori negativi e varie situazioni che hanno contribuito al calo della squadra. Purtroppo nell’ultimo periodo anche la sorte, ad esempio, ci aveva voltato del tutto le spalle. Non ci girava più bene nulla, basti pensare alle partite con Udinese, Bologna e Juventus"
Mister ma è vero che a gennaio avevate chiesto dei rinforzi, in particolare un bomber come Pazzini ed un regista di centrocampo?
"Lo staff tecnico a gennaio ha fatto presente alla dirigenza quali fossero le carenze nell’organico sulle quali eventualmente intervenire per proseguire sulla falsa riga dello straordinario girone d’andata disputato dalla squadra. La società, tuttavia, ha ritenuto opportuno non muoversi perché generalmente il mercato viene fatto a giugno e non a metà stagione"
Lei curava soprattutto la fase difensiva della squadra. Che spiegazione si è dato delle continue amnesie degli ultimi tempi? Mancanza di concentrazione, peccati di gioventù per elementi come Santacroce, o cattiva condizione psico-fisica di alcuni calciatori come Cannavaro e Rinaudo ad esempio?
"I gol li abbiamo presi quasi sempre non per errori di reparto, ma per errori individuali. Purtroppo nell’ultimo periodo queste amnesie sono diventate ripetute, ma sulle disattenzioni dei singoli non è facile intervenire in concreto. Sicuramente per quanto riguarda elementi come Santacroce le cause sono da ricercare anche nella giovane età e nell’ancora ridotta esperienza. In ogni caso non si può addossare la colpa solo sugli elementi di un singolo reparto. Forse ultimamente anche il centrocampo non proteggeva più la retroguardia come in precedenza"
In conclusione quale sarà il futuro di Fabio Viviani? Ancora da allenatore in seconda al fianco di Reja o su una panchina tutta sua?
"Con mister Reja c’è un rapporto straordinario e dunque sono sempre aperto a qualsiasi sua proposta. In ogni caso, dopo aver acquisito un buon bagaglio di esperienza tecnica in questi quattro anni, se dovesse arrivare una proposta per una panchina tutta mia la valuterò sicuramente con piacere."
