Col fiato sul collo!
La forza di un gruppo. Tra i tanti detrattori , napoletani e non , che Benitez vanta nella sua carriera da allenatore azzurro , vi era anche un gruppetto piuttosto consistente che tacciava il tecnico spagnolo di non riuscire proprio ad amalgamare il gruppo a sua disposizione. Il buon Rafa veniva accusato ripetutamente di essere troppo integralista nel modulo e nella scelta degli uomini con conseguente malumore di più di un suo calciatore. Parole buttate al vento e che , come tante altre , si sono smarrite con i risultati del campo di un Napoli che , come mai prima d’ora , fa proprio del gruppo intero la sua arma di forza. Tali vergognose accuse non hanno scalfito minimamente Rafa Benitez , forte delle vittorie ottenute nella sua carriera con squadre ( come Liverpool e Valencia) che facevano proprio della coesione di gruppo la loro arma principale. La partita di ieri col Sassuolo ha sancito definitivamente la bontà del lavoro del tecnico madridista : ottenere un filotto di risultati utili , specialmente se ti ritrovi a lottare per tre competizioni , passa inevitabilmente attraverso la turnazione di tutti gli elementi in rosa , anche a costo di lasciare qualche punto per strada come è disgraziatamente accaduto a Palermo. Ed ecco , quindi , che – all’indomani della roboante vittoria di Trebisonda – Benitez si affida nuovamente al turn-over per battere il Sassuolo e portarsi a -2 da una Roma che appare irreversibilmente in crisi di risultati ma soprattutto di gioco. Contro la squadra di Di Francesco , rientrano in campo Maggio , David Lopez , Callejon e soprattutto Duvan Zapata. Vengono riconfermati Ghoulam ma soprattutto Andujar. Ma il risultato finale è lo stesso. Il Napoli vince e convince , a testimonianza che la gara contro il Palermo è stato un mero incidente di percorso. Ieri mancava Higuain per squalifica ma la prestazione superlativa di Zapata ha fatto sì che quasi non ci accorgesse dell’assenza del Pipita. Mancavano altresì Strinic , Inler , Jorgihno , De Guzman , oltre ai fondamentali infortunati Insigne e Zuniga. A conti fatti , se la malasorte non si fosse accanita in precedenza , questo Napoli al completo avrebbe probabilmente ambito per obiettivi differenti. Ma , in fin dei conti , va anche bene così. Almeno i soliti e vigliacchi detrattori di cui sopra sono stati – ancora una volta – clamorosamente zittiti.
Vietato distrarsi. L’impresa è quasi compiuta. Un’impresa che sembrava impossibile da raggiungere fino a qualche mese fa , quando – dopo la svogliata gara contro il Milan , il Napoli si ritrovava ad una distanza siderale dal secondo posto. Raggiungere la Roma di Garcia sembrava quasi un sogno impossibile da realizzare. Ma il calcio ci ha sempre raccontato che di scontato non esiste nulla. Quindi è successo che i capitolini hanno iniziato a soffrire di “ pareggite acuta” , che qualcosa all’interno dello spogliatoio giallorosso non funzioni più come un tempo e finanche il borioso Garcia pare aver ammainato qualsiasi velleità per lo scudetto. Di contro esiste un Napoli che – da dopo la vittoria di Supercoppa e ritrovata una condizione fisica precaria causata dagli impegni mondiali – ha iniziato a macinare gioco e punti , a testimonianza che le squadre di Benitez riescono ad esprimere il massimo del proprio potenziale proprio nel girone di ritorno. La prossima giornata di campionato rappresenta un crocevia fondamentale : all’Olimpico di Roma , la Juventus proverà a dare la mazzata definitiva ai capitolini in chiave scudetto. Il Napoli sarà di scena a Torino contro la temibile squadra di Ventura. Gara affatto facile ma occasione che pare ormai irrinunciabile per poter sognare di accedere direttamente alla fase a gironi di una Champions ed evitare di rivivere l’incubo di Bilbao. La bilancia – al momento – pende dalla parte degli azzurri. Alla crisi di goal e di condizione fisica che attanaglia gli uomini di Garcia si contrappone la straordinaria verve di Gonzalo Higuain , la tenacia inimitabile di un leader come Walter Gargano , l’estro ed il talento di Manolo Gabbiadini , la sicurezza difensiva palesata da un inaspettato Mariano Andujar. Quattro nomi presi ad esempio per sottolineare l’amalgama ed il ritrovato spirito di un gruppo che adesso sembra davvero conscio delle proprie possibilità. Ma , come sopra evidenziato , nel calcio tutto può cambiare. Quindi , guai ad abbassare la guardia. Le rimanenti gare rappresentano per la Napoli calcistica un fondamentale viatico non soltanto per ottenere prestigio ed introiti in vista del futuro , ma soprattutto sono quel tassello fondamentale per poter gettare le basi sul Napoli che sarà il prossimo anno. Con una certa qualificazione in Champions , il futuro di Rafa Benitez potrebbe ancora avere tinte azzurre. Ed anche la società non avrebbe più quegli alibi sul mercato che la scorsa estate resero impossibile il rafforzamento della rosa. Per il Napoli il bello deve ancora venire. E questa volta , fortunatamente , Mazzarri non c’entra nulla…..
NICOLA MOSCATO

