Eterni incompiuti: l’inspiegabile paura di volare

Disastro che non ha eguali, mancanza di rispetto nei confronti di una piazza che soltanto tre mesi fa aveva accarezzato il sogno di diventare ‘campione d’Italia’, le solite provocazioni inopportune che scatenano l’ira legittima della tifoseria, una rubrica radiofonica per creare scompiglio tra società, tifosi e stampa. L’estate degli avvistamenti, da Vidal a Cavani, l’estate di chi si attendeva un top-player per rispondere al colpaccio CR7 messo a segno dalla rivale per eccellenza, estate che invece si è rivelata un incubo, in una marea di sgomento e rassegnazione che accompagnerà inequivocabilmente la prossima stagione, ancor prima di essere giunti ai nastri di partenza. Non solo il Napoli non ha fatto praticamente nulla per ridurre il gap dalla Juventus ma si è vista addirittura scavalcare nelle gerarchie da formazioni che erano nettamente inferiori nella scorsa stagione, quali le due due milanesi e la Roma, che hanno piazzato colpi di livello, degni di piazze di prestigio che hanno grandi ambizioni e consapevolezza di poter fare la voce grossa in Italia ed in Europa. In casa azzurra al contrario, nonostante l’arrivo del pluricampione europeo Carlo Ancelotti, si è assistito al solito mercato scarno, deludente e quasi privo di programmazione. De Laurentiis nelle scorse settimane aveva parlato di un interessamento per Cristiano Ronaldo: illusione, utopia vera e propria, soprattutto se si considera che perfino il classe ’00 Stoppa, di proprietà del Novara, si è concesso il lusso di rifiutare i partenopei preferendogli la permanenza in Serie C. La società ancora una volta non si è dimostrata all’altezza della situazione, prelevando tanti buoni prospetti, ma pur sempre delle scommesse che dovranno mostrare il proprio valore in un ambiente totalmente differente da quello in cui avevano giocato. Verdi, Fabiàn, Meret…ottimi profili, non lo mettiamo in dubbio, ma di certo non si può pretendere di arrivare ai quarti di Champions facendo una campagna acquisti del genere. Da condannare assolutamente il temperamento eccessivo della dirigenza, che da due anni era consapevole degli addii di Reina e Maggio e dopo mesi di estenuanti trattative non è riuscita a portare a casa i primi obiettivi, dovendo di fatto accontentarsi della settima/ottava scelta per non restare a secco: 25 milioni per un estremo difensore che vanta soltanto tredici presenze nella massima serie, con una frequenza elevata di infortuni, e ben 13 per Kevin Malcuit, ventisettenne semisconosciuto che non ha mai visto palcoscenici dignitosi e che ha già evidenziato grosse lacune in fase difensiva. Confusione più totale che ha costretto il ds Giuntoli, l’uomo che non dorme mai, a comprare un terzo portiere di livello dopo aver osservato le continue incertezze da parte di Orestis Karnezis, tanto osannato per la sua esperienza internazionale, ma che ha incassato la bellezza di dieci reti nel precampionato. Sorprende l’eccessivo ottimismo che si tramuta in aziendalismo di Carlo Ancelotti, allenatore che ha vinto tutto con i grandi campioni e che ora si ritrova a disposizione una rosa senza esperienza europea. Per tale motivo era plausibile aspettarsi un paio di colpi di caratura internazionale che potessero dare carattere e cattiveria al collettivo, è prevalsa invece l’attenzione al bilancio economico e l’intenzione di voler spremere ulteriormente un gruppo che sembra aver già dato tutto nello scorso campionato. Guai a parlare di top-player, guai ad esprimere ambizioni di vittoria dal momento che lo stesso patron ha rivelato che chi vuole vincere deve fare il tifo per un’altra squadra. Dulcis in fundo il Napoli ha deciso sfidare nuovamente la sorte cedendo in prestito Roberto Inglese, l’unica vera riserva di Milik che tra l’altro era stato dichiarato incedibile da Ancelotti. I partenopei per la terza stagione consecutiva corrono il rischio di giocare con una sola vera punta nelle tre competizioni. Ad oggi possiamo dire che non saranno ammesse scusanti: Aurelio De Laurentiis ha ufficialmente deciso di scherzare con il fuoco, il tutto con il misterioso placet di Carletto. Ci si aspettava la bomba di mercato, tuttavia il presidente ed il resto della dirigenza hanno sparato soltanto fumo. Il Napoli avrebbe tutte le carte in regola per spiccare il volo, basterebbe un minimo sforzo per alzare l’asticella ma la paura di rischiare prevale su ogni altro aspetto. Questa non è piazza di scommesse. Non c’è sale nella vita di colui che non osa: ancora una volta siete “ETERNI INCOMPIUTI”! 

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