DAZN: lo spezzatino è già indigesto!

Tutto il calcio minuto per minuto è una formula che dalla prossima stagione non avrà davvero più ragion d’esistere.
Il motivo è molto semplice: la programmazione del campionato che ne farà chi si è aggiudicato i diritti della Serie A, ovvero DAZN.

Analizziamo insieme ai nostri lettori i fatti, come ha pensato al campionato DAZN?
Il sabato e la domenica: 14.30, 16.30, 18.30, 20.45. In più l’anticipo del lunch match domenicale alle 12.45 e il posticipo del lunedì alle 20.45.
Per gli appassionati di calcio ci sarà da perdere la testa e da sincronizzare orologi, chat ed eventi pur di seguire la serie A così come l’ha studiata DAZN.

Il “dito contro” di questa settimana non può non puntare all’indirizzo dei vertici DAZN, con una semplice – per quanto retorica – domanda: come si può pensare al calcio in questo modo?

Con quale criterio di perseguimento del profitto si sta sacrificando quello che era lo sport più bello del mondo?

Sì perché lo “spezzatino” previsto per il prossimo campionato non è altro che l’ennesimo schiaffo in pieno volto a uno sport che esce già con le ossa rotte dopo un anno di pandemia e il terremoto – seppur di breve durata – targato SuperLega.
E con l’arrivo di allenatori del calibro di Jose Mourinho siamo convinti che le conferenze stampa e le dichiarazioni a bordo campo – contornate dallo splendido sorriso di Diletta Leotta – saranno più interessanti delle partite stesse.

Ormai non resta che constatare, con una certa amarezza, quanto il calcio italiano sia solo il fantasma dello sport che ha avuto protagonisti campioni come Baggio, Maradona, Totti e Zidane (per citarne solo quattro) e quanto ormai il Dio Pallone sia stato sacrificato al fratello vile e patinato Denaro.
Già: contano soltanto i soldi, le visualizzazioni, i numeri raggiunti con un reel di Instagram. Dello sport, quello vero, restano solo le ceneri.

Lo spezzatino previsto da DAZN ha il gusto di un vecchio polpettone che per educazione si porta dopo un funerale: il morto è lo sport e a piangere sono solo i tifosi.
I tifosi. Gli stessi che spenderanno soldi per abbonarsi a DAZN e che troveranno conforto per una diretta che salta nelle repliche di “linea Diletta”.
Il calcio è buisness e la Leotta è il volto di quello targato DAZN, la bella giornalista ci perdonerà: chi scrive è una donna che fa il suo stesso mestiere, non c’è critica ma solo ammirazione per essere riuscita ad arrivare laddove tante di noi sognano di essere.

Torniamo ai tifosi, quelli attorno a cui lo stesso sport dovrebbe ruotare. La domanda ai vertici di DAZN, pensando a loro, prende nuova forma e contorni: pensate di fare un piacere ai supporters italiani con il weekend che avete programmato?

Chi scrive augura all’emittente che si è aggiudicata – in maniera piuttosto fumosa – i diritti per trasmettere la prossima Serie A tanta fortuna. Tuttavia l’augurio vero va ai tifosi: per far grande il calcio mancano loro e mai come in quest’anno di pandemia se n’è sentita l’assenza. Che si possa tornare a tifare e cantare sugli spalti.
La televisione per chi ama davvero il calcio dovrebbe essere l’ultima spiaggia, chi scrive augura ai veri tifosi di porter tornare ad abbracciarsi in curva: per le repliche di Linea Diletta c’è sempre tempo.

Il calcio giocato è l’unica cosa che conta e la speranza, quella vera e senza ironia, è tutta nella piattaforma: nessuno dimentica il weekend di Cagliari-Inter quando milioni di utenti hanno potuto ammirare il fermo immagine di Lukaku per novanta minuti.
Le alte sfere di DAZN hanno ancora qualche tempo per lavorare, il consiglio è di portarsi avanti e scegliere un grafico e un social media manager di livello in modo da  – quando sarà – scusarsi per i disagi.

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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