"EUROPA LEAGUE PER IL NAPOLI, FISCHI PER POCHO PARIGINO"
E' l'ultima partita al S. Paolo della stagione 2011-2012, è l'ultima del Pocho Lavezzi tra le mura amiche, è l'ultima di Gianluca Grava, è l'ultima occasione per prendere quel treno Champion troppe volte agganciato e altrettante volte perso, ma tutto questo se il Catania di Montella farà la sua parte con l'Udinese e l'Inter non lasci o faccia vincere la Lazio. Troppi se, troppe cose dovrebbero collimare, al campo l'ardua sentenza.
In cinquantamila questa sera, in tanti per sperare e spingere gli azzurri verso l'Europa che conta, senza il Matador, squalificato da Tosel per una giornata, Pandev prima punta, Lavezzi e Hamsik in suo appoggio, sarà partita vera, sarà la partita della speranza, quella dei tifosi, mai domi, mai rassegnati a non ritornare nell'Europa che conta, nell'Europa dei grandi.
Non osiamo immaginare gli scenari che potrebbero presentarsi in caso di mancata qualificazione Champion, è noto che molti calciatori azzurri di spessore potrebbero storcere il naso, una vetrina molto importante l'Europa dei grandi, non esserci sarebbe un disastro.Arbitra Celi di Campobasso, un mediocre della categoria, con Lui il Napoli non ha avuto vita facile, ancora un tabù da sfatare, l'ennesimo.C'è aria di impresa possibile al S. Paolo, la sicurezza della gente la leggi sui loro volti, nei loro occhi, non ammettono altri risvolti, lo chiedono al Pocho, lo urlano senza remore, lo chiedono come regalo d'addio, senza dimenticare la finale di Coppa Italia di domenica prossima all'Olimpico con la Juventus, ma questa è un'altra storia, altra pagina della storia calcistica del Napoli di De Laurentiis.
Un bimbo espone il suo piccolo striscione: "Cara mamma, per la Tua festa voglio regalarti la Champions, S. Gennaro aiutami Tu", beata innocenza, bastasse questo per raggiungere gli obiettivi, scendono le squadre in campo, gli azzurri hanno i loro figli al seguito, tanti gli striscioni per il Pocho, chissà se li avrà letti, chissà se avrà avuto un minimo ripensamento, chissà……..
Partiti, tre minuti ed il Napoli è in vantaggio, Hamsik raccoglie un lancio di Pandev, appoggio di prima per Dossena che insacca, il nostro lo stiamo facendo, ma non fino in fondo, passa un minuto ed una incomprensione tra Cannavaro e De Sancitis mettono Destro nella condizione di insaccare a porta vuota, di nuovo parità.Strana partita quella di Destro stasera, troppo impegnata, troppo combattiva per un Siena che non ha nulla da chiedere a questo campionato, viene ammonito per l'ennesimo fallo su Campagnaro.
Esce Cannavaro, infortunato, entra Fernandez, il Napoli ha subito la botta psicologica, rischia in contropiede le folate del Siena, arriva la notizia che l'Udinese è in vantaggio a Catania, gli azzurri collezionano calci d'angolo a ripetizione, D'Agostino e Brienza sembrano due dannati, lottano su ogni pallone, manco stessero disputando la finale di Champions.
Che Celi fosse un mediocre, lo abbiamo detto subito, terzo fallo consecutivo sul Pocho, neanche una punizione, ma passano solo trenta secondi e Dossena piomba come un falco in area raccoglie un assist di Campagnaro ed insacca, Napoli ancora in vantaggio.
Intanto il Catania sbaglia un calcio di rigore, un grande Hamsik viene ammonito dallo scadente Celi, Inter in vantaggio all'Olimpico contro la Lazio, dopo un minuto di recupero, Celi di Campobasso, lo scadente, manda tutti negli spogliatoi.
Avrà tanto da dire Mazzarri, prima di tutto infondere sicurezza a questa squadra che si perde al primo contropiede avversario, teme sempre il peggio, invece di intervenire con decisione a metà campo, svegliare, se è possibile Lavezzi, o il contratto sarebbe nullo in caso di infortunio?
Ammiriamo un Hamsik galattico, Gargano leone, Dossena come non lo abbiamo mai visto, Pandev che torna imposta tra due, tre avversari, manca all'appello solo lui, il Pocho, colui sempre osannato e ben voluto dai Napoletani, speriamo che l'orgoglio venga fuori e che anche questo non sia prigioniero del contratto del PSG, sarebbe un grave affronto per un popolo e una città che lo ha amato dal primo minuto della Sua venuta a Napoli.
Inizia la ripresa, parte bene il Napoli, è un assedio, fischi per il Pocho Lavezzi, la curva urla: "Solo la maglia, amiamo solo la maglia", siamo giunti al 10' della ripresa e il Siena non ha ancora visto la porta del Napoli, Hamsik sferra un sinistro micidiale e Farelli compie il miracolo, per non essere da meno De Sanctis fa il paio al suo collega senese deviando un micidiale sinistro di Giorgi.
Ha raddoppiato l'Udinese con Fabbrini, ora la partita persa a Bologna pesa come un macigno e non solo quella, le curve all'unisono fanno sentire la loro voce: "De Laurentiis, la senti questa voce, Noi vogliamo Vincere, Vincere, Vincere", sta per entrare in campo Zuniga al posto di Pandev, applauditissimo, al 70' bomba di Hamsik di pochissimo a lato, intanto piovono sempre più copiosi i fischi per Lavezzi, visibilmente scosso e amareggiato, accenna ad un sorriso molto amaro, vorrebbe scomparire agli occhi di tutti.
Entra Grava ed esce Camapagnaro, tre minuti di recupero, vanno via come il vento, in un attimo, il mediocre e scarso Celi fischia la fine, applausi per tutti, Pocho compreso, Europa League centrata, non quella che conta, ci va l'Udinese, a che fare non lo sappiamo, sicuramente a fare la fase eliminatoria, adesso c'è l'ultima battaglia, l'unica, la vera partita, la madre di tutte le partite, all'Olimpico contro l'odiata Juventus, saranno in quarantamila i Napoletani, il sostegno c'è, Voi non sarete mai soli, ma date una gioia a questa gente, MORTIFICATELI ed alzate quella coppa.
