DALIPAGIC: " NON SONO UN INDISCIPLINATO"
Il classico fulmine a ciel sereno è arrivato. In un momento cruciale per la stagione della Carpisa, ecco la notizia che nessuno si aspettava, o meglio nessuno si aspettava in questo periodo: Davorin Dalipagic è stato messo fuori rosa per motivi disciplinari. Versione ufficiale. Probabilmente qualche dichiarazione di troppo nel post Bipop-Carpisa ha indotto la società del sodalizio Maione a prendere questa decisione inevitabile, ma dolorosa. Gli uomini di Bucchi saranno impegnati, nella migliore delle ipotesi, in un tour de force che potrebbe vederli protagonisti per tre giornate incandescenti di seguito. Il figlio del grande Drazen, ex campione di Venezia ed Udine, avrebbe, quindi, potuto far comodo, almeno in questo frangente, a coach Bucci come ottavo uomo; se si è arrivati ad una decisione così drastica devono esserci dei motivi abbastanza gravi.
A Napoli dalla scorsa stagione, Dalipagic ha giocato in questo campionato tredici volte per 5.4 minuti ed 1.9 pt a gara. Cifre non da capogiro, ma il suo apporto è stato comunque importante, soprattutto negli ultimi tre turni in cui ha sempre segnato ed ha anche realizzato il suo high stagionale contro la temibile Milano (6-4 in 8 minuti, con una valutazione pari a quelle di Rocca e Stefansson messe assieme, per intenderci). Ciò rende ancora più misteriosi i motivi di questo provvedimento, che appare assurdo anche al diretto interessato, intervistato in esclusiva da pianetanapoli.it:
"E’trascorso un giorno da quest’assurda decisione,- esordisce Dalipagic- eppure non riesco ancora a trovare una spiegazione, sono scioccato, ho la coscienza a posto, ho sempre fatto il mio dovere; la dirigenza avrà le giuste ragioni, ma proprio non riesco a capire". E’possibile che in allenamento ci sia stata qualche incomprensione con coach Bucchi? "Ovunque ho giocato ci sono sempre state divergenze tra coach ed atleti, ma in questa stagione non sono mai emerse, neanche con altri elementi della squadra".
Ci interessa sapere, però, qual è adesso il suo rapporto con Betti e Bucchi: "Non sono amareggiato con loro, ma con la situazione che si è creata. Mi ha dato molto fastidio il fatto che io sia passato per una persona indisciplinata, nonostante sia stato sempre corretto. Comunque ho parlato proprio poco fa con Bucchi, ma mi Iha detto solo frasi di circostanza, spero che in futuro ci sia un’altra occasione per chiarirsi. Di certo se dovessero reintegrarmi non pretenderò le loro scuse, non sono come alcune persone troppo orgogliose". Ed è proprio il futuro, la dimensione più enigmatica di questo piccolo caso: "Seguirò la Carpisa in C.Italia dalla tv. Ma spero che nella prossima settimana siano chiariti diversi aspetti di questa faccenda. Io vorrei proseguire qui la mia esperienza cestistica, anche perché mi trovo molto bene con i compagni, ma se dovessero mandarmi via, pur di giocare, accetterei anche la A2".
Poi passa ad analizzare proprio il suo rapporto con i compagni di squadra: "Spero, anzi sono sicuro, che la mia situazione non influisca sul rendimento della squadra alle Final 8, perché sono tutti ottimi professionisti. Spero anche che questo provvedimento ai miei danni, non sia scaturito dal minutaggio esiguo con cui vengo impiegato".
Domani la Carpisa è attesa alle 18.15 dall’attesissimo match che le porrà di fronte l’Armani Milano per il passaggio alle Final 4 di C.Italia, a cui hanno guadagnato l’accesso, quest’oggi, Siena e Roma vincitrici, rispettivamente, contro Varese e Fortitudo Bologna.
