E LA COERENZA DOV’E’?

Ci sono modi e modi per prendersi gioco di una tifoseria avversaria. E' pessimo insultare un popolo sulla base di dicerie ignoranti sulla cultura di una città, ed è sintomo di una tristissima carenza di argomenti vagheggiare di pulizie 'etniche' indiscriminate auspicando catastrofi naturali di cui per fortuna non abbiamo la benché vaga percezione. E' però ancora peggio quando si sciacalla sulla morte di una persona, che sarà anche un 'nemico' (con tutte le logiche proporzioni del caso) ma è pur sempre una persona, con una famiglia e degli amici, tralasciando l'affetto che prova per lui un'intera comunità di tifosi.

Fuori da ogni ipocrisia premetto che Giorgio Chinaglia non mi era simpatico, per il suo passato vero (idee politiche discutibilissime sbandierate senza vergogna) e per quello presunto (tutto il post-carriera ombrato di amicizie tutt'altro che raccomandabili). Non per questo mi sentirei in diritto di andare a casa sua, nel giorno della commemorazione, a scherzare sull'accaduto con tutta la sua famiglia davanti. E' vigliacco, è tremendamente vigliacco, un gesto che non è giustificabile in nessun modo, da qualunque prospettiva lo si guardi. Con le tragedie non si scherza mai, il vero avversario è quello che si prende gioco di te quando vince e quando perde ma che poi nei momenti di difficoltà ti dà anche una pacca sulla spalla per confortarti, o quantomeno ti lascia espiare il tuo dolore in santa pace, senza fiatare. Pretendere che non ci siano sfottò fra tifoserie sarebbe stupido e anche antitetico a ciò che c'è di bello in questo mondo; ma c'è un confine neanche tanto labile tra la rivalità sportiva e quella idiota fra animali senza cervello. Non è retorica, è semplice empatia. Pensiamo per un attimo allo stesso identico episodio a parti invertite, a degli imbecilli che al San Paolo, in un minuto di silenzio, prendono ad insultare la memoria di un nostro idolo scomparso. Voi vi offendereste soltanto o vi incazzereste di brutto? E poi pretendereste comprensione dagli spettatori neutrali che hanno assistito a quella scena vergognosa?

Si vergognino queste persone, mettano la testa sotto la sabbia e spariscano per sempre da quello che, non dimentichiamolo mai, resta comunque uno sport. A maggior ragione perché sono nostri concittadini, vittime prima che carnefici, costretti ogni giorno a sentire idiozie sulla nostra città e sulla nostra gente. Per fortuna le persone intelligenti esistono a Napoli come nel resto d'Italia, e queste ultime sanno bene che chi ha intonato il coro "E Chinaglia dov'è" non è il vero napoletano, è un cretino che se vivesse in qualunque altra parte del mondo sarebbe sempre e comunque un cretino. Gli ultras partenopei hanno un motto che recita "Coerenza e mentalità":  in merito alla coerenza forse bisognerebbe farsi un giretto sul vocabolario;  riguardo alla mentalità, beh, se è questa fa veramente schifo.

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