A De Laurentiis l’ardua sentenza

La situazione potrebbe quasi essere grave ma non seria, meglio dirlo subito fuori dai denti.
I protagonisti della vicenda che ha al centro il Napoli sono tutti, nessuno escluso: società, allenatore e squadra.
La società ha sempre utilizzato la stessa tecnica: iniziare e fomentare una campagna di delegittimazione nei confronti di chi si vuol “far fuori”. Ad oggi esiste un progetto tecnico definito che potrebbe portare un nuovo allenatore in azzurro?
Una seria programmazione?
Da anni si allestisce la squadra comprando talenti qua e là, nell’ottica del piazzamento Champions -vitale per la sopravvivenza – e con l’auspicio di future plusvalenze.
L’allenatore Gattuso tatticamente e tecnicamente sta “fallendo” per il NON gioco della squadra, nonostante sia in corsa per tutti gli obiettivi.
La squadra ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di reggere un centrocampo a due – mentre lui si è incaponito nel proporlo – ed ha fornito parecchie prestazioni avvilenti alternate ad altre che hanno illuso in un recupero degli antichi fasti.
Da parte di Gennaro Gattuso non si è mai sentita affrontata una discussione tattica, rispondere nel merito, prendersi una responsabilità per cambi sbagliati o letture errate, fatta eccezione dei discorsi sul “veleno” e ” l’annusare il pericolo”.
Da un punto di vista umano, pur comprendendo le enormi difficoltà personali, si è dimostrato poco capace a mantenere la barra dritta, perché fare polemiche con i giornalisti napoletani ha davvero l’aria di una reazione isterica e fuori luogo sulla quale si è dibattuto a lungo. Nel post gara con il Parma ha detto chiaramente di essere deluso dal Presidente e alcuni gli hanno detto “hai fatto bene tanto non sei obbligato contrattualmente al silenzio eterno”.
Oggi però il consueto “dito contro” punta verso l’isterismo di un allenatore che sta mostrando ogni possibile falla – nonostante sia in corsa per tutti gli obiettivi – vista la logica di cui si è avvalsa per anni la società.
Si dice che la squadra sia dalla parte dell’allenatore. Ebbene, lo dimostri.
Ci metta furore, agonismo e sangue agli occhi. Va bene tutto, il Covid, i mancati allenamenti giocando ogni tre giorni – come tutta la seria A d’altro canto – ma una mollezza simile e la testa altrove veramente non sono più tollerabili.
Si parlassero a viso aperto, dicessero che non sanno che fare se così fosse.
Il fatto di abbracciare l’allenatore non vuole significare granché anche Ancelotti del resto fu sommerso di abbracci e conosciamo la fine della sua storia in azzurro. Re Carlo sedeva ancora sulla panchina del Napoli e il Presidente aveva contatti con uno dei suoi più amati figli: proprio Gattuso.
Lo stesso Gennaro che oggi lamenta l’atteggiamento della dirigenza ha dimostrato ancora una volta che più grossi dei difetti di campo sono quelli di comunicazione: incapace a star zitto o fuori dagli schemi che dir si voglia.
Gennaro Gattuso da qualche settimana non fa altro che attaccare tutti, sente il rumore dei nemici da ogni parte eppure basterebbe concentrarsi sul campo di gioco: lì vi sono la maggior parte delle risposte.
Ad alcuni problemi – attacco e terzini su tutti – non starà a lui trovare una soluzione ma per altre questioni è lui l’allenatore a dover alzare la voce e la testa fino a rendersi conto che qualcuno può giocare e altri no, del resto il calcio è una cosa semplice: si veda Elmas dinamico e in grado di accendere la luce in un buio che porta la firma in calce “centrocampo spento”.
Tirando le somme, visto che la stampa – cartacea e virtuale – tanti pensieri ha dato a Gattuso chi scrive preferisce non affondare ulteriormente la penna: ci auguriamo per il bene di una squadra che ha saputo appassionare anche i tifosi neutrali che presto possa tornare a divertirsi e far divertire.
Che poi se Gennaro Gattuso – con tutte le difficoltà del caso – dovesse lasciare Napoli da vincente, la sua – e lo sappiamo bene – diverrebbe tutt’altra parabola: Napoli ci ha messo poco a etichettare come “fallito” chi ha regalato alcune delle pagine più belle degli ultimi anni alla sua storia calcistica. Magari Gennaro Gattuso sarà possibile che venga ricordato per altro: ai posteri – e a De Laurentis – l’ardua sentenza.


