“AZZURRO NAPOLI”, AMAR…CORD CON FOTO ESCLUSIVE

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Da Ascarelli a De Laurentiis, una storia intensa che dura da ottantacinque anni. E’ un viaggio coinvolgente che interessa la squadra del cuore, immagine di una città animata e colorata d’azzurro quando da un pallone, da una giocata avvincente provengono le emozioni più immediate. E’ lo stesso motivo che caratterizza l’intento di Davide Morgera nel suo nuovo libro “Azzurro Napoli-Immagini di una passione infinita”: un vero raccoglitore storico, un’enciclopedia iconografica da puro amarcord sportivo. Nello specifico si tratta di una serie esclusiva di 160 immagini che ritraggono l’excursus del calcio Napoli dalle origini ai tempi moderni. Una ricercatezza senza eguali, un lavoro minuzioso che tende a colpire l’osservatore proiettandolo alla condivisione dei momenti belli e spiacevoli nella loro autenticità resa al massimo esponenziale dall’espressione dei protagonisti in campo. Si va da Sallustro a Pesaola e Vinicio, da Sivori ad Altafini, poi avanti con Canè, Juliano, Clerici e chiusura con Maradona. La scansione temporale si ferma al 1991, anno in cui avvenne l’addio del Pibe. I ricordi, la memoria che pervade l’intero libro e ritorna attuale a chi, in qualche modo, ha vissuto direttamente dagli spalti o da casa in differita gli attimi proposti sulle pagine. L’iniziativa di Morgera è stata appoggiata pienamente dalla casa editrice “Cento Autori” e dal decano del giornalismo sportivo campano Mimmo Carratelli, che ha scritto la prefazione e inoltre sarà presente all’incontro di giovedì pomeriggio, alla Feltrinelli in via San Tommaso D’Aquino dalle ore 18. Sfogliando il libro ci s’imbatte in foto di repertorio che, accompagnate da apposite didascalie esplicative, raccontano le gioie e le sofferenze attinenti ai diversi eventi in maglia azzurra, le esultanze per i due scudetti mai viste prima. “Chi ama questi colori deve essere definito un patuto, il cui significato rimanda al sentimento della sofferenza, della condivisione oltre la più semplice delle immaginazioni. E’ un tratto caratteristico del napoletano che si sente parte integrante degli esiti sportivi raggiunti dalla squadra. Il tifoso vive ogni istante in simbiosi con il campo, immedesimandosi in quei colori e stringendosi forte al proprio beniamino quasi come se lo seguisse e lo guidasse al successo”. Così interviene l’autore Davide Morgera nella conferenza stampa di presentazione del volume e della mostra fotografica attigua alla “Sala della Loggia” del Maschio Angioino avvenuta giovedì scorso nell’ambito della “Giornata di mobilitazione straordinaria contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione”, organizzata dal Comune di Napoli e Società Calcio Napoli. Così l’autore spiega la nascita e il rinnovarsi perenne della passione infinita per i colori azzurri del Napoli: “Ricordo, con nostalgia mista a piacere, i racconti di mio padre che era solito seguire la squadra partenopea all’Ascarelli, il primo stadio distrutto poi dai bombardamenti, e mi appassionai in modo tale da diventare un tifoso assiduo del Napoli. Lo sono tuttora e ho notevolmente coltivato la mia fede calcistica col passar del tempo. Ci troviamo nella sala, dove erano celebrati i matrimoni e in questo momento stiamo ufficializzando l’unione risalente con quella che è da sempre la nostra squadra del cuore”. Applausi a scena aperta da parte degli ospiti che hanno avuto modo di raccontare la loro testimonianza diretta: l’ex addetto stampa del Calcio Napoli Carlo Iuliano che ricorda l’invasione di campo, nel giorno del primo scudetto, da parte di giornalisti camuffati per non farsi riconoscere sul campo del trionfo, in quell’occasione tanto sognata e attesa allo stesso tempo. Poi si sofferma sull’attribuzione del nomignolo “core n’grato” a Jose’ Altafini che gli fu ispirata da un calzolaio durante una camminata alla Galleria Umberto ai tempi di quando lavorava all’Ansa. Chiude poi con un elogio al “più grande presidente del Napoli, Corrado Ferlaino” precisando che “De Laurentiis si sta ben incamminando nella sua gestione”. Interviene poi il giornalista de “L’Unità”, al tavolo della conferenza nelle vesti di moderatore, Massimiliano Amato che, grazie al contributo del libro, riesce a individuare esattamente la nascita della sua passione per il Napoli: “Per la visione di alcune immagini sono riuscito a capire quanto fosse più risalente il mio attaccamento ai colori azzurri da tifoso. Lo ascrivo alla partita Napoli-Lazio 4-3 del 1973 vinta grazie a Damiani, invece avevo già conoscenza della squadra qualche anno prima quando fu inventata la canzone in dedica al trio Sivori-Altafini-Canè”. E’ il turno poi dell’avvocato penalista e ideatore del “Te Diegum”, Carlo Botti, che apprezza molto “la qualità e minuziosità del prodotto nonostante le immagini abbiano una datazione remota”. Continua il professore di storia della filosofia Vittorio Dini che tiene a precisare “quanto la memoria sia fondamentale in questi casi per rivivere con la visione i momenti di gioia e quelli meno luminosi, per raffrontare l’esperienza personale con i vari eventi immortalati qui sopra con estrema precisione cronologica. Lo scudetto fu visto come riscatto di un’intera cittadinanza di tifosi, rimasti per troppi anni nel dimenticatoio. Ora vedo che questa situazione coinvolge il pubblico sempre più incline alla visione della partita da casa. E’ un aspetto poco costante del calcio moderno in cui l’apporto del tifoso costituisce la vera essenza. Preferiamo essere pantofolai, il calcio sta risentendo di tale lacuna”. Il dibattito volge al termine con l’intervento del docente in psicologia della famiglia all’Università Suor Orsola Benincasa, Oscar Nicolaus, che offre una visione più in chiave pertinente alla sua materia di competenza: “A volte capita che la gioia per un successo provata dai napoletani superi notevolmente l’atteggiamento scaramantico, cui il tifoso non sembra mai voler rinunciare. Comunque riconoscere le proprie origini facendole corrispondere a una determinata fotografia è una delle più belle emozioni”. Il tempo sembra fermarsi quando improvvisamente è menzionato il nome di chi grandiosamente ha rappresentato il calciatore sinonimo di differenza e trionfo. L’unica speranza, in tema, è quella di rivivere ben presto la terza impresa attraverso le gesta del nuovo Napoli targato De Laurentiis-Mazzarri. Come quant’è avvenuto nei due precedenti relativi al binomio vincente Ferlaino-Bianchi e poi Bigon. Alla fine s’innalza un netto “Forza Napoli” che, come battuta di augurio e incitamento comune, trova la sua completezza attraverso la storia della maglia, della società e della squadra azzurra raccontata con dedizione da Morgera. 

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