C’E MODO E MODO

Un paio di verità confermate dal verace spettacolo auto-celebrativo andato in scena domenica al San Paolo: la prima è che il pubblico napoletano non si accontenta della Champions e del secondo posto, quindi bravo Aurelio bravi tutti ma non ci si può certo fermare qui; la seconda è che Walter Mazzarri sta per lasciare Napoli, glielo si leggeva negli occhi umidi ma ancor di più lo si è dedotto da pensieri, parole, opere e soprattutto omissioni.

Ecco, appunto, le omissioni. Perché nessuno si sognerebbe mai di incatenare chicchessia. Si viene e si va, c’è chi ha trovato la sua dimensione in questa città e chi invece per sua indole è più portato a cercare la realizzazione nel cambiamento. Neanche gli si può dare torto, in effetti è più semplice trovare gli stimoli con una squadra da riportare in alto che riconfermarsi con una che lassù ci è già arrivata, sfiorando anche il bersaglio grosso. Certo, peccato che Maz non abbia fatto un ultimo tentativo di centrare il cerchio rosso. Evidentemente avrà pensato che non c’erano né i mezzi né la volontà di puntarci. Tutto bene, tutto giusto, ma ci sono molti modi per accomiatarsi. Mazzarri, si sa, è uno schivo, uno che non è troppo a suo agio davanti ai microfoni, specie quando non c’è da imbrodarsi con sperticati self-praise. Però ci sono momenti nei quali un uomo non può e non deve sottrarsi alle proprie responsabilità. Il doveroso tributo ai propri (ex?) tifosi è uno di quei momenti, e lui l’ha toppato miseramente mandando in avanscoperta l’imbarazzato Frustalupi, scudiero fedele anche – bontà sua – nelle cadute di stile. Poco importa se era indolenza da fine viaggio o un effetto scenico da troppa vanità. È bastato disertare il discorso d’addio per scalfire la sua immagine agli occhi di tutti, anche dei seguaci più proni. C’è modo e modo, appunto.

Non poche voci di corridoio parlano di un Mazzarri che ormai non ne può più di Napoli e dei napoletani, degli eccessi di personalità che mai sono state troppo affini al suo aplomb da nerd della panchina. Men che meno può soffrire i giornalisti partenopei, parte dei quali non sono mai stati troppo teneri con lui, o meglio non l’hanno osannato come meritava o pensava di meritare. Forse è stato questo che l’ha resto così ostile alla realtà da cui sta fuggendo a gambe levate: chi si sente Special non può sopportare di essere trattato da normal. Del resto, per quanto sia indiscutibilmente bravo, è innegabile che a mister Walter sia sempre mancato quel quid. Per avvicinarsi davvero a Mourinho, da sempre suo termine di autoparagone, Mazzarri farà bene a studiarne il profilo umano prima ancora di provare a vincere una frazione di quanto ha vinto il portoghese. Si può essere vincenti anche senza essere saccenti, si può essere saccenti anche senza essere antipatici, si può essere antipatici anche senza essere sgradevoli. In bocca al lupo.

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