NAPOLI , IL TUO LIMITE E’NELLA TESTA!

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Ci risiamo. Ancora una volta , come troppe volte in questa stagione , il Napoli stecca un’altra partita importante più per dare una risposta significativa in termini di maturità di squadra che per quello che concerne la classifica finale.  La delusione è ancora una volta grande : contro il Parma di Donadoni , orfano dell’intero attacco titolare , gli uomini di Benitez scendono in campo in maniera decisamente leziosa e vengono puniti dall’unico tiro dei ducali verso la porta dell’incolpevole Reina. La grinta e la determinazione che gli azzurri hanno dimostrato appena sette giorni fa contro la squadra di Conte appare un lontanissimo ricordo. Il solito lentissimo giro palla , tipico di quel Napoli che tende a sottovalutare l’avversario per la sola ragione che non si chiami Juventus , Roma , Arsenal o Borussia Dortmund. Facciamo fatica ad elencare la lista di punti che questa squadra ha perso contro squadre di media-bassa classifica : Chievo , Udinese , il Parma all’andata ed al ritorno , Bologna , Atalanta sono solo alcune di quelle che ricordiamo a mente. Tutte compagini ampiamente alla portata degli azzurri , tutte squadre che hanno palesato i limiti di una rosa ancora immatura per poter stazionare in modo permanente nella zona scudetto. La prestazione offerta ieri al Tardini è stata imbarazzante : raramente si è assistito ad un Napoli talmente svogliato e superficiale , totalmente incapace di poter seriamente impegnare Mirante e compagni. Eppure l’impresa sembrava assolutamente fattibile , atteso che gli azzurri hanno tenuto per novanta minuti il pallino del gioco , pur non rendendosi mai seriamente pericoloso. Sarebbe bastato un briciolo di voglia di vincere in più per avere la meglio di un Parma che è sceso in campo praticamente senza attacco. Di chi sono le colpe? La domanda sembra complessa ma non lo è. Benitez ha le sue colpe nella disfatta di ieri sera : non si riesce a comprendere l’ostinazione dello spagnolo di voler schierare a tutti i costi un Hamsik irriconoscibile , soltanto lontano parente del campione ammirato nelle scorse stagioni. Marek non è più lui , lo si è capito. E si è capito anche che il problema non può essere ricondotto alla condizione fisica , dal momento che ormai lo slovacco è tornato in campo da più di un mese , risultando sufficiente ( insieme a tutta la squadra , tra l’altro ) soltanto contro la Juventus. Hamsik appare svuotato fisicamente ma soprattutto mentalmente : non sappiamo cosa abbia ed ovviamente ci auguriamo tutti che possa quanto prima risolvere questo problema. Ma , senza lasciarci andare troppo ad ipocriti questioni sentimentali , appare ormai chiaro che l’attuale capitano del Napoli debba sedersi in panchina. Specialmente se , a scaldare il posto vicino Benitez , siede un Meertens che ha dimostrato ancora una volta di essere assolutamente indispensabile nel tridente dietro Higuain. Già , Higuain. Un’altra situazione spinosa da risolvere : l’argentino non sta sicuramente brillando nelle ultime prestazioni , si riscontra una certa stanchezza soprattutto dal nervosismo che il Pipita proprio non riesce a gestire. Ma Gonzalo rimane comunque un fuoriclasse e sostituirlo puntualmente a venti minuti dalla fine appare davvero una scelta discutibile , in particolar modo se devi recuperare una partita abulica. Anche ieri sera , il bomber azzurro non ha preso bene il cambio , Rafa ai microfoni della stampa ha sorvolato sulla questione : non ce ne vorrà il Mister se ci permettiamo di dissentire dalle sue scelte : un calciatore come Higuain può sempre risolvere con una sua giocata la partita e , pur riconoscendo a Zapata di essere un calciatore molto più valido di quello che si pensava a Settembre , pensare di schierarli insieme non è un’idea da escludere a priori. Ma non è affatto lì che il Napoli ha steccato l’ennesima sua partita della stagione : il Napoli ha perso perché è ormai palese che tanti , troppi calciatori di questo club non hanno la forza di reggere a livello mentale le altissime posizioni di classifica. Questi limiti accompagnano gli azzurri da anni ormai e né Mazzarri , né un tecnico esperto come Benitez sono riusciti ad ovviare a tali carenze.  Dopotutto non può essere colpa di un tecnico se Inler decide di non marcare Parolo al limite dell’area di rigore in occasione del goal. Non può essere colpa di un allenatore se , nonostante la fiducia riposta , Hamsik decide di eclissarsi dalla gara nonostante i galloni da capitano. Dice bene Rafa : esistono calciatori adatti a lottare per le alte sfere , capaci di trovare le motivazioni in qualsiasi gara , a prescindere che l’avversario si chiami Catania o Juventus. E purtroppo di calciatori del genere il Napoli ne ha davvero pochi : il nervosismo del Pipita al momento del cambio fa capire che l’argentino è uno di essi , insieme a Callejon , Meertens  che – pur non dovendo davvero dimostrare più nulla al popolo napoletano – mostrano uno spirito di abnegazione commovente in ogni gara a  dispetto di calciatori che molto meno hanno dimostrato rispetto a loro. E’per questo che , consolidato ormai il terzo posto a meno di impensabili cataclismi di classifica , la società a Giugno non può più tirarsi indietro e dovrà intervenire in maniera decisa sul mercato per rimpiazzare quei calciatori che ormai non hanno più margini di crescita all’interno di questo club. Inler su tutti , Behrami , Maggio a seguire. Senza sottovalutare la questione Hamsik che dovrà essere trattata quanto prima da De Laureentiis e Benitez. Il Napoli che verrà non potrà più mettere in scena la partita della vita , salvo poi fare magre figure contro avversari di caratura decisamente abbordabile. Il tifoso azzurro è cresciuto da questo punto di vista , la società deve ancora dimostrarlo. Nel grigiume di ieri sera  ci permettiamo di sottolineare ancora una volta la positivissima prestazione di Fernandez , la cui grinta e la cui voglia di rivalsa dimostrano la serietà del ragazzo nel volersi conquistare la permanenza in azzurro per il prossimo anno , e quella ancora sufficiente di Henrique , sicuramente preferibile ad un Maggio che a questo Napoli proprio non manca. Peccato soltanto che molti loro compagni hanno deciso per l’ennesima volta di non scendere in campo. La serata nefasta di Parma si è conclusa con una scena poco edificante del presidente De Laurentiis che si è scagliato verbalmente contro un tifoso deluso dal risultato finale : una società diventa grande non solo in campo , ma anche fuori , comunicando con i tifosi che rappresentano prima di tutti il club. Il Presidente dovrebbe agire meno di istinto e più con la testa : rappresenta una società con milioni di sostenitori in tutto il mondo  , non può dimenticarlo. Fa sorridere , infine , che la sconfitta azzurra di ieri sera sia stata celebrata soprattutto da tutti quei tifosi juventini che si sorprendevano della grandissima gioia azzurra nel post partita di sette giorni fa. Forse bisognerebbe guardare nel proprio orticello prima di tacciare il prossimo di provincialismo. Vero , Marotta?  

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