Alfonso De Nicola: “L’aspetto mentale è fondamentale, le motivazioni fanno superare dei piccoli fastidi”
Alfonso De Nicola, capo dello staff medico del Napoli, ha parlato a Radio Kiss Kiss Napoli: “Si lavora con grande armonia e determinazione. Ogni anno è così, ma stavolta di più. I giocatori vogliono regalare qualcosa di grandi alla città, a loro stessi e a tutto il club”. Come sta la squadra? “Molto bene. L’aspetto mentale è fondamentale, le motivazioni fanno superare dei piccoli fastidi. Due tre giocatori, di cui non voglio fare i nomi, hanno voluto allenarsi nonostante io avessi consigliato loro di fermarsi, di spingere un po’ meno. La risposta è stata ‘non se ne parla proprio’: raramente mi è capitato di lavorare con un gruppo così motivato”. Si lavora per arrivare al top ai preliminari. “Sì, i ragazzi hanno avuto un periodo di stop relativamente breve, hanno ripreso in modo graduale. Le prossime due settimane saranno fondamentali per la preparazione. Ci attendiamo lavoro intenso, servirà mettere dentro tanto carburante”. Come stanno Ounas e Rui? “Mario l’ho trovato molto bene. È motivatissimo, magari leggermente in ritardo rispetto agli altri, ma recupererà presto, dobbiamo solo stare attenti a non caricare troppo. Non bisogna avere fretta, le cose vanno fatte gradualmente. Mai visto un gruppo così unito? “Vedo un’unione che prima non vedevo, giocatori fuori dal campo, tifosi e anche operatori della comunicazione. Se si lavora tutti insieme, secondo me siamo invincibili”. L’obiettivo è lo scudetto. “Ci proviamo ogni anno, poi capiamo sempre dove migliorare per riprovarci in modo più determinato. Questa società in 13 anni è cresciuta tanto, l’interesse è fare quanto di meglio si possa fare. È difficilissimo, però, perché le nostre concorrenti sono molto forti”. I Mondiali cambiano la preparazione? “Per ora non li stiamo proprio considerando, sono più un problema dei tecnici delle Nazionali. Sicuramente tutti i calciatori danno priorità all’obiettivo con i club, nel nostro caso in questo momento la qualificazione in Champions”. Come si svolge la giornata tipo degli azzurri a Dimaro? “La mattina si fa colazione alle 8:15, una colazione tradizionale dove abbiamo inserito le noci, frutta secca e frutta di ogni tipo, perché la riteniamo fondamentale. Cerchiamo di far coincidere alimentazione e integratori. Dopo ogni allenamento c’è sempre la frutta, perché la vitamina C è fondamentale. Il pranzo viene deciso quasi singolarmente, facciamo dei test clinici al laboratorio per comprendere di cosa ha bisogno ogni ragazzo. Presto sarà a Dimaro un camper per effettuare controlli ematici ai ragazzi. La merenda c’è subito dopo il riposo pomeridiano, molto leggera, poi dopo cena ci sono piccoli lavori di scarico per tenere al top i muscoli che, dopo due allenamenti, qualche fastidio lo presentano sempre”. Milik è già al top. “Siamo contenti. Lui aveva una grande difficoltà: viene da un paese, la Polonia, dove questi tipi di infortuni sono ancora visti come molto gravi. Da una statistica Uefa, noi abbiamo zero recidive, siamo tra le pochissime squadre in Europa. Lui però aveva paura in questo senso, sentiva timore di ricadere nello stesso problema, ma non c’è stato alcun problema: ormai l’infortunio è completamente superato. È un ragazzo straordinario, non si è fermato un giorno, vive totalmente per il calcio”.


