“A PERUGIA VINCE LA NOIA , CON IL BRESCIA COSA CI RISERVERA’ IL NAPOLI?”

Un passo avanti e due indietro; sembrano i passi di un nuovo ballo, della danza di fine anno lanciata dal Napoli. Sembravano in crescita gli azzurri dopo la partita di Cesena ma contro il Mantova di Di Carlo il Napoli e tornato ad essere il Napolino confuso ed irritante di qualche settimana fa.

Certo l’ambiente particolare del campo neutro di Perugia non ha favorito gli azzurri ma nemmeno ha favorito la squadra ospite che almeno ha tentato di giocare ed ha aggredito la squadra di Reja dall’inizio alla fine, e non avrebbe rubato nulla se avesse colto il vantaggio in una delle sue incursioni del primo tempo: ben meaao in campo l’undici virgiliano, squadra corta aggressiva e accorta con un Caridi in gran spolvero.

 

Dal canto suo il Napoli ha creato davvero poco per poter aspirare a posizioni di vertice, con Trotta che ha arretrato un po’ troppo il suo raggio d’azione togliendo definitivamente sbocchi sulle fasce alle azioni d’attacco. A centrocampo buona la prova solo di Amodio in fase di contenimento, per il resto Bogliacino e Dalla Bona hanno deluso alla grande. Il centrocampo ha bisogno di enormi correttivi a gennaio. Il Napoli con la difesa a tre regge bene e questo è l’unico punto fermo; sul resto della squadra c’è da lavorare e da apportare i giusti correttivi. In avanti si è avvertita l’assenza di Calaiò e Bucchi anche stavolta ha deluso anche se gran colpe per le opache prestazioni del bomber le ha la squadra che non gioca affatto per renderlo pienamente utile alla causa. Reja fa entrare troppo tardi Sosa al posto del fantasma Pià, giocatore inutile ed inconcludente: a gennaio via!

 

Contro il Brescia Reja potrebbe benissimo schierare Bucchi ed El Pampa sin dall’inizio, dando più libertà sul fronte offensivo al bomber romano, che senza gioco sulle fasce potrebbe però giovarsi delle spizzate di testa del centravanti argentino. A centrocampo manca un creatore di gioco, un trascinatore.  In mancanza di un uomo di queste caratteristiche, al momento meglio Gatti che Bogliacino accanto ad Amodio, con Dalla Bona che dovrebbe forse giocare più avanzato, preoccupandosi più di innescare le punte e farsi trovare pronto al tiro che di arginare i ribaltamenti di fronte avversari. Il centrocampista scuola Milan ha il tiro e la capacità di inserirsi negli spazi: perché Reja si ostina a farlo giocare così arretrato se anche a Trotta affida compiti di copertura?

 

Martedì ci il Napoli ritroverà l’apporto del proprio pubblico e potrà rischiare qualcosa in più. E’ un Napoli che deve sfruttare di più le caratteristiche offensive di centrocampisti come Dalla Bona e Trotta, grazie anche alle doti fisiche di un giocatore come Sosa che riesce a far salire la quadra e creare ampi spazi per gli inserimenti dalle retrovie. In mancanza di esterni completi il modulo migliore sembra essere il 4-2-3-1 con Sosa a fungere dal boa centrale e Bucchi o De Zerbi a svariare sul fronte offensivo favorendo gli inserimenti dagli esterni e con Dalla Bona chiamato ad inserirsi per vie centrali.

 

Attualmente questo sarebbe l’optimum, ma è Reja a scegliere in attesa che la pausa natalizia porti consiglio a Marino, che fino adesso non ha dimostrato quanto di buono fatto vedere ad Udine, consegnando al tecnico friulano una squadra non adeguata al gioco del Goriziano.Il passo del gambero ci ha stufati, è ora che si trovi continuità di gioco e finalmente tanti gol, altrimenti la noia rischia di prendere il sopravvento sulla passione azzurra

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