CIAO, DON JUAN

Per chi lo ha visto all’ opera, se la batte con Pelè e Maradona per il titolo di miglior giocatore di sempre, ma forse è stato il più completo di tutti.. All’ alba del suo ottantottesimo compleanno se ne è andato Alfredo Di Stefano, nato in una famiglia di umili origini nel 1926, mescolata insieme da razze diverse, fra cui anche quella italiana, come denuncia il cognome. Cresce nelle fila dell’ Huracàn prima di approdare al grande River Plate, con cui vince un titolo nel 1947. Nel 1950 fugge in Colombia, e viene ingaggiato dai Millionarios di Bogotà, dove riceve gloria ( 3 scudetti ) e denaro in quantità. A quei tempi il paese sudamericano era uscito dalla Fifa, e  cominciò ( pagandoli a peso d’oro ) ad ingaggiare giocatori da varie Federazioni, non versando alcunche alle squadre di appartenenza.

Nel 1953 termina per Di Stefano l’ esilio dorato colombiano e, dopo una lunga battaglia con il Barcellona, viene acquistato dal Real Madrid, e lì, la ” saeta rubia ” diventa leggenda : in undici anni i ” blancos ” vincono 8 scudetti e la bellezza delle prime 5 campioni della storia, a partire dal 1955 per finire al 1960, e l’ argentino riesce ad andare in gol in tutte le finali ! Giocatore a tutto campo, capace di essere centrocampista ed attaccante nell stesso tempo, aveva naturalmente la sua dote migliore nella puntualità in zona -gol. Solo in Spagna ha segnato 529 gol, laureandosi per 5 volte capocannoniere Con lui il Real è diventato il club più popolare del mondo, ruolo che probabilmente detiene ancor oggi. Per fortuna il destino gli ha consentito di vedere il suo Real conquistare la decima volta. Il suo unico cruccio, dopo aver vestito le maglie dell’ Argentina e della Spagna, per un verso o per l’ altro, non ha mai disputato un campionato del mondo, lui che di certo è fra i 3 grandi di sempre, escludendo Messi ancora in attività. La sua fama raggiunse vette di tale popolarità, che, nel 1963, un movimento rivoluzionario venezuelano, per attirare le attenzioni del mondo verso i  problemi del paese, lo rapisce a Caracas dove Di Stefano è giunto con il Real per un’ amichevole. Di Stefano venne liberato dopo due giorni senza aver subito alcun maltrattamento.

Caro Don Alfredo, come avrebbe scritto Gianni Brera : ” Che ti sia lieve la terra ! “

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