Campagna abbonamenti 2014 – 2015, che flop!

Quello di quest’anno è il dato più basso registrato da quando De Laurentiis è presidente: con l’aggiunta che non è neppure più obbligatoria fare la tessera del tifoso (c’è la carddel Napoli) e che da sei anni non c’è un solo euro di aumento. L’eliminazione di Bilbao ha avuto il suo effetto.Ma in ogni caso, la flessione delle tessere vendute dal Napoli era evidente già ad agosto. Primo punto: la campagna abbonamenti non è ancora conclusa e come consuetudine si concluderà dopo la terza in casa (il 5 ottobre con il Torino).A una settimana dalla prima al San Paolo spicca però il dato del Napoli, da sempre il club con più abbonati (il record nel ’75’-76, con 70.405): dalla stagione 2004/05, mai il Napoli è sceso sotto i 10mila abbonati.Il punto più basso è stato toccato nell’estate del 2012,con 10.629, dopo la cessione di Lavezzi mentre persino nei tre anni di serie C e serie B il Napoli ha venduto più tessere di adesso (rispettivamente 19.605, 13.708 e 19.553).Il record dell’ultimo decennio coincide con il ritorno in serie A, stagione 2007/08: 22.582. Quello che i tifosi considerano un mercato deludente è fforse la causa dell’emorragia:in fondo il 21 agosto di agosto erano in 50.000 (tutti paganti) per il preliminare di Champions contro l’Athletic Bilbao, ma gli striscioni di contestazione alla società hanno illustrato gli umori del popolo azzurro negli ultimi tempi.La classifica degli abbonati in serie A vede in netto calo – nonostante un mercato brillante – gli abbonati del Milan: se lo scorso anno era stato toccato il primato negativo dell’era Berlusconi (24.648 abbonati), adesso va ancora peggio. I fedelissimi sono solo 17.350, 7.258 in meno della stagione precedente. La Juventus ha chiuso ancora a quota 28.000: una scelta di Andrea Agnelli di imporre un tetto agli abbonati. Aumentano gli abbonati della Roma,ora oltre quota 26mila.Sale anche il Torino, circa un migliaio in più rispetto allo scorso anno. Bene l’Atalanta, il Genoa e Sampdoria.È curioso vedere il saliscendi del Napolinegli ultimi40 anni: il primato assoluto coincide con l’ingaggio di mister due milardi,Beppe Savoldi: 70.405. Quello negativo nel 2001/02:3.395, con Corbelli presidente e Gigi De Canio allenatore. L’anno del ritorno in serie A e dell’arrivo di Zeman si abbonarono in 23.419 (2000/01)mentre l’anno della retrocessione in serie B (97/98) erano 24.800. L’anno dopo, con Uliveri, si arrivò a 14.868. In questo momento, dunque,c’è pessimismo e scoraggiamento.Ma soprattutto diffidenza.L’effetto Benitez sembra dunque svanito.Inutile star qui a ricordare quando gli incassi della campagna abbonamenti erano la fonte principale per il Napoli: l’anno delsecondo scudetto (89/90) erano 42.929 mentre l’anno successivo all’addio di Maradona(91/92)le tessere vendute precipitarono a25.215.Ascorrere i dati del passato, tralasciando i numero over 55mila dell’era d’oro di Maradona, si scopre che interrompere l’uragano di abbonamenti venduti degli anni ’70 c’è il flop dell’estate del 1980(Marchesi allenatore e Krol leader):18.262 tessere. Il Napoli lottò per lo scudetto fino alla fine: corsi e ricorsi?

fonte:ilmattino

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